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Terapia delle forme metastatica, localmente avanzata e avanzata del cancro del rene

Terapia delle forme metastatica, localmente avanzata e avanzata del cancro del rene

Per malattia localmente avanzata si intende un tumore esteso alle ghiandole surrenali o ad altri organi contigui o alla vena cava o che ha provocato numerose metastasi ai linfonodi. Quella avanzata è caratterizzata da diffusione a distanza del tumore.

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Terapia chirurgica delle metastasi

La rimozione completa delle metastasi contribuisce a migliorare la prognosi dei soggetti con carcinoma renale metastatico, ma non ci sono dati che forniscono indicazioni standardizzate su questo approccio. Esso deve essere quindi adattato al singolo caso.

Terapia chirurgica delle forme localmente avanzate

Questo approccio su basa su un’accurata valutazione, in particolare, del coinvolgimento della vena cava. Fra gli interventi eseguiti c’è quello definito citoriduttivo, che consiste nella rimozione chirurgica quanto più estesa possibile della neoplasia renale, anche in presenza di metastasi.

Chemioterapia della malattia avanzata

Al momento della diagnosi, nel 20-25% dei casi il carcinoma del rene è in fase avanzata e in circa il 30% delle persone sottoposte a rimozione chirurgica del tumore primitivo, presenterà una recidiva a distanza nel corso della loro vita. Per questo è molto importante selezionare il trattamento migliore per la malattia avanzata. D’altra parte tale scelta è difficile per l’elevato numero di soluzioni oggi a disposizione e per il fatto che i risultati che esse hanno fornito non sono confrontabili, per la disomogeneità degli studi che le hanno valutate. Per tutti questi motivi non si possono formulare indicazioni standardizzate sui protocolli di cura. I farmaci oggi disponibili sono: sunitinib, pazopanib, bevacizumab+IFN-α2a, temsirolimus, cabozantinib, sorafenib, everolimus, axitinib. Ad essi si aggiungono gli immunoterapici. Al 2018 erano disponibili e rimborsati, in Italia, 4 farmaci di prima linea per la malattia in forma avanzata: sunitinib, pazopanib, bevacizumab+inteferone-α2a e temsirolimus. Quest’ultimo, è indicato in particolare nei malati con prognosi peggiore e il sorafenib solo in quelli non trattabili inizialmente con citochine. Per il futuro, nuovi prodotti che potrebbero essere introdotti in questa indicazione sono: cabozantinib, nivolumab, bevacizumab, atezolizumab, tivozanib e avelumab. In particolare, l’associazione fra avelumab e axitinib ha dimostrato, in uno studio pubblicato nel febbraio del 2019 sulla rivista New England Journal of Medicine (in italiano Giornale Medico del New England), di prolungare in maniera statisticamente significativa, rispetto al sunitinib, la sopravvivenza senza progressione del tumore di malati con carcinoma renale avanzato.

Trattamenti impiegabili dopo la prima linea nella forma avanzata

Fra le cure indicate in questi casi ci sono: sorafenib, sunitinib, pazopanib, e axitinib. Quest’ultimo è un inibitore potente e selettivo di un enzima denominato tirosin-chinasi. Tale enzima agisce sui recettori del fattore di crescita vascolare endoteliale VEGFR-1, VEGFR-2 e VEGFR-3, che favorisce la formazione di nuovi vasi necessari per la diffusione e la crescita del tumore. Negli studi eseguiti, l’axitinib è risultato sicuro. Altre terapie usate dopo la prima linea sono: nivolumab,  cabozantinib, axitinib, everolimus e sorafenib. Inoltre, fra gli approcci previsti per il futuro, c’è l’associazione fra lenvatinib ed everolimus.

Vedere anche nella sezione Cancro del Rene

Tommaso Sacco

Riferimenti

  • https://www.aiom.it/linee-guida/linee-guida-aiom-2018-tumori-del-rene/
  • https://www.cancer.org/cancer/kidney-cancer.html
  • https://www.aimac.it/libretti-tumore/cancro-rene
  • RJ Motzer e coll. Avelumab plus Axitinib versus Sunitinib for Advanced Renal-Cell Carcinoma. N Engl J Med. 2019 Feb 16.