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Effetti collaterali della chemioterapia

Effetti collaterali della chemioterapia

Diarrea, nausea, vomito e danni al sistema digestivo in genere

La chemioterapia può sviluppare il suo effetto negativo sui diversi organi dell’apparato gastrointestinale, sebbene la frequenza di sviluppo di effetti collaterali vari anche di molto da un soggetto all’altro. Ciò avviene perché la chemioterapia può danneggiare le cellule che lo compongono, ma anche i nervi che controllano la digestione e la motilità. I farmaci per contrastare nausea, diarrea e stipsi devono essere prescritti dal medico. Riportiamo una serie di, consigli per alleviare alcuni disturbi, da associare eventualmente a cure specifiche concordate con lo specialista di riferimento:

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Consigli per la nausea

  • evitare di cucinare e mangiare quando si avverte nausea
  • fare piccoli pasti più volte al giorno
  • bere piccole quantità d’acqua per volta

Consigli in caso di bocca secca e dolorante

  • utilizzare gel e altri prodotti indicati per questi disturbi venduti in farmacia
  • succhiare piccoli cubetti di ghiaccio
  • lavare i denti regolarmente utilizzando uno spazzolino morbido

Perdita di capelli e peli (alopecia), aumentata fragilità di pelle e unghie

La caduta progressiva e completa di peli e capelli durante la chemioterapia è un evento non costante, ma comunque piuttosto comune per alcuni protocolli di cura, che avviene quando è colpito il follicolo pilifero.

La perdita dei capelli è un effetto temporaneo, che cessa quando si interrompe la cura, consentendo la crescita di nuovi capelli, uguali ai precedenti e la capigliatura torna folta come prima della terapia. Per quanto riguarda i peli di barba, baffi, sopracciglia e peli pubici, se soggetti a caduta, ricrescono completamente entro 3-6 mesi dal termine della cura.

Anche la pelle e le unghie, come tutti i tessuti a rapido ricambio, tendono a diventare più fragili durante la terapia e richiedono attenzioni specifiche. E’ bene che il malato ne parli al medico e con il personale infermieristico del Servizio di oncologia che lo ha in cura, per ricevere i consigli più appropriati e, se il disagio psicologico che si prova a causa della mancanza dei capelli è forte, è bene rivolgersi a uno psicologo o a un gruppo di auto-aiuto tra malati.

Consigli per affrontare l’eventuale perdita dei capelli e prevenire danni alla pelle

tagliare i capelli corti, appena si comincia la cura oncologica, perché il peso stesso della chioma ne accelera la caduta. C’è chi sceglie di utilizzare una parrucca, un fazzoletto o un cappello; non traumatizzare i capelli con shampoo o prodotti aggressivi;

  • non asciugare i capelli con l’asciugacapelli, se possibile, ed evitare tecniche di messa in piega con spazzola o bigodini;
  • il casco refrigerante è una soluzione disponibile per compensare l’effetto di alcune forme di chemioterapia, anche se non sempre ottiene risultati ottimali, ma comunque può ridurre la caduta. Si tratta di un casco pieno di ghiaccio, o di altra sostanza refrigerante, da indossare durante la seduta di chemioterapia. Esso, riducendo l’afflusso di sangue ai follicoli dei capelli, limita anche la quantità di farmaco che vi arriva;
  • se si utilizza la parrucca per molte ore al giorno e in estate, lavare la cute del capo con un detergente delicato e proteggerla con una crema idratante. Vanno bene anche prodotti per bambini;
  • mantenere la pelle morbida e nutrita utilizzando creme idratanti con fattore di protezione solare almeno pari a 15, anche in inverno;
  • fissare le unghie con uno smalto indurente per evitare che si spezzino.

Effetti sul midollo osseo

Il midollo osseo, se danneggiato dalla chemioterapia, modifica la produzione delle cellule del sangue: globuli bianchi, globuli rossi e piastrine. La carenza di globuli rossi causa anemia, la diminuzione di globuli bianchi provoca una riduzione delle difese immunitarie, il calo delle piastrine altera la coagulazione del sangue.

Carenza di globuli bianchi (Neutropenia)

I globuli bianchi scendono in genere in modo importante nel periodo compreso tra 7 e 14 giorni dalla somministrazione della chemioterapia. Questo è il momento più critico, in cui fare particolare attenzione a prevenire eventuali infezioni. Inoltre, è bene rivolgersi immediatamente al medico se la temperatura corporea supera i 38 °C; potrebbe decidere di somministrare subito antibiotici per prevenire infezioni più gravi.

Consigli per condizioni di riduzione delle difese immunitarie

  • Lavare spesso le mani;
  • evitare i luoghi molto affollati, il contatto con i bambini, portatori a volte di infezioni potenzialmente gravi per un individuo con ridotte difese immunitarie;
  • non usare i mezzi pubblici, o almeno evitare le ore di punta, e indossare una mascherina;
  • evitare le piscine;
  • far visitare regolarmente i propri animali domestici per verificare che siano sani;
  • prevenire le infezioni polmonari da funghi, soprattutto quelle provocate da un fungo denominato aspergillo, che si trova nelle foglie umide, nel terriccio, nei depositi di materiale edile e, in generale, nei vegetali in decomposizione;
  • condividere con il medico curante la scelta di sottoporsi alla vaccinazione antinfluenzale in via preventiva.

Anemia

L’anemia si manifesta con estrema stanchezza e mancanza di respiro. Se i livelli di emoglobina nel sangue scendono oltre un certo limite, il medico può prescrivere alcuni farmaci, come l’eritropoietina, che favoriscono la produzione dei globuli rossi. Talvolta possono essere necessarie anche le trasfusioni.

Riduzione delle piastrine

Particolare attenzione va posta ai rischi di emorragia: bisognerebbe evitare di praticare attività fisiche ed esercizi a rischio di traumi, così come è necessario rivolgersi immediatamente al pronto soccorso se si presentano sanguinamenti dal naso, dalla bocca o dall’ano.

Perdita temporanea e parziale o permanente e totale della fertilità

La fertilità può essere compromessa solo temporaneamente, o, in maniera definitiva, a causa delle cure per il cancro.

  • Proprio i grandi successi ottenuti nella cura di tumori che in passato avevano basse percentuali di sopravvivenza, hanno creato una popolazione ampia di “sopravvissuti” alle neoplasie, nei quali la funzione riproduttiva è soppressa o molto limitata dalle cure antitumorali alle quali sono stati sottoposti.
  • Per l’uomo, se le cure da somministrare espongono al rischio di infertilità permanente, può essere utile procedere alla conservazione del liquido seminale presso centri di riproduzione assistita, prima di iniziare la chemioterapia, per avere la possibilità di avere figli dopo la guarigione del cancro.
  • Per la donna in età fertile esistono vari metodi per preservare la fertilità. I Centri specializzati possono collaborare con gli specialisti che seguono la patologia tumorale per scegliere il metodo e il momento per eseguire le procedure più adatti a ciascun caso, in modo da non interferire con la cura della neoplasia.
  • Preservare la fertilità è importante in qualsiasi soggetto affetto da tumore in età fertile, che si debba sottoporre a trattamenti potenzialmente dannosi per la funzione riproduttiva. Particolare attenzione va dedicata ai bambini e agli adolescenti curati per tumori che rischiano di renderli sterili.
  • È bene sapere che i farmaci chemioterapici possono, in alcuni casi, provocare danni al feto. Se si è in età fertile è pertanto fondamentale ricorrere a un sistema contraccettivo.
  • La maggior parte dei farmaci chemioterapici non passa nelle secrezioni vaginali e nello sperma; tuttavia, per maggior sicurezza, alcuni medici potrebbero consigliare l’uso di un preservativo per evitare di trasmettere anche dosi infinitesime di sostanze farmacologicamente attive con il rapporto sessuale.