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Tipi di Tumore dello Stomaco

Il carcinoma gastrico può essere classificato in diversi modi. La classificazione istologica distingue i seguenti due tipi principali:

  • adenocarcinoma intestinale: consiste in lesioni neoplastiche con un aspetto che assomiglia a quello osservabile nei tratti più a valle dell’intestino. Lo sviluppo di questo tipo di tumore sembra più legato all’influenza dell’ambiente e dell’alimentazione, ed è la forma prevalente nelle aree ad elevata frequenza della neoplasia. D’altra parte, grazie alla modificazione di alcuni fattori di rischio, la sua diffusione si è ridotta negli ultimi decenni;
  • adenocarcinoma diffuso: è costituito da cellule meno organizzate e meno unite fra di loro, che tendono a diffondersi più facilmente attraverso i vari strati della parete dello stomaco. Questa forma di adenocarcinoma si presenta con la stessa frequenza in tutto il mondo e sembra risentire meno di ambiente e alimentazione. Esso compare in un’età più precoce e ha un’evoluzione meno favorevole della forma intestinale.

In termini di fase dello sviluppo della neoplasia e anche di diffusione e di gravità, si possono distinguere:

  • cancro gastrico precoce, denominato dagli specialisti con il termine inglese Early Gastric Cancer: caratterizzato da una diffusione che non supera la mucosa dello stomaco, al microscopio ha un aspetto ben definibile. Inoltre, la lesione ha un diametro non superiore a 2 centimetri. Il cancro gastrico precoce non coinvolge linfonodi o vasi e non presenta ulcere nell’ambito della lesione.
  • cancro gastrico avanzato: comporta una diffusione che supera la mucosa, può assumere la forma di ulcera, produce metastasi in linfonodi e in altri organi e può coinvolgere i vasi sanguigni.

Condizioni precancerose

Si ritiene che alcune alterazioni della mucosa o della struttura dello stomaco possano precedere, in certi casi, lo sviluppo dell’adenocarcinoma gastrico. Esse sono:

  • gastrite cronica atrofica: modificazione cronica della mucosa che comporta un’alterazione della struttura e un assottigliamento generale del tessuto. La presenza di questa lesione è stata associata a una frequenza di nuovi casi di cancro gastrico dello 0,5-1% per anno.
  • metaplasia intestinale: consiste nella formazione di aree di mucosa dell’intestino, nell’ambito di quella dello stomaco. Viene classificata in tre tipi, in base alle caratteristiche rilevabili al microscopio.
  • displasia: comporta alterazioni più o meno gravi della struttura delle cellule e dell’architettura della mucosa.
  • polipi: sono delle sporgenze, costituite da mucosa e tessuto di sostegno, all’interno del lume dello stomaco. I polipi definiti iperplastici tendono a rimanere benigni, mentre quelli evoluti in adenomi hanno un’alta probabilità di diventare maligni.
  • precedenti interventi chirurgici sullo stomaco: molti esperti hanno suggerito che precedenti interventi chirurgici sullo stomaco aumentino il rischio di sviluppo di adenocarcinoma gastrico. Varie ipotesi sono state formulate per giustificare tale evoluzione. Reflusso di bile nello stomaco, insufficiente secrezione di acido nell’organo e crescita anomala di microrganismi nel lume sono fra i meccanismi presi in considerazione.
  • ulcera gastrica: in alcune casistiche si è rilevato che una storia di ulcere gastriche sviluppatesi in precedenza aumenta il rischio di cancro dello stomaco di quasi due volte. Altri dati sembrano contraddire queste evidenze.
  • malattia di Ménétrier: si è osservato che il 15% delle persone che hanno le particolari alterazioni della mucosa provocate da questa malattia sviluppa un cancro dello stomaco.

Meccanismi di sviluppo

Per quanto riguarda i meccanismi di sviluppo, l’adenocarcinoma intestinale è il punto finale di un’evoluzione progressiva di alterazioni della mucosa che partono da un’anomala crescita del numero delle cellule in una determinata area della mucosa. Questa modificazione, definita iperplasia, può diventare un adenoma “precoce”, poi un adenoma “tardivo” e infine un adenocarcinoma. Tutto ciò, se le lesioni più precoci non vengono individuate tempestivamente e non vengono applicate le opportune soluzioni terapeutiche. Secondo gli esperti, all’origine del primo danno che innesca la serie di alterazioni sopra elencate c’è l’infiammazione provocata dall’Helicobacter Pylori.

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Tommaso Sacco