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Un recente articolo indicherebbe che molte diagnosi di PANDAS sono sbagliate

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Un recente articolo indicherebbe che molte diagnosi di PANDAS sono sbagliate

Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha rilevato che solo una minima quota di soggetti afferiti a un centro specializzato con una precedente diagnosi di PANDAS rispondeva ai criteri stabiliti per definire la presenza della malattia.

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I PANDAS, in inglese Pediatric Autoimmune Neuropsychiatric Disorder Associated with A Streptococci, traducibile in italiano con Disordine Autoimmune Pediatrico Associato allo Streptococco A, sono condizioni molto dibattute. Secondo alcuni non sarebbero malattie vere e proprie, ma piuttosto l’associazione di patologie diverse. Secondo altri, ivi comprese le Associazioni dei malati, non ci sarebbero dubbi circa il fatto che si tratti di malattie e il problema sarebbe l’inadeguata attenzione dei medici al problema, che ne farebbe individuare molti meno casi di quelli reali. A complicare lo scenario, c’è anche il dibattito riguardo ai criteri da utilizzare per confermare la diagnosi di PANDAS. Uno studio eseguito negli Stati Uniti ha valutato le caratteristiche di tutti i soggetti afferiti alla Divisione Pediatrica di Malattie Infettive dopo che avevano ricevuto una diagnosi di PANDAS. Sono stati presi in esame, fra gli altri, caratteristiche generali, storia clinica, patologie associate, sintomi, precedenti cure, esami di laboratorio, strategie della gestione ed effetti delle terapie. I risultati hanno indicato che, dal 2003 al 2013, erano stati 21 i giovani con diagnosi di PANDAS già formulata che si erano rivolti al Centro specializzato. Di essi, solo 5 rispondevano ai criteri riconosciuti per l’individuazione della patologia, mentre 8 avevano malattie psichiatriche che spesso rappresentano la diagnosi da valutare in alternativa. Nelle conclusioni gli autori sottolineano che la maggioranza dei casi arrivati al Centro come PANDAS non aveva questa malattia e ipotizzano che, se i medici fossero informati più dettagliatamente sui PANDAS, si ridurrebbe il rischio di diagnosi errate.

In un editoriale di commento, pubblicato nello stesso numero della rivista, Harvey Singer riprende l’argomento dei criteri riconosciuti per l’identificazione dei PANDAS, li passa brevemente in rivista e fornisce indicazioni sulla loro applicazione nella pratica clinica.

Tommaso Sacco

Fonti: