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Ridotti livelli di vitamina D come spia di una maggiore gravità della sclerodermia

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Ridotti livelli di vitamina D come spia di una maggiore gravità della sclerodermia

Nelle persone con sclerodermia, o sclerosi sistemica, si riscontrano molto spesso ridotti livelli di vitamina D. Tale evidenza si associa a una forma più aggressiva della malattia, con il coinvolgimento di diversi organi, specialmente polmoni e cuore.

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La sclerodermia è una malattia cronica del tessuto connettivo su base autoimmunitaria, in cui si verifica il progressivo accumulo di tessuto fibroso nella cute e negli organi interni. È stato osservato che la vitamina D ha diverse proprietà, inclusi effetti immunomodulanti, cioè modula la funzione del sistema immunitario, e cardioprotettivi, cioè aiuta a mantenere integra la struttura del cuore, e, pertanto, sembrerebbe in grado di contrastare i meccanismi patologici della sclerodermia.

Groseanu e colleghi hanno verificato quali concentrazioni di vitamina D siano effettivamente presenti nei malati di sclerodermia e hanno determinato se esistano rapporti tra le concentrazioni del micronutriente e l’andamento della sclerodermia.

A tal fine, sono stati studiati 51 soggetti con sclerodermia nei quali i ricercatori hanno misurato i livelli di vitamina D nel sangue e valutato le alterazioni a carico di vari organi e apparati, alcuni esami di laboratorio relativi al sistema immunitario, la gravità della malattia e la Qualità di Vita delle persone arruolate.

Lo studio ha evidenziato che solo il 9,8% dei malati aveva valori di concentrazione di vitamina D nel sangue (cioè superiori a 30 mg/ml) accettabili, mentre il 66,6% dei soggetti presentava livelli insufficienti e il 23,5% aveva una carenza di tale vitamina. Non è stata evidenziata una correlazione tra concentrazione di vitamina D ed età, sesso, presenza e concentrazione di autoanticorpi, coinvolgimento della pelle o uso di integratori di vitamina D. È stata invece evidenziata un’associazione tra concentrazioni nel sangue di vitamina D e capacità di diffusione di una molecola denominata monossido di carbonio a livello polmonare (espressione di un danno a livello del polmone), alterazioni della funzione del cuore, contrazioni anomale delle dita e debolezza muscolare ed è stata messa in luce una tendenza allo sviluppo di ipertensione polmonare, cioè aumento del valore della pressione del sangue nei vasi sanguigni dei polmoni. I livelli di vitamina D possono dunque, secondo questo studio, rappresentare un utile indicatore della gravità della sclerosi sistemica.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Low vitamin D status in systemic sclerosis and the impact on disease phenotype; European Journal of Rheumatology 2016;3(2):50-55