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Diagnosi e stadiazione del tumore del colon-retto

Diagnosi e stadiazione del tumore del colon-retto

I percorsi di diagnosi che portano alla conferma della presenza di un cancro del colon-retto possono essere vari. I primi passi spesso sono: la positività di un esame del sangue occulto fecale o la presenza di sintomi che suggerirebbero un approfondimento. La colonscopia è comunque l’esame più importante e, in generale, sarebbe meglio che fosse una pancolonscopia cioè una procedura che esplori tutto il colon fino al cieco. Come riportato nella scheda dedicata, questa valutazione è raccomandata anche se una rettosigmoidoscopia ha riscontrato una lesione. Se non fosse possibile eseguire una colonscopia subito dopo la rettosigmoidoscopia, andrebbero comunque eseguiti un clisma opaco o una colonscopia virtuale, per completare la visualizzazione del colon. In caso ci sia una stenosi del colon, che impedisca all’endoscopio di risalire oltre la lesione rilevata con la rettosigmoidoscopia, e si decida di rimuovere una lesione individuata nel retto o nel sigma, bisognerebbe ripetere una pancolonscopia dopo l’intervento chirurgico entro 6-12 mesi.

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La biopsia raccolta nel corso della colonscopia, valutata al microscopio, permette di definire se la lesione visualizzata è un tumore maligno, generalmente un adenocarcinoma. Questa si definisce diagnosi istologica. La diagnosi istologica è un passaggio cruciale e decisivo per la gestione del caso e, quindi, è importante che venga formulata da un anatomopatologo esperto nello studio delle neoplasie del colon-retto. Tranne in casi rari, bisogna sempre avere una diagnosi istologica prima di eseguire un intervento chirurgico o qualsiasi altra terapia.

Stadiazione del tumore del colon-retto

Dopo avere confermato la diagnosi di carcinoma del colon-retto, va eseguita una stadiazione della malattia, cioè ne vanno stabilite l’estensione locale e l’eventuale diffusione a distanza. Sulla base della stadiazione, s’imposta il trattamento ed è importante sottolineare che, salvo eccezioni, è fondamentale stabilire lo stadio della malattia prima di iniziare qualsiasi cura. Ciò vuol dire che la conferma della diagnosi e tutte le valutazioni necessarie per la stadiazione vanno fatte presso Centri che abbiano le conoscenze, l’esperienza e le attrezzature necessarie per completare efficacemente questi passaggi. Una valutazione iniziale approssimativa può avere conseguenze negative sulla gestione e sulla evoluzione del caso.

stadiazione tumore colon retto

La stadiazione delle neoplasie solide prende in considerazione 3 parametri fondamentali, esemplificati con le lettere “T”, “N” e “M”:

  • la “T”, indica l’estensione locale del Tumore primitivo, espressa o in termini di dimensioni, se localizzato in un organo parenchimale, o di profondità di infiltrazione della parete dell’organo, se si tratta di un organo cavo. Alcune lesioni arrivano a interessare tutto lo spessore della la parete e a superarla, invadendo gli organi vicini, come può succedere con il cancro del colon;
  • la “N”, si riferisce al numero dei linfonodi loco-regionali interessati (“Node” in inglese);
  • la “M”, indica la presenza, o meno, di Metastasi a distanza.

Ogni tumore ha la sua classificazione “TNM”, basata sull’analisi accurata delle caratteristiche sopra riportate. L’insieme di questi tre parametri si definisce lo “stadio” del tumore, che va da I a IV, secondo un livello crescente di evoluzione della malattia. Nel caso del cancro del colon-retto:

  • Stadio I: il carcinoma è circoscritto alla parte più superficiale della parete dell’intestino verso il lume;
  • Stadio II: il carcinoma è diffuso nello spessore della parete dell’intestino, ma i linfonodi vicini non sono infiltrati dal tumore;
  • Stadio III: il carcinoma ha coinvolto anche uno o più linfonodi localizzati vicino all’intestino;
  • Stadio IV: il carcinoma è diffuso anche ad altri organi con metastasi.

Più lo stadio è basso, più è probabile che si guarisca in maniera completa con le cure più efficaci oggi disponibili. La prognosi è meno buona se sono interessati i linfonodi (stadio III), perché significa che alcune cellule del tumore si sono già allontanate dalla parete dell’organo da dove si sono originate e, quindi, che il cancro potrebbe ripresentarsi in futuro, con delle recidive, anche in altri organi. Lo stadio IV presuppone una malattia metastatica, che è già diffusa ad altri organi e per la quale una guarigione definitiva è molto più rara. Questa forma, che in passato aveva un’evoluzione rapida verso il decesso, oggi può essere gestita con cure efficaci, che prolungano sensibilmente la sopravvivenza con una qualità di vita accettabile per il malato.

Per definire lo stadio della malattia è necessario eseguire anche esami che riguardano organi e apparati diversi dal colon. Ad esempio, si eseguono una tomografia computerizzata del torace e una dell’addome e della pelvi con mezzo di contrasto, per verificare se in queste aree anatomiche ci sono metastasi. Tale esame, pertanto, dovrebbe essere sempre eseguito prima dell’intervento chirurgico. Nei tumori del retto localizzati, per definire meglio la sede della lesione neoplastica, e, in particolare, per misurare la distanza dal margine dell’ano e i rapporti del tumore con i tessuti circostanti, solitamente viene eseguita anche una risonanza magnetica nucleare, con visualizzazione di addome inferiore e pelvi, utilizzando un mezzo di contrasto. Questo esame non è necessario per i tumori del colon. La tomografia a emissione di positroni è eseguita, solo in casi selezionati, per rispondere a delle domande particolari. Si fa, ad esempio, nei malati nei quali si pensa di poter rimuovere chirurgicamente le metastasi epatiche o polmonari.

Va sottolineato che, a causa delle difficoltà nel formulare diagnosi precoci per la diffusione ancora inadeguata dello screening, il 25% dei soggetti ai quali è diagnosticato un tumore del colon-retto lo ha già in fase metastatica. È invece del 50% la percentuale dei malati di tumore del colon-retto inizialmente localizzato, che sviluppa metastasi dopo la rimozione della lesione.

Vedere anche nella sezione Il tumore del colon-retto

Tommaso Sacco

Bibliografia:

  1. I numeri del cancro in Italia 2017, AIOM-AIRTUM
  2. Linee guida AIOM (Associazione Italiana di Oncologia Medica) tumori del colon-retto, edizione 2017