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Sindrome di Sjögren: Il punto sulle attuali conoscenze

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Sindrome di Sjögren: Il punto sulle attuali conoscenze

La Sindrome di Sjögren è una malattia rara a meccanismo autoimmune che è stata definita e descritta per la prima volta nel 1933 dall’oculista Henrik Sjögren.

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La storia della Sindrome di Sjögren è iniziata nel 1933, quando il già citato oculista descrisse, in una tesi, le caratteristiche cliniche di 19 donne che sembravano avere la stessa patologia. Oggi si sa che le alterazioni tipiche della malattia sono dovute a meccanismi autoimmunitari  e riguardano alcune ghiandole esocrine, come quelle che secernono saliva e lacrime. La Sindrome di Sjögren può presentarsi da sola, oppure associata con altre malattie autoimmuni.

Le scoperte di Sjögren non ebbero adeguato riscontro fino al 1965: solo allora si iniziò a parlare di criteri per la diagnosi e di possibili terapie, per arrivare al 1986 quando si organizzò il primo Simposio Internazionale sulla Sindrome di Sjögren.

Durante il Simposio Internazionale dedicato a tale malattia di quest’anno si sono discussi e ulteriormente perfezionati i criteri utili a individuare la malattia, rendendoli omogenei e accettati da tutti gli specialisti ad essa interessati: oculisti, reumatologi, otorinolaringoiatri ed ematologi. Sono state presentate anche delle Linee Guida per la valutazione dell’efficacia della terapia. Tali Linee Guida  serviranno per lo sviluppo dei farmaci da usare in questa indicazione. Si è parlato di tecniche di diagnosi avanzate e non invasive come l’ecografia delle ghiandole salivari e la ricerca nel sangue di molecole che sono presenti solo nelle persone che hanno la malattia e i cui cambiamenti possono misurare la risposte alle cure.

La valutazione dei geni associati alla Sindrome di Sjogren è anch’essa molto importante, sia per quantificare rischio che la malattia si sviluppi, che per individuare i futuri obiettivi delle cure.

Infine, si sono dibattuti importanti aspetti, quali l’associazione fra Sindrome di Sjögren e linfoma.

Tra le sfide nelle quali i ricercatori si stanno ricerca impegnando, c’è anche quella dello sviluppo di cure per controllare sintomi che pesano molto sulla vita dei malati, come astenia e alterazioni delle funzioni cognitive.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Medscape