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Fattori di rischio e patogenesi del cancro del polmone

Fattori di rischio e patogenesi del cancro del polmone

Il cancro del polmone è uno dei tumori per i quali l’effetto dei fattori di rischio è meglio definito, soprattutto per quanto riguarda il fumo. Una conferma diretta e relativa alla realtà italiana viene dall’analisi dell’incidenza di questa neoplasia nel nostro paese. Come spiegato in dettaglio nella scheda dedicata, la progressiva diffusione dell’abitudine al fumo nelle femmine e l’abbandono di tale abitudine da parte di discrete percentuali di maschi, ha fatto sì che si siano registrati, nei decenni appena trascorsi, un aumento dei casi nei soggetti di sesso femminile e una diminuzione nel sesso maschile. Oltre a questo fattore di rischio ben definito e noto, ce ne sono altri sui quali la comunicazione è meno insistente, come l’inquinamento dell’aria. D’altra parte, molte sostanze presenti nell’aria inquinata sono almeno altrettanto dannose, in termini di promozione dello sviluppo del cancro del polmone, quanto il fumo. Perché, allora, se ne parla meno? Una possibile spiegazione è che il fattore di rischio “fumo” viene ritenuto responsabilità del singolo individuo, mentre il danno da inquinamento è, in gran parte, risultato di carenze delle amministrazioni politiche locali e nazionali che non mettono in atto tutte le misure preventive necessarie. Di seguito una descrizione dei più importanti fattori di rischio di cancro del polmone. Per approfondire gli aspetti generali degli effetti dei fattori predisponenti allo sviluppo delle neoplasie si rimanda alla scheda Dalla replicazione cellulare normale alla cellula tumorale.

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In generale, le alterazioni che fanno diventare neoplastiche le cellule dei bronchi o dei polmoni dipendono dal sovraccarico di sostanze tossiche introdotte con il fumo o respirando le sostanze sotto elencate, che eccedono le capacità di smaltimento delle cellule. Ciò significa anche che più si amplifica il contatto con i cancerogeni, ad esempio sommando a quelli inquinanti dell’aria quelli del fumo, maggiori sono le probabilità che i processi che danno origine alle neoplasie si attivino attraverso danni a carico del DNA.

Fumo

L’85% dei casi di cancro del polmone è causata dal fumo di tabacco oppure dall’esposizione al fumo altrui, definito fumo passivo. C’è anche una proporzione fra il rischio di sviluppare questo tumore, da una parte, e, dall’altra, il numero di sigarette fumate al giorno, la durata (in anni) dell'abitudine e il contenuto di catrame. Infatti, il rischio relativo dei fumatori (considerati in toto) rispetto ai non fumatori è 14 volte maggiore di quello di un non fumatore ed è di oltre 20 volte superiore per i forti fumatori, cioè quelli che fumano più di 20 sigarette al giorno. Le sostanze che aumentano il rischio di sviluppo di cancro negli epiteli delle basse vie aeree, in qualche modo correlate al fumo, sono le seguenti:

  • “catrame”
  • idrocarburi aromatici policiclici
  • benzopirene
  • fenolo
  • N-nitrosonornicotina
  • Nitrosamine
  • tracce di metalli come nichel, arsenico e polonio 210

Per chi respira il fumo altrui, il rischio di cancro del polmone aumenta del 20%-50%, rispetto ai non fumatori non esposti al fumo passivo. Per quanti smettono di fumare, il rischio si riduce progressivamente nel corso degli anni e sono necessari oltre 15 anni prima che si raggiunga il livello dei non fumatori. Fino al alcuni decenni fa, l'abitudine al fumo era molto più diffusa nel sesso maschile, ma, negli ultimi anni, questa differenza si è progressivamente ridotta. Si stima che oggi muoiano ogni anno 1.000.000 di persone di sesso femminile in tutto il mondo a causa del fumo di sigaretta. Nei Paesi in via di sviluppo è in costante aumento la percentuale di femmine che fumano, anche per le campagne pubblicitarie delle industrie del tabacco, che spesso sono sottoposte a meno limitazioni, rispetto a quelle imposte nei Paesi più sviluppati. Da non sottovalutare l’effetto della nicotina nell’aumentare il rischio di cancro del polmone. Anche se non è questa sostanza a determinare i danni alle cellule, che potranno farle diventare tumorali, la nicotina è la molecola che tiene legata la persona al fumo e, quindi, è la responsabile della dipendenza da tale abitudine. Questo è talmente vero che, quando i fumatori passano a sigarette a ridotto contenuto di nicotina, spesso, inconsapevolmente, aumentano la durata di ogni singola aspirazione di fumo o il numero di sigarette fumate. In tal modo, la quantità di nicotina introdotta ogni giorno rimane la stessa e, fumando più sigarette, introducono puù sostanze cancerogene e spendono anche di più.

Rischio da agenti chimici e altre sostanze

Quelle elencate di seguito sono alcune delle sostanze per le quali è stato dimostrato un effetto cancerogeno sui bronchi e sui polmoni. È esposto a un rischio particolarmente elevato chi, per svolgere il proprio lavoro o vivendo in prossimità di aziende che li impiegano o li producono è a contatto protratto con tali sostanze.

  • asbesto
  • cromo
  • arsenico
  • berillio
  • cloruro di vinile
  • idrocarburi aromatici policiclici
  • clorometiletere
  • radon
  • acetaldeide
  • ammoniaca
  • formaldeide
  • ossidi di azoto

L’effetto cancerogeno di tali sostanze è ulteriormente amplificato se il soggetto fuma, in quanto i due effetti si sommano.

Inquinamento atmosferico

E' un fattore di rischio per il tumore del polmone e per numerose altre patologie respiratorie. Per ridurre l’effetto di tale fattore di rischio si fa molto meno di quanto fatto in passato per ridurre la diffusione del fumo. D’altra parte, per modificare sensibilmente gli effetti dell’inquinamento dell’aria, le autorità dovrebbero prendere provvedimenti che le renderebbero molto impopolari. Respirare l’aria inquinata potenzia l’impatto carcerogeno del fumo di tabacco, quindi i due effetti si sommano.

Predisposizione genetica

Le persone con una storia familiare di cancro presentano forti probabilità di contrarre questa patologia e, come per molti tipi di tumore, questo rischio aumenta con l’avanzare dell’età. Tale fattore ha un ruolo anche nello sviluppo del tumore del polmone, per il quale però è più importante l’effetto dei fattori sopra citati: fumo, inquinamento e sostanze chimiche.

Patogenesi

Il cancro del polmone è una delle prime neoplasie per le quali è stato dimostrato il meccanismo denominato “cancerizzazione di campo”, traduzione del termine inglese “field cancerization”. Tale meccanismo si sviluppa come segue: il contatto diretto e prolungato di sostanze cancerogene, come quelle inalate con il fumo di sigaretta, con i tessuti determina inizialmente alterazioni che potrebbero essere definite parziali, nell’epitelio delle vie respiratorie e, a seguire, alcune delle cellule appartenenti a questo “campo” parzialmente alterato si modificano ulteriormente e diventano vere e proprie cellule neoplastiche. Un altro meccanismo che rientra nella stessa definizione è quello che si basa sull’evoluzione tumorale di un’unica cellula localizzata nel campo, che poi si riproduce, dando origine a una linea di cellule cancerose.

Vedere anche nella sezione Cancro del Polmone

Tommaso Sacco

Bibliografia