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Radioterapia, chemioterapia e farmaci a bersaglio molecolare nei tumori testa-collo

Radioterapia, chemioterapia e farmaci a bersaglio molecolare nei tumori testa-collo

Mentre per altri tipi di cancro si è dedicato un paragrafo a ciascuna di queste cure, per i tumori della testa e del collo si preferisce includerli in un unico paragrafo, per sottolineare che, quasi sempre, tali trattamenti sono associati fra loro, del tutto o in parte, per aumentare le probabilità di successo. Si è già spiegato l’impiego della radioterapia come approccio successivo all’asportazione del cancro con intervento chirurgico, alla quale si fa ricorso per aumentare le probabilità di guarigione o, comunque, per favorire il controllo della malattia. Tale approccio va preso in considerazione, particolare, nei malati con fattori di rischio di recidiva. Ai soggetti con neoplasie testa-collo localmente avanzate che non possono essere operati, vengono proposti tre approcci generali fra i quali scegliere:

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Radioterapia

Nella terapia dei tumori della testa e del collo questo trattamento richiede competenze specifiche e ampia esperienza da parte degli operatori. Infatti, le radiazioni somministrate a scopo curativo devono raggiungere con adeguata intensità la lesione da trattare, evitando o minimizzando i danni ai tessuti e agli organi sani. Per conseguire tale obiettivo, sono state messe a punto procedure specifiche di calcolo e simulazione delle traiettorie delle radiazioni che permettono di “mirare” con grande precisione sul cancro. Una volta preparato il campo con queste metodiche, grazie all’impiego di apparecchiature nelle quali strumenti informatici supportano l’azione degli specialisti, si somministra in maniera efficace e sicura la dose di radiazioni  che è stata pianificata. Come si può immaginare, approcci così raffinati vengono applicati nei Centri a più elevata specializzazione nella gestione di questi tumori e ai malati è richiesta un po’ di collaborazione e di pazienza nella fase di preparazione sopra descritta. Molti studi sono stati dedicati alla valutazione della sensibilità dei diversi sotto-tipi di tumori della testa e del collo alle radiazioni e all’ipossia, per ottimizzare la frequenza delle somministrazioni, rispetto all’eliminazione delle cellule del cancro e alla rigenerazione dei tessuti sani danneggiati dalle radiazioni stesse. In generale, quando si ricorre alla radioterapia da sola, come avviene nei casi in cui non si possono utilizzare la chemioterapia e il cetuximab, il protocollo di prima scelta dovrebbe prevedere somministrazioni iperfrazionate di radiazioni come avviene con la radioterapia iperfrazionata accelerata continua. Infine, si segnala che, negli anni, sono stati proposti prodotti ai quali è stato attribuito l’effetto di proteggere alcuni tessuti e organi, ad esempio le ghiandole salivari sane, delle persone con tumori testa-collo sottoposte a radioterapia. Infiammazioni delle mucose, definite mucositi, e danni alle ghiandole salivari, che ne possono ridurre la produzione di saliva, sono possibili effetti indesiderati della radioterapia. Più rare sono le alterazioni a carico della tiroide.

Chemioterapia

E' spesso associata alla radioterapia, e, con tale approccio, migliorano i risultati in termini di sopravvivenza e si hanno a disposizione alternative all’asportazione chirurgica del tumore, nel caso questa sia controindicata. È il caso, ad esempio, delle neoplasie avanzate della laringe, dell’ipofaringe e dell’orofaringe, per le quali trattamenti che combinano chemioterapia e radioterapia permettono di ottenere percentuali di guarigione del tutto simili a quelle della chirurgia. Una valutazione multidisciplinare dei diversi approcci e la condivisione con il malato dei vantaggi e degli svantaggi che ognuno di essi ha permette di trovare la soluzione migliore per ogni singolo caso. L’associazione di chemioterapia e radioterapia è considerata la cura standard dei carcinomi della testa e del collo in stadio localmente avanzato (stadi III e IVA–B), in soggetti che si trovano in buone condizioni generali, anche se hanno più di 70 anni, ma in questa fascia di età la selezione deve essere particolarmente attenta. L’effetto collaterale più rilevante dei trattamenti che associano radioterapia e chemioterapia consiste nelle mucositi, che possono essere anche gravi, che si osservano in circa la metà dei casi. Tali alterazioni, oltre a provocare disagio nei soggetti in trattamento, possono richiedere la sospensione della cura, che le limita o ne vanifica del tutto l’efficacia. Questo aspetto è così importate, che una conferenza di consenso multidisciplinare, che ha coinvolto le maggiori Società Scientifiche del settore, ha formulato raccomandazioni mirate a prevenire e a gestire i danni alle mucose. Data la complessità del trattamento che associa radioterapia e chemioterapia e i molti aspetti da considerare nel somministrarlo, le stesse Linee Guida dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica raccomandano che sia eseguito presso Centri con adeguata esperienza.

Farmaci a bersaglio molecolare

Nella cura dei tumori testa-collo, alla radioterapia e/o alla chemioterapia si possono associare farmaci a bersaglio molecolare, in particolare quelli che si legano al recettore del fattore di crescita epidermico (EGFR). I prodotti di questo tipo più noti e più frequentemente impiegati sono: cetuximab e panitumumab. Per maggiori informazioni sul meccanismo d’azione di queste molecole si rimanda alla scheda sugli anticorpi monoclonali (inserire link con scheda dedicata). Il cetuximab, associato alla radioterapia, ha mostrato vantaggi significativi, in termini di sopravvivenza, nei casi di SCCHN localmente avanzato, aumentandola in media di quasi 20 mesi, rispetto alla radioterapia da sola. Da notare che, a parte effetti collaterali lievi per lo più localizzati alla pelle, tali farmaci sono ben tollerati.

Radioterapia post-operatoria

Sulla base di alcune caratteristiche del tumore e dell’ampiezza del coinvolgimento dei linfonodi, si somministrano dei cicli di radioterapia, perché questa ha dimostrato di ridurre il rischio di comparsa di recidive locali del tumore, in maniera statisticamente significativa. Abitualmente si lasciano passare 6 settimane, o anche meno, fra l’asportazione chirurgica del cancro e l’inizio della radioterapia, che dovrebbe poi essere completata entro le 12 settimane, a meno che complicanze sopraggiunte dopo l’intervento non costringano a ritardare l’inizio dei cicli.

Chemio-radioterapia post-operatoria

Nei casi nei quali è particolarmente elevato il rischio di recidiva locale del tumore testa-collo, alla rimozione chirurgica della neoplasia si fa seguire un trattamento che associa chemioterapia e radioterapia. In alcuni studi, tale approccio ha dimostrato di essere più efficace della radioterapia da sola in termini di prevenzione delle recidive locali e di sopravvivenza libera da malattia nei soggetti ad alto rischio. Oltre che in base alla probabilità che si presentino recidive locali del cancro, la scelta se optare o meno per l’associazione fra chemio e radioterapia deve tenere conto delle condizioni generali delle persone da trattare e della presenza di eventuali malattie associate,  perché tale approccio può determinare effetti collaterali importanti.

Vedere anche nella sezione I Tumori della Testa e del Collo

Tommaso Sacco

Bibliografia

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