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Passati in rivista i meccanismi fisiopatologici dell’atassia di Friedreich

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Passati in rivista i meccanismi fisiopatologici dell’atassia di Friedreich

Un gruppo di specialisti dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma ha pubblicato un articolo nel quale si passano in rivista i meccanismi fisiopatologici alla base dell’atassia di Friedreich, prospettando anche linee di ricerca su soluzioni terapeutiche che intervengano su tali meccanismi.

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L’ atassia di Friedreich è una malattia che provoca alterazioni del sistema nervoso, dovute ad alterazioni genetiche, e per le quali oggi non ci sono cure. Nella maggior parte dei casi, si determina una ripetizione anomala della sequenza dei seguenti tre nucleotidi: guanina, alanina, alanina. Tale modificazione si verifica nel primo introne del gene chiamato FXN e questo, a sua volta, provoca una marcata riduzione della produzione della proteina frataxina. La frataxina è localizzata nei mitocondri e contribuisce a mantenere l’omeostasi del ferro nelle cellule. La mancanza assoluta o relativa della frataxina limita la sintesi di molecole che contengono ferro e zolfo e ciò causa l’accumulo di ferro nei mitocondri e alterazioni degli enzimi propri di queste strutture che ne impediscono il corretto funzionamento e, soprattutto, limitano lo smaltimento dei radicali liberi. Il sovraccarico di radicali liberi danneggia le cellule e ne provoca la distruzione. Le conseguenze di questi fenomeni nelle cellule del sistema nervoso sono all’origine di sintomi come disartria, areflessia e difficoltà nel cammino, ma i danni possono riguardare anche le cellule del muscolo cardiaco, con alterazioni anche gravi a carico del cuore. La Rosa e colleghi, nel loro articolo, hanno approfondito la trattazione dei meccanismi fisiopatologici dell’atassia di Friedreich citando, oltre ai processi che coinvolgono la frataxina, anche alterazioni dei meccanismi interni alle cellule che riguardano la regolazione della trascrizione dei geni. In particolare, si ridurrebbero l’espressione e il passaggio nel nucleo della cellula di una proteina denominata NRF2, che è fondamentale per la risposta delle cellule all’accumulo di radicali liberi. All’alterazione dello smaltimento di questi composti dovuta alla carenza di frataxina si aggiungerebbe, quindi, la limitata funzione dei processi di eliminazione dei radicali liberi che dipendono dalla proteina NRF2. L’espressione, la stabilità e l’attivazione di questa proteina può essere modulata da varie molecole sintetiche e naturali e gli autori della revisione li hanno passati in rivista nel loro articolo.                    

Nelle conclusioni, La Rosa e colleghi prospettano interessanti sviluppi, per la messa a punto di cure dell’atassia di Friedreich, basati proprio sull’identificazione dei meccanismi fisiopatologici della malattia e sull’individuazione di marcatori biologici che permettano la personalizzazione delle terapie, detossificazione, stress ossidativo.

Tommaso Sacco

Fonte: The NRF2 Signaling Network Defines Clinical Biomarkers and Therapeutic Opportunity in Friedreich's Ataxia; International Journal of Molecular Sciences, 2020; 21 (3) Jan 30.