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Valutata la frequenza di disturbi del sonno in soggetti con Sindrome di Prader-Willi

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Valutata la frequenza di disturbi del sonno in soggetti con Sindrome di Prader-Willi

Un gruppo di esperti dell’Università di Napoli ha valutato la frequenza di disturbi del sonno in soggetti pediatrici con Sindrome di Prader-Willi. Le evidenze raccolte hanno indicato un’elevata frequenza di apnee ostruttive del sonno.

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Canora e colleghi sono partiti dalla considerazione che i disturbi della respirazione durante il sonno sono molto frequenti nei bambini con Sindrome di Prader-Willi, ma non ci sono molte evidenze relative al loro andamento e mancano indicazioni chiare circa le cure. Per questo motivo hanno eseguito uno studio mirato a valutare le caratteristiche dei disturbi della respirazione durante il sonno in 14 soggetti con Sindrome di Prader-Willi di età compresa fra 8 mesi e 17 anni. Tutti gli individui valutati sono stati sottoposti a una polisonnografia durante un periodo notturno di 12 ore. Contemporaneamente, sono stati registrati parametri come la saturazione di ossigeno, che permette di definire la presenza di fasi di apnea durante il sonno.  L’apnea ostruttiva del sonno è stata diagnosticata in 13 soggetti su 14 con una percentuale del 92.9%. Il valore medio dell’indice dell’apnea ostruttiva-ipopnea (Obstructive Apnoea-Hypopnea Index: OAHI), un parametro che serve a determinare la gravità dell’apnea, è stato di 7.6 ± 4.2, mentre l’Indice di apnea centrale (Central Apnoea Index: CAI) è stato in media di 0.7 ± 1.4 eventi per ora. Il tempo trascorso con un indice di saturazione dell’ossigeno inferiore del 90% è stato di 0.02 (intervallo 0-23%), con un indice di desaturazione dell’ossigeno medio di 12.1 ± 6.9 eventi per ora. Gli autori non hanno rilevato relazioni fra il valore del OAHI e l’indice di Massa Corporea che era, in media, di 28 ± 9.8 kg/m2.

Nelle conclusioni, Canora e colleghi hanno sottolineato che l’alterazione del sonno più frequente, nella loro casistica, è stata l’apnea ostruttiva del sonno. In questo gruppo di soggetti con Sindrome di Prader-Willi tale condizione non è risultata correlata con l’età o con il livello di eccesso di peso e si è presentata in forma più grave, rispetto a quella osservata in altre casistiche. Gli autori hanno anche raccomandato l’esecuzione di ulteriori studi, su casistiche più ampie, per definire meglio i meccanismi alla base dell’apnea ostruttiva del sonno e, di conseguenza, selezionare le cure più efficaci.

Tommaso Sacco

Fonte: Severe obstructive sleep disorders in Prader-Willi syndrome patients in southern Italy; European Journal of Pediatrics, 2018 Jan 9.