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Le terapie del cancro: Cos’è importante che il malato sappia

Le terapie del cancro: Cos’è importante che il malato sappia

Fra i progressi relativi alla gestione del cancro c’è quello della personalizzazione della terapia. Infatti, gli approcci curativi disponibili vengono combinati per ciascun caso, associandoli o programmandoli in sequenza, in maniera da ottimizzare i risultati. Per alcune neoplasie, ad esempio, si usano radio- e chemioterapia dopo la rimozione del tumore primario per ridurre il rischio di recidiva o di ulteriore diffusione della neoplasia, e tale trattamento è definito adiuvante. Neoadiuvante è invece l’approccio nel quale all’intervento chirurgico si fa precedere un’altra terapia, radiante o farmacologica, per ridurre le dimensioni della lesione e rendere più radicale l’approccio chirurgico. Per avere maggiori dettagli sui trattamenti disponibili per le neoplasie delle quali si occupa il sito della Fondazione Cesare Serono, si rimanda alle schede dedicate e alle numerose interviste rilasciate dagli specialisti sull’argomento, mentre nelle prossime schede si riportano aspetti generali dei principali strumenti terapeutici a disposizione. Essi vanno dalla chirurgia, la cura più antica per i tumori, alla dieta e al supporto psicologico, perché il cancro va affrontato anche con un’alimentazione sufficientemente ricca e completa e con il giusto atteggiamento mentale. Può succedere, infatti, che un ciclo di cura sia modificato o interrotto perché il malato è troppo deperito o perché è demotivato ad affrontarla. Questo diventa un problema clinico, perché si lascia spazio alla malattia, e di utilizzo di risorse, perché la spesa per il trattamento somministrato potrebbe essere stata, di fatto, inutile. Sulla base di tali premesse, risulta ovvio che oggi questa malattia richiede un approccio multidisciplinare, che coinvolga figure professionali che abbiano grande esperienza nel campo specifico. Rivolgersi fin dall’inizio del percorso diagnostico-terapeutico a centri che garantiscano una gestione di questo tipo è la premessa per ottenere i migliori risultati possibili, ivi compresa, per alcuni tumori, la guarigione. Ciò non significa necessariamente accedere ai Centri di oncologia “famosi”, perché in alcune Regioni tutti i servizi di oncologia sono uniti da reti che rendono omogenea l’assistenza, vuol dire solo scegliere con attenzione chi è chiamato a gestire la malattia. Come spiega Alberto Zaniboni, Responsabile del Centro di oncologia medica dell’ospedale Poliambulanza di Brescia, in un’intervista sulla cura del cancro del colon-retto, è un diritto del malato chiedere un secondo parere, dopo che gli è stato proposto un primo protocollo di cura e, si potrebbe aggiungere, è opportuno che verifichi tutti i servizi che gli può offrire il Centro dove decide di farsi trattare.

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Tommaso Sacco