Incidenza della Sindrome di Guillain-Barré dopo la vaccinazione per il COVID-19

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Incidenza della Sindrome di Guillain-Barré dopo la vaccinazione per il COVID-19

Esperti statunitensi hanno eseguito una ricerca per valutare l’effetto dei vaccini somministrati per la prevenzione dell’infezione da COVID-19 sulla frequenza di comparsa della Sindrome di Guillain-Barré. I risultati indicherebbero un aumento dell’incidenza della Sindrome dopo la somministrazione del vaccino tipo Ad.26COV2.S.

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Seguendo nel tempo l’effetto dei vaccini su ampie popolazioni si possono individuare eventi indesiderati rari, che non sono stati registrati negli studi precedenti la registrazione di tali prodotti. Hanson e colleghi hanno eseguito uno studio per verificare l’incidenza della Sindrome di Guillain-Barré dopo la vaccinazione per la prevenzione dell’infezione da COVID-19, confrontando anche l’effetto dei diversi vaccini. I dati sono stati ottenuti da un archivio denominato Vaccine Safety Datalink (datalink della sicurezza del vaccino), che integra le informazioni raccolte da otto diversi sistemi di assistenza sanitaria degli Stati Uniti. Nel complesso si sono analizzati, tra il novembre 2021 e il febbraio 2022, i dati di 10.158.003 soggetti di età ≥12 anni. La casistica aveva ricevuto i seguenti vaccini: Ad.26COV2.S (Janssen) BNT162b2 (Pfizer-BioNTech) o mRNA-1273 (Moderna). In particolare, dei vaccini a mRNA erano state somministrate due dosi tra il 13 dicembre 2020 e il 13 novembre 2021. È stata considerata la comparsa di sintomi della Sindrome di Guillain-Barré entro 84 giorni dalla vaccinazione, con diagnosi confermata dai dati della cartella clinica. Inoltre, sono state confrontate l’incidenza e le caratteristiche dei casi della Sindrome registrati dopo la vaccinazione con quelle abituali relative alla malattia. I risultati hanno indicato che, nel periodo di osservazione, sono state somministrate 15.120.073 dosi di vaccini a 7.894.989 soggetti di età media 46.5 anni. Le dosi somministrate alle femmine sono state 8.138.318 (53.8%), quelle ricevute da soggetti ispanici sono state 3.671.199 (24.3%), quelle somministrate a cittadini asiatici sono state 2.215.064 (14.7%) e quelle ricevute da bianchi sono state 6.266.424 (41.4%). Il numero di dosi dei tre vaccini sono state: per quello della Janssen 483.053, per quello della Pfizer-BioNTech 8.806.595 e per quello della Moderna 5.830.425. In soggetti che avevano ricevuto il vaccino della Janssen sono stati confermati 11 casi di Sindrome di Guillain-Barré. L’incidenza non compensata della malattia per 100.000 persone-anno nei 21 giorni successivi alla vaccinazione con questo vaccino è stata di 32.4 (intervallo di confidenza la 95% 14.8-61.5), significativamente superiore ai valori abituali, e il rischio relativo compensato di comparsa della patologia nei primi 21 giorni, rispetto ai giorni fra il 22° e il 42° dalla somministrazione del vaccino della Janssen, è stato di 6.03 (intervallo di confidenza la 95% 0.79-147.79). I casi confermati della Sindrome di Guillain-Barré in chi aveva ricevuto gli altri vaccini sono stati 36. L’incidenza non compensata per 100.000-anno nei primi 21 giorni dopo la somministrazione dei vaccini della Pfizer-BioNTech e della Moderna è stata di 1.3 (intervallo di confidenza la 95% 0.7-2.4) e il rischio relativo compensato ottenuto confrontando i primi 21 giorni e con i secondi 21 giorni dalla somministrazione è stato di 0.56 (intervallo di confidenza la 95% 0.21-1.48). Confrontando l’incidenza di comparsa della Sindrome di Guillain-Barré registrata in chi aveva ricevuto il vaccino della Janssen con quella dei soggetti ai quali erano stati somministrati i vaccini della Pfizer-BioNTech e della Moderna si è ottenuto un rischio relativo compensato di 20.56 (intervallo di confidenza al 95% 6.94-64.66).

Nelle conclusioni gli autori hanno evidenziato che, in base ai risultati del loro studio, si è osservato un aumento dell’incidenza della Sindrome di Guillain-Barrè dopo la somministrazione del vaccino Ad.26.COV2.S e hanno aggiunto che continua il monitoraggio.

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