Prevenire il rischio di riammalarsi

Prevenire il rischio di riammalarsi

Scritto da:
Fondazione Serono

La maggior parte dei pazienti oncologici dopo aver affrontato la diagnosi di tumore ed in alcuni casi aver dovuto effettuare un trattamento antitumorale, si interroga su eventuali possibili strategie per prevenire il rischio di ricaduta. Le domande più frequenti riguardano le eventuali modi?che da apportare al proprio stile di vita o alle abitudini alimentari, come ad es.:

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  • Devo seguire una dieta specifica?
  • Devo fare più esercizio fisico?
  • Devo aumentare o perdere peso?
  • Devo prendere integratori alimentari?

Quotidianamente infatti, i pazienti che hanno affrontato l’esperienza del cancro, ricevono una vasta gamma di consigli da numerose fonti sugli alimenti che dovrebbero mangiare e quelli da evitare, su come dovrebbero effettuare attività fisica e su quali tipi di integratori dovrebbero adottare. Purtroppo, nella maggior parte dei casi questi consigli sono incoerenti, contrastanti tra loro e non supportati da dati scienti?ci.

Nel 2006 la Società Americana sul Cancro (American Cancer Society -ACS) ha pubblicato un rapporto stilato da un gruppo di esperti in nutrizione, in attività fisica ed in oncologia, che avevano analizzato, valutato e sintetizzato le evidenze scientifiche e le migliori pratiche cliniche relative alla nutrizione e all’attività fisica dopo la diagnosi di cancro. Dal 2006 ad oggi sono emerse ulteriori prove scienti?che sul rapporto tra alimentazione, attività ?sica, qualità della vita, coesistenza di più patologie, recidive di tumore, sviluppo di secondi tumori primari e sopravvivenza globale.

Queste prove non sono ancora definitive e complete, ma danno la possibilità di giungere a conclusioni ragionevoli e di fornire raccomandazioni che possono guidare le scelte riguardo al peso corporeo, agli alimenti, all’attività fisica ed all’utilizzo di integratori alimentari. Molte evidenze scientifiche concordano nel far emergere che molteplici sono i fattori che possono influenzare l’insorgenza, non solo delle malattie tumorali, ma anche delle patologie cardiovascolari, renali, polmonari, etc. e che, sebbene sia importantissimo, non è sufficiente modificare la sola condotta alimentare ma è necessario apportare modifiche globali allo stile di vita.

Quanto riportato nel capitolo sulla prevenzione dei tumori (cui si rimanda per maggiori dettagli), si basa su tali evidenze scientifiche e, quindi, vale anche per la prevenzione delle ricadute tumorali nonché per la ricerca in generale di una “salute” più duratura.

Riassumiamo di seguito alcune regole fondamentali:

  • Tenere sotto controllo il proprio peso corporeo per evitare l’obesità, uno dei fattori di rischio maggiormente riconosciuti per lo sviluppo di malattie croniche quali l’ipertensione, il diabete, l’osteoporosi, le malattie oncologiche e le malattie cardiache.
  • Basare l’alimentazione prevalentemente su cibi vegetali (cereali non raffinati, verdure, legumi, frutta), ciò assicura un rilevante apporto di nutrienti (vitamine, minerali, acidi organici) e nello stesso tempo consente di ridimensionare l’apporto calorico della dieta; i cibi vegetali sono inoltre un’ottima fonte di agenti antiossidanti che servono per contrastare i radicali liberi.
  • Limitare l’uso delle carni, soprattutto quelle rosse in particolar modo se cotte alla brace o se conservate (insaccati), che costituiscono una ricca fonte di radicali liberi; dare la preferenza al pesce ed in seconda istanza ai volatili.
  • Assumere una moderata quantità di grassi: i grassi da preferire sono quelli vegetali, come ad es. l’olio di oliva di qualità, pesce, semi oleaginosi, verdure che oltre a fornire energia in maniera concentrata, apportano acidi grassi essenziali della famiglia omega-3 e 6 (acido linoleico) e favoriscono l’assorbimento delle vitamine liposolubili A, D, E, e K ed hanno un effetto antiinfiammatorio e ostacolano la genesi e lo sviluppo tumorale. Un eccessivo consumo di grassi rappresenta, invece, un fattore di rischio per l’insorgenza di obesità, malattie cardiovascolari e tumori.
  • Limitare il consumo di zuccheri composti, in particolare bibite zuccherate e prodotti di pasticceria e introdurre piuttosto zuccheri semplici nei limiti del 10-15% dell’apporto calorico giornaliero.
  • Evitare il più possibile cibi industriali, che sono ad alta densità calorica (cibi precotti o surgelati, merende, dolci confezionati, gelati).
  • Limitare il consumo di sale: un eccessivo apporto di sodio con la dieta aumenta il rischio per alcune malattie del cuore, dei vasi sanguigni e dei reni, oltre ad essere associato ad un rischio più elevato di tumori dello stomaco.
  • Bere acqua abbondantemente: l’acqua rappresenta un costituente essenziale per il nostro organismo ed è indispensabile per il corretto svolgi- mento delle funzioni del nostro corpo.
  • Evitare l’uso eccessivo di alcol. L’alcol è una sostanza che per essere “metabolizzata”, ossia “digerita” dal nostro organismo richiede un grosso sforzo da parte del fegato, che nel corso del tempo può avere un danno progressivo, tanto maggiore e tanto più rapido quanto maggiore è la quantità di alcol assunta. Inoltre, poiché il fegato è uno degli organi più affaticati dai trattamenti oncologici, il paziente oncologico risente, più della persona sana, degli effetti negativi dell’assunzione di alcol. L’alcol è una sostanza tossica, potenzialmente cancerogena, capace di indurre dipendenza e provocare seri danni alle cellule di molti organi. I danni fisici derivanti dall’uso di alcol sono a carico oltre che del fegato, anche del cuore, del cervello, dell’apparato digerente (dalla bocca allo stomaco ed all’intestino), del pancreas, etc. Il consumo di alcol può incidere inoltre sull’aumento di peso perché contiene molte calorie, ma pochissimi nutrienti.
  • Evitare il fumo. È ormai ampiamente risaputo che il fumo incide sulla durata della vita media oltre che sulla qualità della stessa: è inoltre dimostrato che esso rappresenta il più importante fattore di rischio per l’insorgenza dei tumori dell’apparato respiratorio. Il fumo di tabacco contiene, infatti, una consistente quantità di cancerogeni derivanti dalla combustione. Quando si fuma una sigaretta, i prodotti di combustione si depositano nei bronchi o entrano in circolo nell’organismo attraverso il sistema circolatorio e costituiscono fattori promuoventi lo sviluppo dei tumori o di patologie cardiovascolari. Non fumare, o smettere di fumare, è importantissimo per chiunque e quanto mai per chi si è già ammalato di cancro.
  • Mantenersi fisicamente attivi. L’attività fisica aiuta a controllare il peso corporeo ed a ridurre i rischi legati all’obesità. Per stile di vita fisicamente attivo s’intende un comportamento che dia la preferenza, all’interno della propria quotidianità, all’uso dei propri muscoli. Una regolare attività ?sica non richiede molto tempo né molte energie: può essere sufficiente fare delle passeggiate, andare con maggior frequenza in bicicletta, prendere le scale più spesso. A questo tipo di attività quotidiana l’Organizzazione Mondiale della Sanità suggerisce di affiancare un’attività fisica aerobica regolare per almeno 30 minuti al giorno, come ad esempio mezz’ora di camminata veloce al giorno.
  • Nella tabella in basso sono riassunte i più comuni tipi di attività ?siche, con il relativo consumo energetico.
  • Gli integratori alimentari, se si attua un’alimentazione varia e completa, non sono necessari né apportano vantaggi.

Le raccomandazioni riportate, come abbiamo detto, valgono sia per le persone che hanno avuto un tumore, sia per la popolazione in generale. A completamento di quanto illustrato in questo libretto, accenneremo di seguito alle più significative correlazioni fra rischio di recidiva di alcune patologie oncologiche e fattori dimostratisi favorenti o protettivi.

Consumo energetico legato all’attività fisica
TIPO DI ATTIVITÀKcal*kg/ora
Acqua gym4
Aerobica, intensità moderata6
Bicicletta, intensità moderata8
Calcio7
Corsa8
Danza4,5
Ginnastica4
Nuoto6
Passeggiare3,5
Sci di fondo8
Tennis7

Vedere anche

Parte Prima: Consigli per l’Alimentazione

Parte Seconda: Problematiche alimentari durante i trattamenti per la cura del tumore

Terza Parte: Le ricette

A cura dell’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Istituto Ospedaliero Fondazione Poliambulanza Brescia

La Fondazione Cesare Serono ringrazia sentitamente l’Unità Operativa di Oncologia Medica dell’Istituito Ospedaliero Fondazione Poliambulanza di Brescia per l’opportunità che ci ha dato di pubblicare sul nostro sito il volume “A tavola con cura”. La Fondazione da sempre è vicina ai malati di cancro e diffondere informazioni importanti in merito alla corretta alimentazione da seguire sia per prevenire i tumori che per affrontare gli effetti collaterali di eventuali trattamenti non può che essere per noi motivo di grande soddisfazione. 

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