MENU SEZIONE

Problematiche alimentari durante i trattamenti per la cura del tumore

“Dottore… cosa posso mangiare durante questo periodo?”

Durante i trattamenti chemioterapici e radioterapici per le malattie oncologiche possono insorgere alcuni effetti collaterali che vanno ad alterare l’abituale alimentazione e che in alcuni casi vanno a sovrapporsi ai sintomi legati alla malattia stessa.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Tuttavia nessuno può predire se questi effetti si veri?cheranno o di che entità saranno, poiché l’organismo di ogni persona reagisce in modo del tutto soggettivo. Potrà veri?carsi ad esempio che cibi che abbiamo sempre gradito diventino improvvisamente intollerabili e viceversa altri che non gradivamo, diventino i nostri cibi preferiti.

In questo periodo è molto importante quindi avere un’alimentazione adeguata per tollerare meglio gli effetti collaterali, massimizzare i bene?ci dei trattamenti e sostenere i livelli di energia psico-?sica.

In linea generale nessun alimento se non consumato in quantità eccessive è controindicato, tuttavia è possibile adottare speci?ci accorgimenti che aiutano a migliorare eventuali problematiche alimentari.

In questa sezione sono contenute alcune ricette semplici e veloci, con ingredienti facili da reperire e che possono essere adattate ai bisogni soggettivi. Alcune ricette possono essere utilizzate per diverse problematiche, in tal caso sia in indice che a ?anco della ricetta verrà segnalato.

In questo libretto sono trattati soprattutto gli effetti collaterali legati ai trattamenti chemioterapici, dobbiamo però ricordare che anche la radioterapia può causare problemi nella sfera dell’alimentazione.

Ne riassumiamo i principali nella sottostante tabella.

 Possibili effetti collaterali correlati alla radioterapia
AREA DEL CORPO TRATTATA EFFETTI COLLATERALI CHE POSSONO INSORGERE DURANTE IL TRATTAMENTO EFFETTI COLLATERALI CHE POSSONO INSORGERE TARDIVAMENTE
Cervello e colonna spinale Nausea e vomito Cefalea e stanchezza
Testa e collo Secchezza e/o dolore della bocca, dif?coltà e/o dolore alla deglutizione, alterazioni del gusto Secchezza della bocca, danni alla mandibola, alterazioni di olfatto e gusto
Torace Difficoltà alla deglutizione, bruciore retro sternale, stanchezza, perdita dell’appetito Restringimento dell’esofago, dolore al torace, danni cardiaci e polmonari
Addome Perdita dell’appetito, nausea, vomito, diarrea, meteorismo, dif?coltà a tollerare i latticini Diarrea, irritazione della vescica

Chi è e cosa può fare il Caregiver

Caregiver è un termine inglese che signi?ca “persona che si prende cura”, con questo termine ci riferiamo quindi alla persona che si prende cura del malato in ambito domestico. Talvolta il caregiver non appartiene al contesto strettamente familiare ma è una persona amica, più spesso si tratta invece di un parente.

In ogni caso, quando si cucina per una persona che sta affrontando un percorso di cura per un tumore, è importante mettere in atto una serie di misure concrete in termini di scelta del cibo e di comportamenti, che oltre a migliorare il benessere complessivo, sono utili strumenti per potenziare l’ef?cacia delle terapie.

Spesso può risultare dif?cile cercare di soddisfare le esigenze nutrizionali di un familiare o un amico che non vuole mangiare affatto, o i cui gusti variano ogni giorno. Il periodo di cura è un intervallo di tempo in cui si susseguono fasi diverse, in cui si può incorrere nella mancanza di appetito o nella dif?coltà a mangiare perché i sapori vengono alterati, può quindi succedere che cibi che prima erano apprezzati momentaneamente non piacciano più.

È quindi importante in questo momento essere pazienti ed incoraggiare la persona che assistiamo, senza però insistere eccessivamente sulla regola dei 3 pasti completi al giorno. Forse 5 o 6 spuntini possono rispondere meglio alle esigenze nutrizionali ed incontrare maggiormente le effettive possibilità della persona. Oppure, se i vecchi sapori risultano sgradevoli, potremmo invitare a sperimentare nuovi cibi che potrebbero essere una felice scoperta.

Inoltre, in alcune fasi della malattia il bisogno nutrizionale del paziente potrebbe non essere prioritario, diviene dif?cile in questo caso tollerare e tenere a bada i sentimenti di preoccupazione e di ansia che la mancata assunzione di cibo genera in chi si prende cura della persona malata.

Il cibo è naturalmente associato alla vita, la mancanza quindi della voglia di mangiare o l’impossibilità a farlo, scatenano comprensibilmente paura e preoccupazione. Spinti da questi moti interni potremmo come caregiver divenire molto insistenti, arrabbiarci e rimproverare la persona malata nel tentativo di spronarla a mangiare, ma ciò potrebbe essere dannoso ed ingenerare nel paziente frustrazione, sentimenti di inadeguatezza e di colpa.

In questi casi può essere invece utile condividere questi pensieri e vissuti emotivi con l’èquipe curante, in modo da costruire insieme un supporto delicato e adatto alla situazione, in cui si coniuga la cura con il conforto, la terapia con l’amore e l’affetto. Ciò consente al caregiver oltre che di aumentare le proprie competenze rispetto al prendersi cura della persona cara, anche di non sentirsi solo e disorientato.

Alcuni suggerimenti utili

Se la persona di cui ti stai prendendo cura esita a chiedere aiuto comunicale il tuo piacere nel poterle essere d’aiuto cucinando, facendo la spesa o assistendola in altri compiti.

Condividi insieme al paziente i modi per gestire le problematiche legate al cibo, questo coinvolgimento lo farà sentire attivo nel controllo della situazione.

Prepara il pasto principale della giornata quando la persona di cui ti stai prendendo cura si sente più affamata, spesso questo momento può essere il mattino. È utile avere sempre a portata di mano vari tipi di spuntini che possono essere consumati a qualsiasi ora del giorno.

Presenta il cibo in piccole dosi soprattutto se l’appetito è scarso.

Se la persona di cui ti stai prendendo cura è sensibile agli odori può essere d’aiuto cucinare in una stanza diversa da quella dove si mangia.

Per questi pazienti bere spesso è più facile che mangiare. Prediligi perciò sostanze liquide come latte, frappé, frullati e zuppe, che possono essere sorseggiate o riscaldate al bisogno.