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Terapia genica per le malattie rare

Parere degli esperti |time pubblicato il
Terapia genica per le malattie rare

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La terapia genica è improntata sulla ricerca traslazionale che concerne il trasferimento dei risultati della ricerca dal laboratorio alla clinica, cioè al paziente. La terapia genica è una tecnologia utilizzata nell’ambito delle malattie genetiche per le quali non esistono farmaci e cure efficaci per la presenza di un difetto genetico, come la mutazione in un gene, che può essere solo curata attraverso manipolazioni genetiche del DNA. Il DNA quindi rappresenta il farmaco in grado di riparare un difetto genetico che causa malattie gravissime e incurabili.

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La procedura consiste inizialmente nel prelievo delle cellule staminali ematopoietiche dal midollo osseo dell’anca del paziente. La copia corretta del gene difettoso che causa la malattia viene introdotta nelle cellule staminali del paziente tramite elementi, che sono detti vettori, composti da virus o altre molecole. Le cellule staminali vengono manipolate in laboratorio con tecniche di ingegneria genetica. Le cellule vengono quindi reintrodotte nel paziente per ripristinare la funzione del gene malato con la conseguente produzione della proteina sana.

Le sperimentazioni di terapia genica in alcune malattie genetiche rare sono iniziate negli anni Novanta. La tecnologia è molto complessa perché richiede l’identificazione del difetto genetico, l’applicazione di esperimenti di ingegneria genetica, la validazione in laboratorio e nei modelli animali della malattia, e infine gli studi clinici sui pazienti.

Gli studi di terapia genica sono effettuati su alcune malattie: immunodeficienze primarie, malattie neurodegenerative, malattie metaboliche, disturbi legati all’emoglobina, tumori solidi ed ematologici, malattie autoimmuni e patologie del sistema neuromuscolare [1].

Negli ultimi vent’anni la ricerca scientifica ha visto i primi risultati dell’efficacia della terapia genica grazie al lavoro di molti ricercatori, e oggi alcuni pazienti con malattie rare hanno migliorato la qualità di vita e sono più vicini alla possibilità di guarire. Alcuni bambini con malattie genetiche rare traggono maggior vantaggio dalla terapia genica e oggi sono migliorate le loro condizioni di vita.

Una rara malattia genetica chiamata ADA-SCID (immunodeficienza combinata da deficit di adenosina deaminasi) è una grave malattia del sistema immunitario causata dall'alterazione del gene che produce un enzima chiamato adenosin deaminasi (ADa). Questo gene riveste un ruolo chiave nella maturazione dei linfociti e la sua alterazione genetica provoca la comparsa in età precoce di infezioni serie persistenti. Oggi, grazie alla ricerca, è stata approvata la prima terapia genica al mondo con le cellule staminali.

La leucodistrofia metacromatica è una grave malattia rara neurodegenerativa dell’infanzia che altera lo sviluppo motorio e cognitivo dovuta a una mutazione genetica. A questo proposito, mi sono occupata di terapia genica della leucodistrofia metacromatica al Telethon Institute for Gene Therapy di Milano [2].

La terapia genica è in fase avanzata sulla leucodistrofia metacromatica come per la sindrome di Wiskott-Aldrich, un raro difetto del sistema immunitario caratterizzato anche da autoimmunità [3].

Recentemente sono in corso studi per valutare la possibilità di curare la beta-talassemia (malattia genetica tipica dell’area mediterranea) con la terapia genica, che risolverebbe ai pazienti il grave problema di doversi sottoporre a continue trasfusioni. La terapia genica si sta sperimentando in laboratorio anche per altre malattie del sistema immunitario e l’emofilia.

In conclusione, la terapia genica richiede ancora molto tempo per una più vasta applicazione in clinica, ma rappresenta una chiave di volta per le malattie genetiche rare che colpiscono soprattutto l’età infantile e non possono essere curate in alcun modo ad oggi.

Alessandra Trojani - ASST Grande Ospedale Metropolitano Niguarda, Milano

Bibliografia

  1. Naldini L. Genetic engineering of hematopoiesis: current stage of clinical translation and future perspectives. EMBO Mol Med 2019 Mar;11(3). pii: e9958.
  2. Consiglio A, Quattrini A, Martino S, et al. In vivo gene therapy of metachromatic leukodystrophy by lentiviral vectors: correction of neuropathology and protection against learning impairments in affected mice. Nat Med 2001;7(3):310-6.
  3. Ferrua F, Cicalese MP, Galimberti S, et al. Lentiviral haemopoietic stem/progenitor cell gene therapy for treatment of Wiskott-Aldrich syndrome: interim results of a non-randomised, open-label, phase 1/2 clinical study. Lancet Haematol 2019;6(5):e239-e53.