Sindrome di Turner: quadro clinico e evoluzione

Parere degli esperti |
Fact checked
Sindrome di Turner: quadro clinico e evoluzione

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


La sindrome di Turner è una malattia genetica rara che colpisce esclusivamente il sesso femminile. Fu descritta per la prima volta nel 1938 dal medico americano Henry Turner che aveva riscontrato in sette pazienti caratteristiche fenotipiche comuni quali la bassa statura e l’assenza o l’incompleto sviluppo dei caratteri sessuali secondari. Solo più tardi nel 1959 Ford osservò in una paziente affetta l’assenza di uno dei due cromosomi X.

Potrebbe interessarti anche…

La sindrome di Turner presenta un’incidenza di circa 1/2000-1/2500 casi su nate vive, tuttavia sottostimata a causa del numero elevato di feti affetti che esita in aborto. È una cromosomopatia caratterizzata dall’assenza totale o parziale di uno dei due cromosomi X con o senza linee cellulari a mosaico, la cui diagnosi di certezza è data quindi dallo studio del cariotipo. Il 60% delle pazienti presenta una monosomia X(45 XO) in cui è presente uno solo dei due cromosomi sessuali. Nel mosaicismo, invece, solo alcune cellule presentano l’assenza del cromosoma X e il quadro clinico può essere più o meno espresso in relazione alla percentuale di cellule patologiche presenti.

Ci sono poi numerosi casi in cui il cromosoma X presenta alterazioni strutturali qualiad esempiole delezioni minori, le delezioni maggiori (riguardanti le braccia lunghe o corte del cromosoma X), l’isocromosoma (cromosoma X formato da due braccia lunghe o da due braccia corte) e il cromosoma ad anello con perdita parziale di materiale genetico nel punto di fusione dei due estremi. In alcuni casi il cariotipo può contenente materiale Y, ovveropuò essere presente un intero cromosoma Y anomalo o solo una sua parte, talvolta così piccola da poter essere visualizzata solo con tecniche di genetica molecolare. In questi casi vi è un elevato rischio di degenerazione maligna delle gonadi (gonadoblastoma) e sussiste pertanto l’indicazione a una loro asportazione. L’eziologia è attualmente sconosciuta. La monosomia può avere origine sia nel corso dell’ovogenesi sia nel corso della spermatogenesi, sia dopo la fecondazione.

Nel 75% dei casi si ha la perdita del cromosoma X paterno, nel 25% quella del cromosoma X materno. Il quadro clinico della sindrome di Turner è caratterizzato dalla bassa statura, dal difettoso sviluppo delle gonadi (disgenesia gonadica) e da molteplici alterazioni fenotipiche nessuna delle quali tuttavia è da sola patognomonica ai fini della diagnosi. Esiste poi una correlazione genotipo-fenotipo che va da una maggiore espressività del quadro clinico nelle pazienti con monosomia a quadri più sfumati in quelle con mosaicismo o alterazioni strutturali della X.

Le pazienti con sindrome di Turner hanno un potenziale di crescita staturale ridotto, sia prenatale che postnatale. Alla nascita nell’80-100% dei casi sono piccole per l’età gestazionale (SGA), sia per peso che per lunghezza, anche se il peso talvolta può risultare falsamente elevato per la presenza di una condizione di linfedema. Si assiste poi a un ritardo dell’accrescimento postnatale con statura normale nei primi tre anni di vita ma inferiore alla media e una velocità di crescita bassa a partire già dal primo anno. Dopo i tre anni di vita compare una significativa decelerazione della velocità di crescita staturale che nel periodo prepuberale porta la statura al di sotto nella norma (sotto il 3° centile o le –2,0 DS). A seguire la velocità di crescita staturale e il deficit staturale si mantengono costanti. Nel periodo peripuberale la mancata accelerazione della velocità di crescita ovvero il mancato picco puberale (che si realizza sotto la spinta degli estrogeni) può esitare, nel periodo postpuberale, in un deficit staturale importante. Fanno eccezione le pazienti con elevato bersaglio genetico per la correlazione positiva tra statura del soggetto e la statura bersaglio familiare. La statura finale risulta quindi, tranne rare eccezioni, fortemente deficitaria e si attesta mediamente attorno ai 143-147 cm.

Nella sindrome di Turner durante i primi mesi di vita fetale le ovaie si sviluppano regolarmente, poi vanno incontro a una riduzione del numero degli ovociti con sostituzione del parenchima da parte del tessuto fibroso (streak gonads). Alla nascita i follicoli possono essere completamente assenti o possono essere presenti solo alcune cellule germinative in via di degenerazione che scompaiono completamente con la pubertà. Ne conseguono amenorrea e sterilità. Solo in una minima percentuale le ovaie mantengono una funzione sufficiente per dare avvio allo sviluppo puberale e solo in pochi casi si può arrivare ad avere un menarca spontaneo. Rari sono poi i casi segnalati di gravidanze spontanee, in genere nei mosaicismi. A parte queste rare eccezioni, la sindrome di Turner esita in una condizione di infertilità permanente.

Le alterazioni fenotipiche che possono portare al sospetto diagnostico sono a carico del volto, del collo, del torace, della cute e dell’apparato scheletrico. Ptosi palpebrale, epicanto, strabismo, displasia dei padiglioni auricolari, orizzontalizzazione della tuba di Eustachio, palato arcuato, micrognazia, malocclusione, malapposizione dentaria sono le più frequenti anomalie fenotipiche del volto. Il collo può essere corto e largo con basso impianto dei capelli sulla nuca e pterigium colli. Linfedema alle mani e ai piedi, nevi pigmentati, displasia ungueale, alopecia, vitiligine, possono interessare cute e annessi. Il torace può presentarsi a scudo con apparente aumento della distanza tra i capezzoli a causa dell’eccessiva ampiezza del torace e capezzoli rientranti. A carico dello scheletro si possono riscontrare cubito valgo, brevità delle ossa metacarpali, scoliosi. Questi aspetti del fenotipo non devono sfuggire agli occhi di un attento esaminatore e devono orientare il sospetto diagnostico.

Spesso nella sindrome di Turner sono presenti anche alterazioni a carico del cuore e dei vasi sanguigni: tra queste tipica è la stenosi dell’arco aortico, responsabile di ipertensione arteriosa secondaria. Malformazioni renali quali il rene a ferro di cavallo, l’aplasia renale e il doppio distretto renale possono complicare il quadro clinico. Nel corso della malattia poi le pazienti possono sviluppare diabete mellito non insulino-dipendente o la comparsa di autoimmunità tiroidea o di celiachia. Molte ragazze con la sindrome di Turner soffrono poi di disturbo di attenzione/iperattività. Tuttavia i deficit intellettivi sono rari.

La diagnosi può essere fatta a qualsiasi età. Alla nascita i principali motivi di consultazione specialistica sono la presenza di linfedema delle mani e dei piedi e la cardiopatia, durante l’infanzia la bassa statura e nel corso dell’adolescenza il ritardo o il mancato sviluppo puberale. Dopo aver accertata la diagnosi è necessario procedere a un attento e scrupoloso follow-up mediante esami clinici, laboratoristici e strumentali per scrinare tutte le possibili patologie e complicanze associate, onde poter mettere in atto una adeguata terapia. Il piano terapeutico varia da paziente a paziente, in base alla gravità della malattia, alla presenza o meno di complicanze e all’età. Particolare attenzione va riservata alla curva di crescita staturale. Il più precocemente possibile o quando si assiste a una deflessione della curva di crescita è possibile, anche in assenza di un vero e proprio deficit di ormone della crescita (GH), sottoporre le pazienti con sindrome di Turner a terapia con GH fino al raggiungimento della statura definitiva. Questa terapia, se iniziata precocemente, consente di superare i 150 cm di statura. Nel corso della terapia con GH sono necessari regolari controlli clinici, laboratoristici ed endocrinologici. In presenza di disgenesia gonadica è indicata la terapia ormonale steroidea sostitutiva, che può essere iniziata con estrogeni a dosaggi molto bassi verso gli 11-12 anni di età. Quando lo spessore endometriale ha raggiunto i 5 mm, è opportuno iniziare la somministrazione combinata di estroprogestinici da proseguire in età adulta. Le pazienti con menarca e cicli spontanei sono potenzialmente fertili e possono andare incontro a gravidanza ma sono a maggior rischio di mortalità cardiovascolare.

Possono essere poi necessarie terapie per la ridotta tolleranza glucidica o il diabete come la dieta o gli ipoglicemizzanti orali oppure la terapia antipertensiva, la dieta priva di glutine in presenza di celiachia, gli ormoni tiroidei in caso di ipotiroidismo. La profilassi antibiotica può essere necessaria in presenza malformazioni cardiache. Trattamenti ortodontici, e protesi acustiche sono auspicabili nel caso di problemi odontoiatrici o di deficit uditivi. Va poi incoraggiata un’assunzione adeguata di calcio nella dieta e un eventuale supplemento orale di calcio e vitamina D per prevenire o trattare l’osteoporosi. Sono consigliati poi trattamenti linfatici drenanti in caso di linfedema.

La Sindrome di Turner è quindi una malattia complessa, multiorgano e multisistemica che la paziente sia presa in carico da parte di un’équipe multispecialistica che comprenda pediatri, endocrinologi, chirurghi, cardiologi, psicologi e neuropsichiatri infantili, le cui competenze devono essere finalizzate a un lavoro di squadra teso alla salvaguardia della qualità della vita delle pazienti e delle loro famiglie.

Bibliografia di riferimento

  • Loscalzo ML. Turner syndrome. Pediatr Rev 2008;29:219-27.
  • Okada Y. The quality of life of Turner women in comparison with grown-up GH-deficient women. Endocr J 1994;41:345-54.
  • Ranke MB, Saenger P. Turner’s syndrome. Lancet 2001;358:309-14.
  • Sybert VP, McCauley E. Turner’s syndrome. N Engl J Med 2004 Sep 16;351(12):1227-38.
Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.