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Terapia per il Cancro dello Stomaco

Chirurgia

Quando è possibile asportare l’area dalla parete dello stomaco che contiene il tumore, l’intervento chirurgico è la cura di prima scelta. In base alla localizzazione e alle dimensioni del cancro si sceglie il tipo di intervento chirurgico e la sua estensione. A volte si riesce ad asportare il tumore lasciando una parte di stomaco. Quest’ultima si definisce moncone gastrico e l’intervento è una gastrectomia parziale. Se si asporta tutto lo stomaco, si parla di gastrectomia totale.

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Endoscopia

Alcuni interventi di asportazione di cancri dello stomaco si possono eseguire mediante endoscopia, soprattutto quando le lesioni hanno un’estensione limitata. In generale si considera possibile la rimozione mediante endoscopia di tumori di 1.5-2 cm di diametro. L’endoscopia ha un ruolo chiave nel cancro gastrico precoce, che può essere asportato con questa metodica, da parte di operatori di adeguata esperienza.

Chemioterapia

Al momento della diagnosi il 75% dei casi di cancro gastrico presenta metastasi diffuse  a linfonodi vicini e a organi più distanti. In questi casi, si può rendere necessario un approccio definito chemioterapia neoadiuvante. Essa consiste in cicli di questo trattamento mirati a ridurre le dimensioni delle lesioni e la diffusione delle metastasi, per poi valutare la soluzione chirurgica. Altre volte, la chemioterapia si esegue dopo l’intervento chirurgico.

Radioterapia

A seconda dello stadio del cancro, del quadro clinico generale e degli altri approcci impiegati, si può usare anche la radioterapia. Spesso si ricorre all’associazione di chemioterapia e radioterapia dopo l’asportazione del cancro mediante intervento chirurgico, con l’obiettivo di ridurre il rischio della successiva comparsa di recidive o di metastasi a distanza di tempo. Questa terapia si definisce adiuvante.

Farmaci a bersaglio e immunoterapia

Alla chemioterapia tradizionale si sono aggiunte, negli ultimi anni, cure più moderne, che permettono di migliorare la sopravvivenza e di arrestare o rallentare sensibilmente l’evoluzione del tumore. Farmaci a bersaglio sono stati valutati in questa indicazione, con l’obiettivo di integrare gli approcci tradizionali, aumentandone l’efficacia e migliorando il bilancio fra benefici e rischi, e alcuni di essi hanno ottenuto risultati incoraggianti. L’immunoterapia rappresenta la nuova frontiera della cura del cancro dello stomaco, come di molte altre neoplasie. Promettenti i risultati ottenuti con il farmaco immunoterapico pembrolizumab anche in casi di carcinoma che aveva progredito nonostante la somministrazione di più cicli di chemioterapia.

Controlli nel tempo

Una volta eliminato il tumore e somministrata una terapia adiuvante, se necessaria, è opportuno applicare un programma di verifiche nel tempo, che abbiano l’obiettivo di individuare precocemente eventuali recidive del cancro. L’AIOM (Associazione Italiana Oncologi Medici) propone i seguenti approcci:

  • ogni 3-4 mesi nei primi due anni, visita completa con misurazione del peso, esecuzione di esami di laboratorio, come emoglobinemia, sideremia, enzimi del fegato, e, se necessario, esami strumentali, come esofago-gastro-duodenoscopia;
  • ogni 6 mesi: nei successivi 3-5 anni, visita, esami di laboratorio ed eventualmente strumentali, a giudizio del medico;
  • Nelle persone sottoposte a gastrectomia parziale, l’AIOM raccomanda di ripetere un’esofago-gastro-duodenoscopia ogni 2-3 anni nei primi 5 anni e, dopo ogni 3-5 anni.

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Tommaso Sacco