MENU SEZIONE

Terapie Contro il Cancro: La Radioterapia

Circa il 50% di tutti i pazienti trattati per il cancro ricevono un trattamento radioterapico (1):

  • Esso ha un effetto localizzato all'area irradiata e pertanto viene utilizzato principalmente come terapia adiuvante, cioè per distruggere tutte le cellule tumorali eventualmente rimaste vicino ai margini del tumore dopo l'asportazione chirurgica
  • Può essere usata come trattamento neoadiuvante per ridurre le dimensioni del tumore primario prima della chirurgia e renderlo quindi più facilmente operabile, ad esempio nel carcinoma del retto (2)
  • Può essere usata per ridurre le dimensioni del tumore a scopo palliativo, ad esempio nel caso di metastasi ossee (1), perché da sollievo ai sintomi dolorosi
  • In alcune occasioni viene usata con intento curativo, ad esempio in alcuni tumori del testa e collo o nel cancro del retto.

La radioterapia può sostituire la chirurgia quando quest'ultima:

  • Potrebbe causare gravi problemi (ad esempio, nei tumori del testa e collo, perdita della capacità  di parlare, deviazione del transito intestinale nei tumori del retto)(2)
  • E' probabile che non sia efficace (ad esempio alcuni tumori rettali sono molto difficili da rimuovere completamente) (2).

Quando il tumore è di piccole dimensioni, l'utilizzo della radioterapia come trattamento primario può avere le stesse probabilità  di successo della chirurgia (2). Inoltre, in caso di fallimento, può essere seguita da un intervento chirurgico di salvataggio (1).

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La radioterapia non viene impiegata tanto quanto la chirurgia poichè non sempre è efficace, ad esempio nei casi in cui si ricorre a chirurgia in presenza di cancro diffuso.

Inoltre esistono tumori che non sono sensibili alle radiazioni, cioè non vengono distrutti da esse, quali ad esempio il melanoma e alcuni carcinomi.

Selettività della radioterapia sulle cellule tumorali

Le radiazioni uccidono le cellule tumorali danneggiando il loro DNA.

La radioterapia danneggia sia le cellule normali che quelle tumorali, ma entrambe possono teoricamente riparare i danni subiti.

Questo è possibile soprattutto se al momento in cui sono state colpite dalla radiazione non si trovavano nella fase di divisione cellulare.

Quindi, perché la radioterapia è di norma efficace nel trattare il cancro? Perché rispetto alle cellule normali, quelle tumorali:

  • E' più facile che siano danneggiate (è più facile che al momento dell'esposizione alle radiazioni si trovino in fase di divisione cellulare)
  • Impiegano più tempo per riparare i danni subiti.

I regimi di radioterapia - Frazionamento di dose

La radioterapia generalmente non si somministra in un'unica dose ma in una serie di piccole dosi giornaliere, previste ad intervalli ben calcolati nell'arco di 3-7 settimane (2). Questi schemi prendono il nome di frazionamento di dose e sono studiati affinché le cellule sane colpite dalle radiazioni possano riparare i danni subiti, mentre le cellule tumorali no. Questa modalità  di somministrazione consente anche di ridurre il rischio di effetti collaterali a lungo termine derivanti dalla radioterapia.

Le dosi di radiazioni si misurano in unità  chiamate Grey (abbreviato in Gy).

CHART: radioterapia iperfrazionata accelerata continua

Quando le cellule tumorali si moltiplicano molto velocemente potrebbero riuscire a recuperare velocemente dopo radioterapia convenzionale. In questo caso, un regime di frazionamento CHART potrebbe portare dei benefici. La dose totale fornita è la stessa della radioterapia convenzionale ma è somministrata in un periodo di tempo più breve.

La tecnica CHART ha mostrato benefici, rispetto a regimi più convenzionali, nel trattamento dei tumori polmonari ed è spesso impiegata anche nei tumori del testa e collo (2). Lo schema di trattamento prevede tre somministrazioni giornaliere e dura 12 giorni (2).

Finestra terapeutica della radioterapia 

Più è alta la dose di radioterapia, maggiore è il numero di cellule, sia normali che tumorali, che viene distrutto. Ciò significa che è più probabile che sia efficace una dose elevata, ma è anche più facile che causi effetti collaterali di livello inaccettabile. Affinché la radioterapia risulti efficace, non si può evitare che i tessuti sani siano in parte danneggiati (2).

Quando esiste una sovrapposizione tra le dosi tossiche e le dosi terapeutiche si dice che un trattamento possiede una finestra terapeutica (o indice terapeutico) molto stretta.

Se la finestra terapeutica è stretta occorre calcolare con grande precisione la dose da somministrare affinchè si raggiunga il migliore bilanciamento tra effetti collaterali ed efficacia.

Modalità di somministrazione

Solitamente, mentre il paziente si trova in posizione coricata su uno speciale tavolo, si indirizza sul tumore un raggio concentrato di radiazioni ionizzanti calcolato molto accuratamente. Questa tecnica è detta radioterapia esterna a fascio collimato. La radiazione viene indirizzata in modo da colpire la minore quantità  possibile di tessuto sano.

Negli ultimi anni, grazie allo sviluppo di tecnologie computerizzate d'avanguardia, la precisione e la sicurezza delle tecniche radioterapiche è notevolmente migliorata - radioterapia conformazionale. Sistemi computerizzati possono ricostruire, a partire dagli esami TAC e dalle risonanze, una rappresentazione tridimensionale del tumore, che viene utilizzata per calcolare la direzione e la forma del raggio, l'intensità  della dose e la durata della esposizione. L'applicazione della radiazione viene poi eseguita sotto il controllo di un computer (3).

Qualsiasi tecnica radioterapica si usi, l'applicazione della radioterapia dura solo pochi minuti. Il paziente potrebbe dovere essere immobilizzato in uno speciale involucro per impedire che le radiazioni possano danneggiare alcune parti critiche del corpo. Ad esempio, nei tumori del testa e collo si protegge il midollo spinale.

A volte, per migliorare la risposta, si impiegano farmaci ad attività  radio-sensibilizzante. Essi hanno l'effetto di ossigenare il tumore e quindi renderlo più sensibile allo radioterapia dato che le cellule tumorali sono spesso in difetto di ossigeno.

Una tipologia particolare di trattamento radioterapico è la brachiterapia dove materiale radioattivo, quale l'iridio 192, viene messo a contatto diretto con i carcinomi attraverso l'impianto di piccoli contenitori. La tecnica viene utilizzata soprattutto per il cancro della prostata, il cancro della cervice uterina e alcuni tumori del testa e collo, quali quello della lingua.

Questo trattamento si basa sul principio che l'esposizione alle radiazioni diminuisce rapidamente all'aumentare della distanza dal materiale radioattivo:

  • La radioattività  è concentrate nella piccola area dove si ha l'impianto
  • Il paziente non è "radioattivo" per le altre persone e solitamente può fare rientro a casa.

La radioattività  svanisce gradualmente e l'impianto non necessita di essere rimosso. (Tuttavia, a volte, a volte si impianta una dose molto elevata che può essere tenuta al massimo per due giorni. Durante questo periodo di tempo il paziente deve rimanere ricoverato e limitare il contatto con le altre persone).

Vedere anche:

Altro in questa sezione Trattamento:

Altre Informazioni su:

Note

  1. Warde P. Radiotherapy: practical applications and clinical aspects. Medicine 1999; 27 (12): 15-18.
  2. Robinson MH. Principles of radiotherapy. Medicine 1999; 27 (12): 10-15.
  3. Hellman S, Vokes EE. Advancing current treatments for cancer. Scientific American, September 1996.