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Sintomi del cancro del polmone

Sintomi del cancro del polmone

Il tumore del polmone non sempre si manifesta fin dall’inizio con segni e sintomi che suscitino la giusta attenzione.  Infatti, i primi segni e sintomi possono far pensare ad altre malattie polmonari. In particolare, per la forma non a piccole cellule, i sintomi possono mancare nelle fasi più precoci e, quando si presentano, sono sottovalutati o attribuiti a conseguenze patologiche del fumo diverse del cancro. In pratica, se la tosse e le emottisi sono già presenti in un soggetto con una grave forma di bronchite cronica, non è facile capire che, alla base di un loro peggioramento, c’è un tumore polmonare. Per tutti questi motivi, nel 60% dei casi la diagnosi di carcinoma polmonare è tardiva e assumono particolare importanza controlli periodici e screening nelle persone a rischio di sviluppare questa neoplasia.

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I sintomi

Tra i vari sintomi che può causare il cancro del polmone, se ne elencano alcuni che sono comuni ad altre patologie meno gravi. E' comunque importante sottoporsi a controllo medico, sia se uno dei seguenti sintomi o quadri patologici compare per la prima volta, sia se peggiora in soggetti che già lo presentavano:

  • Tosse: quella secca secca o la forma con catarro, talvolta striato di sangue, è presente nel 70% dei casi di cancro del polmone. Poiché essa si osserva, anche per anni, nella maggior parte dei soggetti con bronchite cronica, nei fumatori o nei lavoratori esposti ad agenti irritanti delle vie aeree, può sfuggire, come sintomo di allarme del tumore del polmone. È di fondamentale importanza che la persona che la sviluppa e il suo medico di riferimento pongano grande attenzione alle modificazioni di intensità e durata nel tempo della tosse e ai cambiamenti delle sue caratteristiche, ad esempio da tosse grassa a tosse secca.
  • Emottisi: perdite di sangue con i colpi di tosse, che possono essere saltuarie o intermittenti, presentandosi anche a intervalli di mesi. Pure questo sintomo tende a essere sottovalutato in chi ha una tosse cronica, perché attribuito erroneamente alla rottura di piccoli vasi delle vie aeree, dovuta ai frequenti e profondi colpi di tosse, o ad altre patologie.
  • Emoftoe: consiste in un espettorato di colore rosato, di aspetto schiumoso e con muco. Anche questo sintomo può essere dovuto a malattie non tumorali come la tubercolosi, la bronchite cronica, la stenosi della valvola mitrale del cuore, le bronchiettasie (dilatazioni anomale dei bronchioli), l’infarto polmonare.
  • Dolore persistente al torace: può intensificarsi con il respiro e con il variare della posizione assunta dall’individuo. Le cause possono essere, oltre al tumore, infiammazioni del pleura dovute a infezioni, ma anche a metastasi localizzate nelle ossa del tronco o nelle radici dei nervi. Quando sono nei nervi, si configura la Sindrome di Claude Bernard-Horner.
  • Infezioni ricorrenti alle vie respiratorie: una frequenza elevata di bronchiti o polmoniti o la loro lenta guarigione, specie se si rileva in un soggetto con fattori di rischio per il tumore del polmone, deve attirare l’attenzione del malato stesso e del medico e stimolare valutazioni diagnostiche specifiche.
  • Febbre: è quasi sempre conseguenza di una polmonite definita post-ostruttiva perché è dovuta a un’infiammazione o a una lesione che ha ostruito una parte delle vie aeree. La presenza di un cancro che ostruisca in parte o del tutto un bronco può determinare collasso del lobo del polmone corrispondente, cioè un’atelectasia, questo, a sua volta, favorisce lo sviluppo di un’infezione. La febbre può accompagnarsi a tosse produttiva, perdite di sangue dalla bocca e dolore toracico.
  • Difficoltà respiratorie, respiro corto, sibili respiratori (dispnea): sono anch’essi sintomi frequenti, ma che non sempre suscitano il giusto allarme, perché già presenti nel soggetto che ha sviluppato altre malattie respiratorie alle quali in seguito si associa il cancro. In particolare, la dispnea dipende dalla ridotta capacità dei polmoni di svolgere la normale attività di respirazione ed è percepita dal paziente come difficoltà a respirare, “fiatone”, senso di oppressione, fame d’aria più o meno intensa, sensazione di soffocamento. Il respiro è, insomma, difficile e forzato, affannoso, accelerato o rallentato, comunque spesso irregolare nel ritmo.
  • Raucedine: alterazione della voce che diventa stridula e acuta.
  • Disfonia: consiste nell’alterazione del tono della voce, che diventa rauca o bitonale.
  • Disfagia: è in genere un segno di malattia avanzata in quanto è dovuta alla crescita di una massa tumorale, che preme sull’esofago che, per un tratto, è adiacente alle vie aeree principali. All’inizio si manifesta in modo intermittente e il malato prova dolore quando deglutisce i cibi solidi, poi diventa persistente e può manifestarsi anche bevendo dei liquidi.
  • Gonfiore del viso o del collo.
  • Dolore e debolezza alle spalle, alle braccia e alle mani.

Un’ulteriore fattore che rende difficile individuare il cancro del polmone è che i sintomi provocati dalla lesione primaria vengono attribuiti ad altre malattie e, nel frattempo,  si formano metastasi in altre parti del corpo, che generano segni e sintomi che non presentano un legame con i polmoni. A seconda degli organi e dei tessuti dove le metastasi si sono propagate, si rilevano dolore alle ossa, associato o meno a fratture, mal di testa, emorragie, debolezza, e formazione di trombi. Una perdita ingiustificata dell’appetito associata al calo ponderale sono segni generali, non direttamente correlati allo sviluppo della neoplasia, ma conseguenti ad essa.

Programmi di screening

A causa delle difficoltà sopra descritte nell’individuazione precoce del cancro del polmone, avrebbero un ruolo particolarmente importante i programmi di screening, che sono stati a lungo oggetto di dibattito. Infatti, in alcune ricerche, la radiografia del torace e/o l’esame citologico dell’espettorato, eseguite periodicamente, non avevano confermato la loro efficacia. D’altra parte, uno studio su ampia casistica avviato nel 2002 dall’Istituto Nazionale dei Tumori statunitense (National Cancer Institute), ha confrontato l’efficacia di TC spirale o radiografia del torace, eseguite ogni anno per tre anni, nell’individuazione precoce del cancro del polmone. Più di 53.000 fumatori o forti ex-fumatori, che fumavano o avevano smesso di fumare da meno di 15 anni 30 o più pacchetti di sigarette all’anno e avevano un’età compresa fra 55 e 74 anni, sono stati assegnati, mediante randomizzazione a uno dei due gruppi. I risultati hanno evidenziato, nel gruppo sottoposto alla TC spirale rispetto a quello della radiografia del torace, una riduzione del 20% del rischio di decesso da tumore del polmone. Il vantaggio è risultato talmente marcato che la ricerca è stata interrotta prima del termine previsto. I risultati di uno studio pubblicato nel 2020 in un prestigiosa rivista scientifica hanno dimostrato una riduzione statisticamente significativa del rischio di decesso da cancro del polmone, in soggetti ad alto rischio, sottoposti a screening con tomografia volumetrica polmonare a bassa dose. Inoltre, tale esame ha permesso di ridurre rischi rilevati con altri approcci diagnostici come quelli dei falsi positivi e dell’esecuzione di procedure di diagnosi non necessarie. La speranza è che questi dati convincano gli amministratori della Sanità ad attivare programmi di screening che permettano di ridurre drasticamente le diagnosi tardive di cancro del polmone e i decessi che da esse dipendono.                

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Tommaso Sacco

Bibliografia

  • https://www.aiom.it/wp-content/uploads/2018/11/2018_LG_AIOM_Polmone.pdf
  • https://www.cancer.org/cancer/non-small-cell-lung-cancer/detection-diagnosis-staging/signs-symptoms.html
  • https://www.cancer.org/cancer/lung-cancer/prevention-and-early-detection.html