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Tumori ed Abitudini di Vita

L'alimentazione, delle abitudini di vita è forse quella che può più influenzare l'insorgenza dei tumori attraverso numerosi meccanismi tra cui:

  • Esposizione a cancerogeni presenti nei cibi o formatisi durante la cottura o nella conservazione degli alimenti,
  • Capacità  che hanno alcune componenti degli alimenti di favorire la formazione dei radicali liberi responsabili di danni cellulari attraverso fenomeni di ossidazione a carico di molecole fondamentali per la cellula.
  • Proprietà  di altre componenti dei cibi di liberare sostanze che riducono l'ossidazione o favoriscono lo smaltimento dei radicali liberi.
  • La dieta è anche in grado di influire in modo significativo sul funzionamento di molti organi e apparati dell'organismo promuovendo, o al contrario limitando, la disponibilità  di sostanze e di ormoni che sono in grado di favorire la progressione del tumore.

Il Fondo Mondiale per la Ricerca sul Cancro (WCRF), ha recentemente concluso un lavoro di revisione di tutte le ricerche scientifiche che hanno studiato la relazione tra alimentazione e tumori. Nel volume pubblicato, che si può richiedere via internet (1), vengono elencati 10 fattori per la prevenzione dei tumori che si riferiscono ai più solidi risultati della ricerca, ad oggi disponibili. Pur considerando il limite costituito dal ridotto numero di studi che hanno valutato l'effetto delle abitudini di vita sulla prevenzione delle recidive, queste raccomandazioni per la prevenzione del cancro attraverso un miglioramento delle abitudini di vita valgono anche per chi si è ammalato di tumore, ne è guarito e vuole prevenire recidive.

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Proponiamo il decalogo e un piccolo approfondimento per ogni voce (2)

Mantenersi magri per tutta la vita

Tra tutte le variabili associate all'alimentazione che sono state correlate ad un maggior rischio di tumore, quella per la quale esistono più solide conferme è l'eccesso di peso: le persone soprappeso o obese si ammalano di più di tumori della mammella, dell'intestino, dell'endometrio, del rene, dell'esofago, del pancreas, e della cistifellea.
Le categorie normopeso, soprappeso e obesità  fanno riferimento ad un parametro, l'indice di massa corporea (abbreviato come IMC in italiano e BMI in inglese) che si calcola così: peso in Kg diviso per l'altezza, in metri, elevata al quadrato. Secondo l'Organizzazione mondiale della Sanità , un IMC fra 18,50 e 24,99 kg/m2 definisce una condizione di normopeso, il soprappeso va da 25 a 29,99 kg/m2 e l'obesità  da 30 kg/m2 in su.

Mantenersi fisicamente attivi tutti i giorni

La vita sedentaria, oltre ad essere una causa importante di obesità , può favorire l'insorgenza di tumori anche indipendentemente dal livello di peso: gli studi hanno evidenziato che le persone sedentarie si ammalano di più di tumori dell'intestino, della mammella, dell'endometrio, ed esiste probabilmente una relazione anche con i tumori del pancreas e del polmone. Ma quanta attività  fisica è consigliato svolgere? Ovviamente ciascun programma di esercizio fisico va adattato all'efficienza cardio-respiratoria e metabolica dell'individuo e concordata con il medico di riferimento, ma spesso all'inizio una camminata a buon ritmo della durata di mezz'ora al giorno è alla portata di molti. successivamente, migliorando lo stato fisico e l'allenamento, anche il livello di attività  può essere modificato, ma sempre consigliandosi con un medico.

Limitare il consumo di alimenti ad alta densità calorica ed evitare il consumo di bevande zuccherate

Per la prevenzione dell'obesità  è fondamentale eliminare dalla quotidianità  i cibi ad alta densità  calorica, cioè quelli ricchi di grassi e di zuccheri, come ad esempio merendine, snack e molti dei cibi proposti nei fast food. E' importante notare la differenza fra "limitare" ed "evitare". Se il consumo di cibi molto grassi o ricchi di zuccheri va ridotto al minimo, ancora di più vanno evitate le bevande zuccherate che, oltre a fornire grandi quantità  di calorie non saziano e quindi non evitano che chi le consuma provi anche il desiderio del cibo.

Basare la propria alimentazione prevalentemente su cibi di provenienza vegetale, con cereali non industrialmente raffinati e legumi in ogni pasto e un'ampia varietà  di verdure non amidacee e di frutta

Fra porzioni di verdura e frutta, sono raccomandate almeno cinque assunzioni al giorno. Sarebbe anche consigliabile consumare verdura e frutta di stagione. Fra le verdure raccomandate non sono incluse le patate. Gli effetti positivi della verdura e soprattutto della frutta consisterebbero nella prevenzione di tumori correlati all'abitudine al fumo, quali tumori delle prime vie aeree, del polmone ma anche di esofago e stomaco, mentre minore sarebbe l'effetto sui tumori della mammella, dell'ovaio e della prostata. Probabile è anche, secondo il WCRF, l'effetto protettivo degli alimenti vegetali ricchi in fibre per i tumori dell'intestino. Recentemente, il progetto EPIC (European Prospective Investigation into Cancer and nutrition), il più grande studio prospettico mai intrapreso, che segue oltre 500.000 persone reclutate in 10 paesi europei, con abitudini alimentari molto diverse, ha confermato un chiaro effetto preventivo del consumo di alimenti ricchi di fibre vegetali, sia cereali che verdura e frutta. Una dieta basata sul consumo di cibi prevalentemente vegetali e poco raffinati aiuta anche il mantenimento di un corretto peso corporeo.

Limitare il consumo di carni rosse ed evitare il consumo di carni conservate

Le carni rosse comprendono le carni bovine, compreso il vitello, ovine e suine. Per chi ne fa consumo la raccomandazione è di non superare i 500 grammi alla settimana. E' importante notare la differenza fra il termine di "limitare" (per le carni rosse) e di "evitare" (per le carni conservate, comprendenti ogni forma di carni in scatola, salumi, prosciutti, wurstel), per le quali non si può dire che vi sia un limite minimo che eviti di correre rischi. Il consumo di carni rosse, e soprattutto quello di carni conservate, è associato al tumore dell'intestino, ma probabilmente anche ai tumori dello stomaco, e forse ai tumori dell'esofago, del pancreas, del polmone e della prostata.

Limitare il consumo di bevande alcoliche

Il consumo di bevande alcoliche, è associato ai tumori del cavo orale, della faringe, della laringe, dell'intestino, del fegato e della mammella. Per chi ne consuma, la quantità  raccomandata è pari ad un bicchiere di vino al giorno per le donne e due per gli uomini. La quantità  di alcol contenuta in un bicchiere di vino è circa pari a quella contenuta in una lattina di birra e in un bicchierino di un distillato o di un liquore. Questa raccomandazione tiene conto dell'effetto protettivo di moderate dosi di alcol nei confronti delle patologie cardio-vascolari.

Limitare il consumo di sale e di cibi conservati sotto sale

Il consumo elevato di sale e di cibi conservati sotto sale, risulta associato al cancro dello stomaco. La raccomandazione è di non superare i 5 grammi. Come introito giornaliero di sale. Evitare cibi contaminati da muffe (in particolare cereali e legumi). Importante è assicurarsi del buono stato di conservazione dei cereali e dei legumi che si acquistano, ed evitare di conservarli in ambienti caldi ed umidi. Il consumo di alimenti contaminati da muffe risulta un importante fattore di rischio per i tumori dello stomaco.

Assicurarsi che il cibo fornisca un apporto sufficiente di tutti i nutrienti essenziali

Di qui l'importanza della varietà  della propria dieta. L'assunzione di supplementi alimentari (vitamine o minerali) per la prevenzione del tumori è, sulla base degli studi scientifici prodotti ad oggi, sconsigliata.

Allattare i bambini al seno per almeno sei mesi

Questa raccomandazione, oltre che per i chiari benefici che ha l'assunzione del latte materno sul bambino, deriva dall'effetto preventivo che all'allattamento ha nei confronti dei tumori della mammella. Questi rappresentano, fra i tumori femminili correlati agli ormoni, i più frequenti.

... comunque, non fare uso di tabacco

 

Note

  1. www.dietandcancerreport.org
  2. www.tumori.net/it3/dietaesalute - Patrizia Pasanisi - Epidemiologia Eziologica e Prevenzione, Fondazione IRCCS "Istituto Nazionale dei Tumori"

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