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Vaccinazione per l’influenza e Sindrome di Guillain-Barré

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Vaccinazione per l’influenza e Sindrome di Guillain-Barré

Un gruppo di esperti statunitensi ha eseguito uno studio per valutare il rischio di Sindrome di Guillain-Barrè dopo le stagioni di vaccinazione per l’influenza 2015-2016 e 2016-2017. In generale, non si è osservato un aumento della frequenza di diagnosi della malattia attribuibile alle vaccinazioni.

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La Sindrome di Guillain-Barrè è una malattia grave, caratterizzata da processi di demielinizzazione. Dopo la vaccinazione per l’influenza suina, si osservò un aumento della frequenza di comparsa della Sindrome. Per questo motivo l’FDA, in collaborazione con alcuni Centri medici, ha esercitato una sorveglianza attiva delle nuove diagnosi di Sindrome di Guillain-Barré dopo le vaccinazioni per anni 2015-2016 e 2016-2017. Per il monitoraggio sono stati impiegati specifici metodi epidemiologici e si è fatto riferimento alle conferme delle diagnosi riportate nelle cartelle cliniche. Sono stati considerati due periodi di tempo, successivi alla vaccinazione, nei quali poteva essere formulata la diagnosi: rispettivamente di 1-42 giorni e 8-21 giorni, associati, rispettivamente, a un rischio primario e a un rischio secondario. In ciascuna stagione vaccinale sono stati vaccinati più di 13 milioni di soggetti. Uno dei metodi epidemiologici applicati non ha rilevato un aumento del rischio di comparsa della Sindrome di Guillain-Barré nel periodo 1-42 giorni dopo la vaccinazione. Riguardo alla stagione 2015-2016, il rischio di sviluppo della Sindrome di Guillain-Barré è stato di 0.87 (intervallo di confidenza al 95% 0.16-1.49) e 1.68 (intervallo di confidenza al 95% 0.69-2.41) casi per milioni di vaccinati, rispettivamente dopo la somministrazione di tutti i vaccini e solo di quelli ad alte dosi. Si sono riscontrati aumenti del rischio di comparsa della Sindrome di Guillain-Barré anche nel sottogruppo di soggetti di età ≥ 75 anni (rapporto di probabilità 2.25; intervallo di confidenza al 95% 1.15-4.39) e per l’assunzione di vaccini ad alte dosi (rapporto di probabilità 3.67; intervallo di confidenza al 95% 1.52-8.85). Inoltre, un rischio aumentato di Sindrome di Guillain-Barré si è rilevato per i maschi sottoposti, rispettivamente, alle tutte vaccinazioni stagionali (rapporto di probabilità 2.18; intervallo di confidenza al 95% 1.15-4.15) e solo a quelle con vaccini ad alte dosi (rapporto di probabilità 3.33; intervallo di confidenza al 95% 1.35-8.20). L’evidenza relativa al rischio aumentato di comparsa di Sindrome di Guillain-Barré in età più avanzata e nel sesso maschile è coerente con i dati riportati in letteratura. D’altra parte, quello del differente impatto dei vaccini ad alto dosaggio, rispetto a quelli alle dosi standard, è un riscontro nuovo. Nella stagione vaccinale 2016-2017, per il periodo di tempo 8-21 giorni, i casi osservati hanno dimostrato un rischio di sviluppo della Sindrome di Guillain-Barré di 0.87 (intervallo di confidenza al 95% 0.03-1.61) e 1.11 (intervallo di confidenza al 95% 0.00-2.01) casi per milione di vaccinati, rispettivamente per l’impiego di tutti i vaccini stagionali e solo di quelli ad alte dosi. Non si è rilevato un aumento di rischio per i vaccini a dosi standard.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che è rassicurante sapere che, in generale, le vaccinazioni non abbiano aumentato il rischio di sviluppo di Sindrome di Guillain-Barré. Il leggero aumento della frequenza di comparsa della Sindrome, che comunque rimane nell’intervallo atteso e riguarda il periodo di osservazione di 8-21 giorni, rilevato per tutti i vaccini stagionali ad alte dosi ma non per quelli a dosi standard, potrebbe essere dovuto a fattori propri dei vaccini, come la quantità di antigene o i ceppi coperti, oppure a fattori propri del soggetto vaccinato.           

Tommaso Sacco

Fonte: Surveillance for Guillain-Barré syndrome after 2015-2016 and 2016-2017 influenza vaccination of Medicare beneficiaries; Vaccine, 2019 Oct 8;37(43):6543-6549.