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Nell’ultimo secolo il nostro modo di alimentarci è sicuramente cambiato e se per certi versi abbiamo molto migliorato le condizioni di vita, per altri stiamo utilizzando il benessere in modo inappropriato, contribuendo all’insorgenza delle più comuni malattie. È ormai chiaro a tutta la comunità scientifica che il fattore principale legato al più alto rischio di ammalarsi di cancro sia proprio lo stile di vita complessivo. Basti pensare che nel mondo occidentale quasi un quinto della popolazione si trova ad essere nella condizione di quella che viene definita Sindrome Metabolica (SM). Questa sindrome si associa spesso a sovrappeso, obesità e insulino-resistenza (IR) e viene definita convenzionalmente dalla presenza di tre o più dei seguenti fattori:

  • Glicemia superiore a 100mg/dl
  • Trigliceridi superiori a 150mg/dl
  • Livelli di colesterolo buono (HDL) <40mg/dl nell’uomo e <50 mg/dl nella donna
  • Pressione sanguigna superiore a 130 mmHg (per la sistolica) e a 85 mmHg (per la sistolica)
  • Circonferenza vita superiore a 85 cm (per le donne) e 100 cm (per gli uomini)

É risaputo che obesità e sovrappeso vanno a braccetto, per così dire, con molte patologie come quelle cardiovascolari, diabete, malattie cronico degenerative ed alcuni tumori, in particolar modo quello della mammella, del colon-retto e dell’endometrio. Nelle persone in sovrappeso ed obese, oltre al fatto che il cuore viene sottoposto ad un lavoro eccessivo, si verifica la modificazione dei livelli di alcuni ormoni e di altre sostanze prodotte dall’organismo stesso, in grado di aumentare l’insorgenza delle malattie sopra ci tate. Questo quadro in genere porta allo sviluppo di quella che viene definita insulino-resistenza, cioè l’incapacità dell’ormone insulina di svolgere i suoi effetti sulle cellule. Normalmente l’insulina che circola nel sangue è in grado di mantenere in uno stretto intervallo i valori di glicemia (zucchero), facendo assorbire alle cellule il glucosio presente nel sangue e facendo in modo che queste riescano ad ottenere l’energia necessaria per la loro sopravvivenza. Quando ci si ritrova in una condizione di insulino-resistenza, le cellule diventano meno sensibili all’azione di questo ormone e non sono più in grado di catturare adeguatamente il glucosio. Il sangue si trova ad avere molto glucosio (iperglicemia) e si è costretti a produrre più insulina. Se questa condizione persiste, può contribuire a mantenere alti alcuni ormoni legati all’insorgenza di tumori come per esempio quello al seno.

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La resistenza insulinica inoltre porta all’aumento della quantità di grassi nel sangue, l’aumento del colesterolo “cattivo” e la diminuzione di quello “buono”, favorendo l’insorgenza di malattie cardiovascolari.