MENU SEZIONE

Terapie Contro il Cancro: La Terapia Ormonale

La terapia ormonale (o terapia endocrina) modifica il funzionamento di determinati ormoni nell'organismo e/o dei tessuti che da essi sono influenzati. Si utilizza soprattutto per curare i cosiddetti tumori ormono-sensibili, come quello della mammella, dell'endometrio e della prostata, e viene principalmente usata come terapia adiuvante in associazione ad altri trattamenti in pazienti con tumori localizzati, ma avanzati, o che hanno già  dato luogo a diffusione (metastatici).

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

Generalmente la terapia ormonale è ben tollerata, pur avendo comunque effetti collaterali. Gli effetti collaterali di questa terapia, infatti, risultano per lo più meno gravi rispetto a quelli della chemioterapia (1). Limitandosi ad interferire con il funzionamento di ormoni o dei loro recettori, essa è molto meno aggressiva della chemioterapia che colpisce i meccanismi di replicazione delle cellule danneggiandole o distruggendole.

Tuttavia, la terapia ormonale è efficace solo a determinate condizioni: quando sono presenti ormoni o recettori ormonali sensibili a quello specifico trattamento e se i recettori sensibili sono espressi in modo significativamente maggiore (in inglese overexpressed: "super-espressi") sulle cellule tumorali rispetto alle cellule normali (1). L'espressione dei recettori, vale a dire la loro produzione e localizzazione nella parte della cellula dove entrano in funzione, è influenzata da diversi fattori, a cominciare dalla genetica.

Come funziona la terapia ormonale?

Gli ormoni stimolano la proliferazione (crescita numerica) di alcune cellule normali come, ad esempio, cellule presenti nella mammella, nell'endometrio (superficie interna dell'utero) e della prostata. Gli stessi ormoni (principalmente estrogeni o progesterone) possono anche stimolare la crescita di tumori che si sviluppano a partire da quelle cellule. Per questo tali neoplasie si definiscono ormoni-dipendenti.

Poiché la terapia ormonale agisce bloccando la produzione o l'attività  di uno specifico ormone, è efficace solamente nei confronti dei tumori ormono-dipendenti che ne rappresentano il bersaglio. Pertanto, prima di somministrarla, occorre che la neoplasia sia studiata accuratamente per valutarne la possibile risposta al trattamento. Tra le altre valutazioni, si considera lo stato ormonale del tumore, cioè la quota di cellule tumorali che possiede i recettori ormone specifici ai quali il farmaco si lega. Lo stato ormonale di un tumore può variare con il passare del tempo: ad esempio, frequentemente i tumori del seno in fase iniziale sono tumori ormono-dipendenti a differenza dei tumori mammari in fase avanzata che non lo sono o lo sono meno.

Differenti tipi di terapia ormonale

Esistono vari modi di applicare la terapia ormonale:

  • Additiva - consiste nell'aggiungere ormoni artificiali a quelli prodotti dall'organismo, per incrementare il livello complessivo dell'ormone.
  • Competitiva - utilizza sostanze che si legano agli stessi recettori di un certo ormone fisiologico impedendone l'azione. Ad esempio, il tamoxifene "compete" con gli estrogeni per gli stessi recettori.
  • Inibente - consiste nell'uso di farmaci che inibiscono la sintesi di specifici ormoni naturali (ad esempio gli inibitori delle aromatasi che bloccano la sintesi degli estrogeni)

Vedere anche:

Altro in questa sezione Trattamento:

Altre Informazioni su:

Note

  1. Hellman S, Vokes EE. Advancing current treatments for cancer. Scientific American, September 1996.

CONTATTA L'ESPERTO

Ricevi le risposte ai tuoi quesiti

Fai una domanda

CONTENUTI CORRELATI