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Gli specialisti che curano il cancro

Gli specialisti che curano il cancro

Di seguito si riportano indicazioni circa le figure professionali che partecipano alla gestione dei tumori. Una persona nella quale viene sospettata la presenza di un cancro deve sapere che la sua salute futura e la sua vita dipenderanno dalla qualità dell’assistenza che riceverà e, quindi, dalla preparazione e dall’esperienza dei professionisti che lo seguiranno. Come riportato in altre schede di questa sezione, una diagnosi di tumore oggi non è più, come qualche decennio fa, una “condanna”, perché da molti cancri si guarisce e con altri si può convivere per molti anni, mantenendo una buona qualità della vita. Tali obiettivi si raggiungono se nel Centro che gestisce il caso sono presenti tutti i riferimenti professionali necessari e se interagiscono fra di loro, in quanto la moderna cura dei tumori non può prescindere da una gestione multidisciplinare. Inoltre, la personalizzazione delle cure si basa su uno studio delle caratteristiche del cancro che si può eseguire solo in Centri ad elevata specializzazione. Sulla base di queste premesse, è opportuno che il malato di cancro si rivolga a un Centro dove è sicuro di essere seguito nel migliore dei modi.

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Il medico di medicina generale, eseguita una prima valutazione del caso, invia il malato nel quale sospetta la presenza di un tumore a specialisti di vario tipo per approfondire le verifiche ed eventualmente pianificare le cure, ma mantiene, lungo tutto il percorso, un ruolo centrale. Inoltre, va segnalato che la partecipazione dei diversi specialisti alla gestione del malato di tumore in generale, e in particolare alla diagnosi e alla cura di certe neoplasie, può variare in base a come è organizzata l’assistenza in un determinato ospedale o in un certo territorio. Si sintetizzano di seguito i ruoli che abitualmente ricoprono alcuni degli specialisti coinvolti.

L’oncologo è lo specialista che si occupa del trattamento non chirurgico del tumore. Solitamente è tra i primi specialisti a visitare il malato, anche se alcune patologie molto specifiche possono essere gestite principalmente da altre figure professionali. Ad esempio, una persona con un tumore testa-collo può essere seguita dallo specialista otorinolaringoiatra. L’oncologo rimane comunque una figura di riferimento, che idealmente viene coinvolta in tutto il processo di cura.

L’anatomopatologo è uno dei primi specialisti ad essere coinvolto, poiché gioca un ruolo chiave nella diagnosi del cancro. Questo specialista esamina campioni di tessuto e di cellule, a occhio nudo e con vari tipi di microscopio, per verificare:

  • se nel campione di tessuto esaminato sono presenti cellule tumorali;
  • in caso ci siano cellule tumorali, se derivano dallo stesso tessuto nelle quali vengono rilevate o se provengono da qualche altro tessuto;
  • la tendenza delle cellule a “invadere” il tessuto circostante, per definire il grado e lo stadio del tumore;
  • altre caratteristiche del tumore (p.es. il coinvolgimento dei linfonodi) che influenzano la scelta del trattamento.

Il chirurgo può contribuire nella fase della diagnosi e/o del trattamento di persone affette da alcuni tumori. Molti malati incontrano il chirurgo all’inizio del loro percorso di diagnosi e cura. Ad esempio, per prelevare una biopsia, da sottoporre alla valutazione dell’anatomopatologo spesso occorre un intervento chirurgico, che in alcuni casi è necessario per rimuovere il cancro quando asportabile con successo. In altri casi, il chirurgo interviene solo in una fase più avanzata, per offrire sollievo dai sintomi, pur senza poter eliminare il cancro. Generalmente la chirurgia da sola può curare solo alcuni tumori  e per lo più in fase precoce. Più spesso necessita di essere associata ad altri trattamenti. I chirurghi comunque lavorano in stretta collaborazione con gli altri specialisti, oncologi e radioterapisti nella pianificazione del trattamento.

I radiologi sono coinvolti nella diagnosi e nella valutazione periodica dei malati oncologici. Essi utilizzano vari tipi di strumentazioni per ottenere ed interpretare immagini del tumore, ad esempio con raggi X e risonanza magnetica.

Le immagini possono essere usate per:

  • guidare la raccolta di biopsie;
  • contribuire a formulare la diagnosi di cancro e stabilire il suo stadio di avanzamento;
  • localizzare il tumore e le eventuali metastasi, informazioni molto importanti per pianificare il trattamento chirurgico, ma anche quello radioterapico;
  • valutare la risposta al trattamento;
  • cercare eventuali recidive del tumore, a distanza di tempo.

I radioterapisti somministrano ai malati radiazioni a scopo terapeutico, in maniera controllata per eliminare il tumore o ridurne le dimensioni.

Il gastroenterologo, il ginecologo, l’otorinolaringoiatra, l’urologo, il dermatologo e altri specialisti possono partecipare alla diagnosi e al trattamento dei tumori. Ad esempio, un gastroenterologo, eseguendo un’endoscopia, può rilevare una lesione neoplastica, raccogliere biopsie da sottoporre all’anatomopatologo e asportare, sempre per via endoscopica, lesioni tumorali come, ad esempio, i polipi.

Gli specialisti in chirurgia generale e in chirurgia plastica intervengono per risolvere problemi legati alla funzionalità di un organo. Ad esempio, quando viene rimossa una parte dell’intestino e occorre creare una via di evacuazione delle feci, o se, per ragioni estetiche, si interviene dopo la rimozione di un tumore del seno o della testa e del collo.

Gli ematologi sono specializzati nel trattamento delle leucemie e di altri tumori del sangue e del sistema linfatico.

I dietologi sono spesso necessari perché il cancro e i suoi trattamenti causano perdita di peso e a volte diminuzione dell’appetito, nausea e vomito. Alcuni malati, quali quelli con un tumore dell’apparato digerente, potrebbero avere difficoltà a ingerire il cibo normale a causa dell’ostruzione dovuta al tumore, al danneggiamento o alla perdita di tessuti di alcuni organi, dovuti al tumore stesso o all’intervento chirurgico curativo.

Gli specialisti di cure palliative si occupano di controllare i sintomi provocati dai tumori, soprattutto negli stadi più avanzati.

Il personale infermieristico gioca un ruolo chiave nel processo di cura e, in particolare:

  • somministra i farmaci prescritti dai medici;
  • controlla le condizioni del malato durante e dopo la somministrazione del trattamento;
  • aiuta i malati nella riabilitazione, collaborando con fisioterapisti e riabilitatori;
  • fornisce informazioni ai malati e ai loro familiari sulla gestione della cura e delle possibili reazioni tossiche ai farmaci e dà consigli pratici su eventuali altri problemi causati dalla terapia.

Il tecnico di stomaterapia è un infermiere specializzato nell’insegnare ai malati e ai loro caregiver la gestione dei dispositivi medici impiegati, come le sacche per stomia, quando vengono praticati interventi di resezione di parti di intestino dove è localizzato il tumore, con deviazione dei tratti rimanenti verso uno sbocco “artificiale”: la stomia.

Il farmacista ospedaliero può non avere un contatto diretto con il malato, ma è responsabile di assicurare:

  • disponibilità delle corrette quantità di farmaco utili a soddisfare le necessità della struttura;
  • verifica che la dose di chemioterapia o terapia biologica sia appropriata alla superficie corporea e al peso del soggetto;
  • in alcuni casi controlla che la dose di farmaco sia conforme al protocollo sperimentale di trattamento, nel caso in cui il paziente partecipi ad uno studio clinico.

In molti Centri ci sono figure nuove, denominate data manager, in italiano gestore dei dati, che lavorano sugli archivi dei dati e seguono le ricerche che si svolgono nel centro.

Gli assistenti sociali, le Associazioni di malati e i gruppi di volontariato assistono i malati nel gestire alcuni aspetti della vita correlati al cancro e alle sue cure. Ad esempio questioni sociali, burocratiche o economiche.

Gli psicologi possono intervenire fornendo supporto, sia al malato che alla sua famiglia, per accettare meglio la diagnosi e affrontare in modo adeguato il percorso terapeutico.

Gli specialisti di Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) in molti Centri collaborano con i medici che seguono i malati di cancro, applicando procedure che permettono di salvaguardare la possibilità di procreare nei soggetti in età fertile che sono sottoposti a cure che potrebbero renderli infertili o sterili. Esistono procedure, alcune sperimentali altre comunemente impiegate nella pratica clinica, che permettono di prelevare e conservare cellule e tessuti che, reimpiantati dopo la guarigione del tumore, offrono a questi soggetti la possibilità di avere figli. L’applicazione di tali procedure si sta sempre più diffondendo in Italia, ma è compito anche del malato chiedere questo tipo di approcci.

Tommaso Sacco