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Screening, segni e sintomi del cancro

Screening, segni e sintomi del cancro

Ci sono due modi di arrivare alla diagnosi di un tumore: partendo da segni e sintomi che ne fanno sospettare la presenza o sottoponendosi a esami di screening, senza che si siano manifestate evidenze cliniche. C’è una differenza fondamentale fra i due approcci. Se i segni e i sintomi che danno l’avvio al percorso diagnostico sono dovuti a un tumore, questo potrebbe essere in uno stadio avanzato e quindi essere più difficile da guarire. Se invece si individua il cancro, o una lesione pre-cancerosa, nel corso di uno screening, essi non hanno ancora fornito evidenze della loro presenza e, quindi, è probabile che siano in una fase di sviluppo molto precoce e che le cure  possano guarirli o, comunque, curarli più efficacemente.

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I programmi di screening

Lo scopo dei programmi di screening è quello di scoprire precocemente il cancro, prima che si manifesti con segni e sintomi. L’obiettivo finale è quello di curarlo quando è più sensibile alle terapie e ha una diffusione limitata. In questo modo si ottimizza la sopravvivenza. Molti tipi di cancro un tempo incurabili, oggi guariscono se scoperti e trattati precocemente. Di altri, pur non ottenendo la guarigione, si riesce a indurre una cronicizzazione, che permette una sopravvivenza prolungata. In Italia sono stati attivati programmi di screening che coinvolgono soggetti ritenuti a rischio di presentare una determinata neoplasia. È il caso degli screening per il cancro del colon-retto, della mammella e del collo dell’utero. Particolari programmi di screening sono dedicati a neoplasie ereditarie. Per altri tipi di tumore, non sono stati attivati screening perché difficili da eseguire o privi di reali vantaggi.

Infatti, un programma di screening è realizzabile se ha le seguenti caratteristiche:

  • è pratico, di costo proporzionato ai risultati attesi, i suoi risultati sono affidabili ed è accettabile per il malato;
  • permette una diagnosi precoce di tumori che, trattati tempestivamente, rispondono bene alle cure;
  • individua neoplasie tanto frequenti da giustificare l’impiego delle risorse economiche e organizzative necessarie.

Viceversa i rischi dovuti, ad esempio, a esami diagnostici non affidabili potrebbero produrre:

  • risultati falsamente positivi, cioè che diagnosticano una malattia non realmente presente, causando inutilmente grande preoccupazione nelle persone interessate, se non addirittura interventi terapeutici inappropriati;
  • risultati falsamente negativi, che porterebbero erroneamente a trascurare una malattia già presente.

Riconoscere il cancro dai segni e dai sintomi

Un segno è la manifestazione di una malattia che può essere rilevato da una terza persona. Un sintomo è la manifestazione percepita dalla persona che ha la malattia. I segni e i sintomi possono essere più o meno specifici, a seconda che siano caratteristici di una sola patologia o comuni a diverse malattie. Tanto più specifici sono i segni e i sintomi, tanto più facilmente essi indirizzano verso la diagnosi. Purtroppo, i segni e i sintomi di molti tumori non sono affatto aspecifici, in particolare nelle fasi iniziali del loro sviluppo, e questo fa sì che essi non attirino l’attenzione di chi li ha e dei medici o che siano scambiati per manifestazioni di altre malattie. Ciò comporta che si avvii tardi il percorso diagnostico e che si giunga alla diagnosi corretta quando il tumore è meno facile da curare.

I tumori possono provocare segni e sintomi in vari modi. La crescita di una popolazione di cellule neoplastiche in un tessuto determina, ad esempio, un aumento di volume che può risultare visibile sotto forma di un rigonfiamento. Altre volte lo stesso processo non crea una tumefazione visibile dall’esterno, ma determina una pressione su un tessuto o su un vaso sanguigno e questo, a sua volta, provoca la comparsa di segni o di sintomi. Ad esempio, se la massa di cellule tumorali preme su un nervo si sviluppa dolore, se ostruisce il deflusso della bile si ha ittero e se impedisce il passaggio delle feci nell’intestino dà luogo a un’occlusione intestinale con gonfiore, dolore e ulteriori complicazioni. Altri sintomi generici determinati dalle neoplasie sono febbre, astenia e calo di peso. Quest’ultimo è dovuto proprio all’elevata velocità di riproduzione delle cellule tumorali che, a sua volta, assorbe un’importante quota dell’energia introdotta con gli alimenti. Per questo motivo, a parità di calorie assunte, il peso diminuisce.

Data la disponibilità di cure tanto più efficaci quanto più precocemente sono somministrate, segni e sintomi potenzialmente dovuti alla neoplasia non dovrebbero mai passare inosservati, anche se  “generici”. In generale, quelli elencati di seguito sono segni e sintomi ipoteticamente attribuibili a un tumore, ma anche a molte altre condizioni.

  • Calo di peso non giustificabile con modificazioni delle abitudini di vita
  • Febbre
  • Astenia e facile affaticamento
  • Dolore
  • Cefalea
  • Modificazioni dell’aspetto della pelle: inscurimento, arrossamento, assunzione di un colorito giallastro, prurito

Segni e sintomi meno generici, ma comunque non necessariamente provocati da neoplasie e per i quali quindi va valutata la presenza di altri fattori di rischio, prima di ipotizzare la loro relazione con un cancro, sono i seguenti:

  • Stipsi cronica
  • Diarrea
  • Sangue nelle feci
  • Dolore a urinare
  • Sangue nelle urine
  • Lesioni della pelle o delle mucose che non guariscono               
  • Tosse
  • Sanguinamento vaginale

I fattori da tenere in considerazione, per capire quanto probabile sia l’associazione fra ciascuno di questi segni e una neoplasia, sono vari: dall’età alla familiarità per uno specifico cancro, dal sesso al rischio che un determinato soggetto ha di sviluppare una neoplasia che provochi il sintomo. Una febbre che compaia in un bambino non viene certo riferita in prima istanza a un tumore, ma se si presenta in un soggetto anziano, che non abbia infezioni in atto e nel quale la febbre stessa si protragga nel tempo, si dovrebbe valutare la possibilità che sia provocata da una neoplasia.

C’è un sintomo, che fare?

Molte persone quando si presenta un sintomo per prima cosa cercano informazioni in rete, perché lì sono facilmente accessibili e se ne possono trovare sui vari tipi di neoplasia, sui farmaci, sulle ricerche eseguite e su altri aspetti ancora. Ciò che fa la differenza, però, è la fonte, perché la rete dà la possibilità a chiunque di pubblicare contenuti, senza sottoporli ad alcun controllo della loro qualità. Il rischio è, quindi, quello di acquisire informazioni prive di fondamento o manipolate con l’obiettivo di assecondare interessi diversi da quello di trasmettere una conoscenza corretta. Essendo il cancro una malattia potenzialmente molto grave o fatale, acquisire informazioni fuorvianti o sbagliate comporta un rischio notevole. Per evitare di essere danneggiati da contenuti inadeguati o sbagliati, il primo principio da seguire è quello che nessuna informazione raccolta su internet deve mai sostituire quelle fornite da un medico. Un altro principio a cui fare riferimento è quello di verificare che i contenuti siano documentati e cioè derivino da pubblicazioni scientifiche tracciabili e autorevoli. Acquisire un’informazione sbagliata sul cancro può essere molto pericoloso.

Raccogliere le informazioni generali sulla salute, sui segni e sui sintomi

Sia una persona consapevole di avere il cancro, che una all’oscuro della sua condizione, prima o poi si recano dal medico perchè i segni e i sintomi diventano tanto evidenti da non poter essere trascurati e, solitamente, la prima figura professionale consultata è il medico di medicina generale.

Quando un medico visita un individuo, che sospetta possa avere il cancro, dovrebbe sempre raccogliere un’anamnesi dettagliata sui disturbi avvertiti, sulla storia medica precedente, sulle abitudini di vita e sulla familiarità per le neoplasie. Inoltre, esegue un esame obiettivo approfondito, per cercare segni di malattia.

In particolare, la persona che si sottopone al controllo dovrebbe comunicare al medico:

  • se avverte sintomi di qualsiasi tipo; sarà il medico a valutare se possano essere posti in relazione con un tumore;
  • se ha notato segni come gonfiori anomali, noduli palpabili, macchie della pelle, ulcerazioni della mucosa della bocca che stentano a guarire o altri ancora;
  • se è, o è stato, esposto a un agente cancerogeno noto, ad esempio al contatto, per motivi di lavoro, con una sostanza che promuova lo sviluppo di un tumore, oppure abbia, o abbia avuto, un’abitudine di vita a rischio, come il fumo;
  • se in passato è stato sottoposto a esami di screening per tumori e quali risultati abbia ottenuto.

Sulla base delle informazioni raccolte, si dovrebbero concordare eventuali approfondimenti diagnostici o un ulteriore periodo di osservazione, dando sempre la massima priorità all’obiettivo della diagnosi precoce.

Tommaso Sacco

Bibliografia