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Diagnosi del cancro del rene

Diagnosi del cancro del rene

In passato la diagnosi di cancro del rene si basava sulla presenza della cosiddetta “triade clinica” costituita da ematuria, dolore alla schiena in sede lombare e presenza di una massa palpabile a questo livello. Oggi, invece, l’impiego sempre più frequente di esami per immagini, come l’ecografia, ha fatto sì che le diagnosi casuali di tumori del rene, nel corso di controlli per altre malattie, siano il 60% del totale.

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Al momento della diagnosi, il carcinoma del rene è presente solo nell’organo nel 55% dei casi, è localmente avanzato nel 19% dei casi o ha metastasi sincrone nel 25-30% dei casi. La probabilità di sviluppare metastasi metacrone nel corso della vita è del 30% circa dei soggetti sottoposti a chirurgia radicale per una neoplasia con localizzazione esclusiva all’organo. I tessuti e gli organi nei quali si presentano più spesso le metastasi sono: il polmone, nel 50-60% dei casi, il tessuto osseo, nel 30-40% dei casi e il fegato, nel 30-40% dei casi.

Segni e sintomi

Dei sintomi provocati dal cancro del rene, alcuni sono relativamente più specifici, come l’ematuria e il dolore alla parte lombare della schiena e altri sono comuni a molte altre condizioni, come astenia, inappetenza, calo di peso non correlato a modificazioni delle abitudini di vita e febbre. D’altra parte, la stessa ematuria può essere conseguenza di danni e infezioni alle vie urinarie e il dolore in sede lombare è causato di solito da problemi a muscoli ossa e articolazioni. Anche fra i segni associati a questa neoplasia, uno, la presenza di una massa palpabile nella zona lombare della schiena, è più caratteristico, e un altro, l’anemia, è del tutto aspecifico.

Esami di laboratorio

Non esistono marcatori tumorali utilizzabili nella diagnosi del carcinoma renale. Nelle forme avanzate di carcinoma del rene si possono rilevare alterazioni degli esami di laboratorio, che però non sono specifiche di questa neoplasia: anemia o eritrocitosi, aumento del calcio, delle piastrine, della VES e della proteina C reattiva e diminuzione dell’albumina nel sangue.

Esami strumentali

L’ecografia è l’esame strumentale che più spesso fornisce la prima indicazione circa la presenza di un cancro del rene. Se con questo esame si osserva nell’organo una formazione con cavità interne divise da setti o strutture tipo noduli, si può approfondire la valutazione somministrando un mezzo di contrasto ecografico. In tal modo si studia la quantità di vasi sanguigni presenti nella formazione. Se ci sono molti vasi è più probabile che sia una neoplasia renale, mentre se non ce ne sono, si potrebbe trattare di cisti. Oggi la biopsia del rene guidata con l’ecografia è considerata una procedura standard nello studio delle formazioni renali difficili da diagnosticare o che non si possono rimuovere con la chirurgia. La scintigrafia si usa nei casi nei quali si sospetta la presenza di metastasi alle ossa.

Esami radiologici

Tomografia computerizzata e risonanza magnetica nucleare permettono ulteriori approfondimenti diagnostici. La tomografia computerizzata è più efficace nell’individuare tumori più piccoli, permette di valutare la vascolarizzazione del tumore e la presenza di infiltrazioni del rene nelle aree anatomiche vicine e di alterazioni specifiche a carico dei vasi come la trombosi neoplastica della vena renale omolaterale e della vena cava inferiore. Per tutti questi motivi, la tomografia computerizzata è l’esame più utile per preparare l’intervento chirurgico di rimozione del cancro del rene ed è determinante per definirne lo stadio. Infatti, con tali esami si studiano approfonditamente le strutture adiacenti al rene e i linfonodi vicini all’arteria aorta e alla vena cava, per escludere infiltrazioni e metastasi. La RMN si pone come valida alternativa alla tomografia computerizzata nei soggetti con allergia al mezzo di contrasto, nelle donne in gravidanza e per studiare lesioni complesse. In particolar modo, la risonanza magnetica è utile per valutare le lesioni derivanti da emorragie non recenti e per confermare la possibilità di asportare un tumore localizzato al polo renale superiore, se vicino al fegato o alla milza.

Anatomia patologica

L’aspetto istologico più frequente del carcinoma a cellule renali è quello a cellule chiare che si rileva nel 70-80% dei casi. Altri aspetti istologici sono quello papillare (10-15% dei casi) e quello cromofobo (5% dei casi). La definizione delle caratteristiche istologiche delle cellule del tumore è importante perché da esse dipende in parte la prognosi. Il carcinoma a cellule chiare è il più aggressivo, seguito dal tipo papillare e da quello cromofobo. Considerando però nel loro insieme i fattori che condizionano la prognosi, il peso dell’aspetto istologico si riduce, a favore dello stadio e del grado della neoplasia.

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Tommaso Sacco

Riferimenti

  • https://www.aiom.it/linee-guida/linee-guida-aiom-2018-tumori-del-rene/
  • https://www.cancer.org/cancer/kidney-cancer.html
  • https://www.aimac.it/libretti-tumore/cancro-rene
  • RJ Motzer e coll. Avelumab plus Axitinib versus Sunitinib for Advanced Renal-Cell Carcinoma. N Engl J Med. 2019 Feb 16.