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Come si sviluppa la narcolessia

Intervista |time pubblicato il
Come si sviluppa la narcolessia

Giuseppe Plazzi, Professore Associato di Neurologia dell’Università di Bologna, Responsabile del Centro delle Malattie del Sonno del Dipartimento di Scienze Biomediche e Neuromotorie della stessa Università ed esperto di livello mondiale della narcolessia, ha rilasciato un’intervista che passa in rassegna i vari aspetti della malattia. Nella prima parte, parla della storia della narcolessia e del modo in cui essa si manifesta.

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Giuseppe Plazzi ricorda che la narcolessia è stata la prima malattia del sonno definita clinicamente, già nel 1880, da Jean-Baptiste-Edouard Gelinau, un medico francese. La narcolessia è una malattia rara di riscontro più frequente in soggetti pediatrici e in giovani adulti. Dall’altra, come segnalato anche dal Presidente dell’Associazione dei Malati, la diagnosi definitiva spesso viene formulata molti anni dopo la comparsa dei primi sintomi. La manifestazione più tipica della narcolessia, e quella sempre presente, sia nella forma di tipo 1 che in quella di tipo 2, è l’eccessiva sonnolenza diurna. Come indica Giuseppe Plazzi essa consiste in accessi di sonno che il malato “sente arrivare”, ma che non riesce in alcun modo a contrastare. Ciò fa sì che si addormenti in situazioni e in condizioni imprevedibili con evidenti ripercussioni negative sulla sua vita quotidiana. Una caratteristica specifica di questi episodi di addormentamento è quella dello sviluppo immediato di una fase di sonno REM, cioè di quella fase del sonno che, normalmente, sopraggiunge dopo un’ora o un’ora e mezza dall’addormentamento. Un altro sintomo, specifico della narcolessia di tipo 1, è la cataplessia, essa può manifestarsi in forma totale o parziale. Nel primo caso il malato cade per una perdita improvvisa del tono dei muscoli di tutto l’organismo, mentre nel secondo caso la perdita di tono riguarda solo alcuni muscoli, come quelli del volto. Quasi sempre, a provocare gli attacchi di cataplessia sono emozioni positive, come quelle che provocano il riso. La persona con narcolessia di tipo 1 resta comunque cosciente, pur non potendo reagire per alcuni secondi alla perdita di tono dei muscoli, sia durante gli attacchi di cataplessia parziale, che totale. Per completare la descrizione delle manifestazioni della narcolessia, Giuseppe Plazzi fornisce indicazioni relative alle paralisi del sonno e alle allucinazioni che, nelle persone affette da questa malattia, si possono presentare nelle fasi di addormentamento e di risveglio.

Tommaso Sacco
Video: Marco Marcotulli