Le ricerche sulla Sindrome di Laron utili per comprendere i meccanismi del cancro

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Le ricerche sulla Sindrome di Laron utili per comprendere i meccanismi del cancro

Una revisione della letteratura, eseguita da ricercatori israeliani, ha illustrato come tra gli studi fatti sulla Sindrome di Laron, ce ne siano alcuni che raccolgono informazioni utili a comprendere meglio i meccanismi di sviluppo dei tumori. In particolare, chiariranno il ruolo dell’IGF-1 nella fisiopatologia del cancro.      

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La Sindrome di Laron è una malattia endocrinologica rara che ha una causa genetica. Essa dipende, infatti, da una mutazione dei geni che codificano la produzione del recettore dell’ormone della crescita. Si manifesta con un inadeguato accrescimento dell’organismo, cioè comn nanismo, accompagnato da obesità. Questa Sindrome è quella caratterizzata meglio, fra tutte le patologie correlate a carenza o a effetto inadeguato del fattore di crescita dell’insulina-1. Una caratteristica della Sindrome che ha stimolato molte linee di ricerca è quella di avere un effetto “protettivo” nei confronti del cancro, dimostrato da studi epidemiologici che hanno osservato che le persone con la Sindrome di Laron non sviluppano tumori. La Sindrome è stata identificata per la prima volta in ebrei di origine yemenita e, in seguito, se ne sono raccolte casistiche nei Paesi Mediterranei, nel Medio Oriente, nel Sud dell’Asia e in Ecuador. Gli autori della revisione hanno stimato in 4-500 il numero dei casi della Sindrome diagnosticati nel Mondo. In un gruppo di 230 malati, di età fino a 85 anni, nessuno ha sviluppato tumori, a prescindere dall’assunzione di farmaci a base di IGF-1 o GH. Diciotto casi di neoplasia (8.3%) sono stati osservati in 218 parenti di primo grado, 25 (22.1%) in 113 parenti meno prossimi e 5 (5.8%) in 86 fratelli dei soggetti con la Sindrome. In altre casistiche sono stati raccolti riscontri simili, in termini di mancato sviluppo del cancro. La Sindrome di Laron è una sorta di modello di carenza congenita di IGF-1. L’IGF-1 ha un ruolo determinante nel regolare il ricambio delle cellule di molti tessuti e, in particolare, degli epiteli. Infatti, tale fattore stimola la riproduzione e riduce l’apoptosi degli elementi cellulari che costituiscono i tessuti. Ricerche epidemiologiche hanno rilevato che concentrazioni elevate di IGF si sono associate a un aumento del rischio di sviluppo di neoplasie della mammella, della prostata, dei polmoni, del tessuto connettivo e del colon-retto. I processi mediante i quali l’ormone favorisce la comparsa e la progressione dei tumori non sono stati del tutto chiariti, ma si sa che, una volta che una cellula è diventata neoplastica, la sua sopravvivenza dipende anche dagli effetti dell’IGF-1. A partire da queste evidenze, vari studi hanno analizzato i geni dei malati e i meccanismi che li correlano con lo sviluppo delle neoplasie. Si è rilevato che, in generale, il corredo genetico delle persone affette dalla Sindrome si associa a una riduzione della motilità, dell’accrescimento, del controllo del ciclo di vita della cellula e della sua trasformazione neoplastica. Le ricerche proseguono e da esse si spera di trarre informazioni utili a comprendere meglio i meccanismi di sviluppo dei tumori.

Gli autori della revisione hanno definito la Sindrome di Laron come una “miniera” di informazioni per comprendere i processi che rendono neoplastica una cellula e che permettono alle cellule tumorali di evolvere. La definizione di tali processi potrebbe costituire la base per la messa a punto di nuove cure.       

Tommaso Sacco

Fonte: Laron Syndrome Research Paves the Way for New Insights in Oncological Investigation; Cells 2020, 9(11):2446

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