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Nelle fasi iniziali di sviluppo le lesioni del tumore a cellule di Merkel non hanno caratteristiche specificate che ne facilitino l’identificazione, tant’è vero che vengono confuse con quelle di altri tumori della pelle più frequenti come i carcinomi baso- o spino-cellulare, il granuloma piogenico, il cheratoacantoma, il linfoma cutaneo e il melanoma. Quest’ultimo, ad esempio, è circa trenta volte più frequente del tumore a cellule di Merkel. Altre volte, il tumore a cellule di Merkel viene confuso con le metastasi alla pelle di: carcinoma a piccole cellule, carcinoma anaplastico, carcinoide, retinoblastoma, sarcoma di Ewing e neuroblastoma.

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In molti casi la diagnosi di tumore a cellule di Merkel arriva solo grazie alla valutazione istologica della biopsia della lesione e, quindi, questo è un esame chiave per la conferma del quadro. Nella biopsia della lesione si può cercare anche una proteina del Polyomavirus (inserire link con paragrafo Fattori di rischio e cause), denominata oncoproteina, che fornisce indicazioni sulla possibile causa della malattia, ma non solo. Infatti, l’assenza del virus, a fronte della diagnosi istologica di tumore a cellule di Merkel, indica un rischio di evoluzione peggiore e la necessità di controlli più ravvicinati. Un altro esame relativo al Polyomavirus a cellule di Merkel consiste nel dosaggio nel sangue degli anticorpi diretti contro l’oncoproteina del virus. Alcuni autori raccomandano una valutazione di partenza di tale anticorpo entro 2-3 settimane dalla conferma della diagnosi, per poi confrontare il risultato ottenuto con quelli di controlli successivi. Tali verifiche sono importanti perché, i malati di tumore a cellule di Merkel su base virale che non producono anticorpi, presentano più spesso recidive e richiedono controlli più ravvicinati con gli esami strumentali, come la tomografia computerizzata. In una casistica pubblicata nel 2010, anticorpi diretti contro l’oncoproteina del MCPyV erano presenti nel 50% dei soggetti nei quali era stato appena diagnosticato il tumore a cellule di Merkel. Nei casi nei quali si rilevano gli anticorpi per l’oncoproteina, con il trattamento della neoplasia si assiste a una sua rapida e drastica diminuzione, fino al 90% dopo 12 mesi. Viceversa, se si osserva una recidiva in un malato precedentemente positivo per l’anticorpo, le concentrazioni nel sangue dello stesso aumentano altrettanto rapidamente. Fra gli esami strumentali impiegati nella definizione delle diagnosi del tumore a cellule di Merkel c’è la Tomografia Assiale Computerizzata del torace e dell’addome, la Risonanza Magnetica ed altri esami per immagine. Non esistono esami del sangue indicativi della presenza della malattia, a parte quello già citato riguardo alla ricerca degli anticorpi anti-MCPyV.

Vedi anche in Tumore a Cellule di Merkel

Tommaso Sacco

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