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Per capire come possiamo prevenire il cancro (tumore maligno) è innanzitutto necessario capire di cosa stiamo parlando, ovvero cos’è il cancro. Esistono molti tipi di cancro, ma tutti hanno una genesi comune: ogni tumore origina da una cellula, che a causa di stimoli di varia natura, accumula danni a livello genetico (DNA), che alterano la cellula stessa trasformandola. Nel nostro corpo ci sono dei meccanismi di controllo, interni ed esterni alle cellule, deputati alla distruzione di cellule anomale. Quando questi sistemi di difesa vengono meno e la cellula tumorale trova un terreno fertile su cui crescere, si assiste alla moltiplicazione incontrollata di questa cellula, che nel tempo conduce alla formazione della massa tumorale.

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La domanda successiva quindi è: che cosa causa queste trasformazioni cellulari? Le cause sono molteplici, alcune volte possiamo ereditare dai no- stri genitori alcune mutazioni che predispongono all’insorgenza del cancro, tuttavia nella maggior parte dei casi, i danni al DNA sono provocati da agenti esterni chiamati mutageni o cancerogeni. Questi agenti possono essere microorganismi come virus, batteri, muffe e funghi, oppure agenti fisici come i raggi X, gli ultravioletti (UV) della luce solare o ancora agenti chimici come i composti presenti nel fumo di sigaretta, quelli derivati dalla cottura dei cibi o dalla loro conservazione, i pesticidi e così via.

Quando parliamo di prevenzione del cancro, intendiamo l’eliminazione o la riduzione di tutti quei fattori che aumentano il rischio di ammalarsi di cancro. Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), ha effettuato una revisione di tutti gli studi scientifici sul rapporto fra alimentazione e tumori, ed ha redatto una serie di raccomandazioni per la prevenzione del cancro. Il fattore che è risultato essere associato ad un maggiore rischio di cancro è il sovrappeso. Altri fattori che sono associati ad un maggior rischio di ammalarsi di cancro sono l’assunzione di bevande alcoliche, il consumo elevato di carni rosse e l’abitudine al fumo.

Di seguito le raccomandazioni del WCRF:

1. La prima raccomandazione è quella di mantenere un peso corporeo nei limiti di norma, limitando i cibi ricchi di grassi e di zuccheri che favoriscono l’obesità. Per conoscere se il proprio peso è in un intervallo accettabile è utile calcolare l’indice di massa corporea (BMI), che si ricava dividendo il proprio peso in Kg per l’altezza in metri, elevata al quadrato. Facciamo un esempio: una persona che pesa 70 kg ed è alta 1,75 ha un BMI = 70 / (1,75 x1,75) = 23,3, che dovrebbe rimanere verso il basso dell’intervallo considera- to normale (18,5-24,9) secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità.

2. Adottare uno stile di vita fisicamente attivo. La sedentarietà oltre ad essere una causa importante dell’obesità, può favorire essa stessa l’insorgenza di neoplasie. Una regolare attività fisica aiuta a mantenere un peso corporeo equilibrato ed è inoltre associata ad un ridotto rischio di malattie croniche quali l’ipertensione, il diabete, l’osteoporosi e le malattie cardiache.

Gli effetti benefici dell’attività fisica sono molteplici:

  • brucia i grassi e riduce il livello di colesterolo nel sangue
  • stimola il sistema immunitario
  • riduce l’insulino-resistenza e aiuta a controllare il diabete
  • favorisce il transito intestinale
  • migliora la pressione arteriosa
  • abbassa i livelli di stress
  • riduce il desiderio di fumare

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), alle attività che fanno parte della vita quotidiana, sarebbe bene affiancare un’attività fisica aerobica regolare per almeno 30 minuti al giorno, in pratica è sufficiente mezz’ora di camminata veloce al giorno.

3. Limitare il consumo di alimenti molto calorici ed evitare il consumo di bevande zuccherate, queste infatti sono responsabili di un apporto calo- rico elevato, senza darci un senso di sazietà.

4. Impostare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di origine vegetale: cereali non raffinati, legumi, verdure non contenenti amidi come le patate e la frutta. Sono raccomandate almeno cinque porzioni al giorno (pari a circa 600g) di vegetali, sommando verdura e frutta.

5. Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate (carni in scatola e salumi). Le carni rosse (ovine, suine e bovine) contengono grassi saturi, e se cotte ad alte temperature, producono sostan- ze cancerogene. Il consumo di carni rosse e conservate è associato soprat- tutto al cancro dell’intestino. Per questo si raccomanda di non superare i 300 grammi alla settimana di carne rossa. Le proteine, oltre a trovarsi nella carne, sono presenti anche nei legumi, definiti “la carne dei poveri”, che abbinati ai cereali integrali, diventano un buon sostituto della carne. È im- portante assicurarsi del buon stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi, per evitare la formazione di muffe.

6. Limitare il consumo di bevande alcoliche ad una quantità pari a 2 bicchieri di vino al giorno per gli uomini e 1 per le donne. L’alcol ha un notevole potere cancerogeno aumentando il rischio d’insorgenza di varie neoplasie.

7. Limitare il consumo di sale (non più di 5 g al giorno) e di cibi conservati sotto sale. Il consumo elevato di sale è associato al cancro dello stomaco.

8. Tutti i nutrienti essenziali possono essere apportati attraverso un’alimentazione equilibrata, non rendendo necessaria l’assunzione di supplementi alimentari come vitamine o minerali.

9. Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi.

10. Evitare il fumo. Il fumo non causa solo il cancro, i fumatori sono a maggior rischio di sviluppare malattie respiratorie, come la bronchite cronica ostruttiva, cardiopatie ischemiche e fenomeni trombo embolici (soprattutto quando associato alla pillola anticoncezionale). Si calcola che un fumatore viva dieci anni in meno di un non fumatore, con una qualità di vita generale peggiore. La donna in gravidanza è particolarmente suscettibile sia al fumo attivo che a quello passivo. Per quanto riguarda il fumo passivo è dimostrato che aumenta il rischio di infarto, raddoppia il rischio di tumore polmonare e causa frequenti riacutizzazioni asmatiche nei bambini esposti, oltre a compromettere la crescita del loro apparato respiratorio.