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Neuromielite ottica: identificato un marcatore del rischio di recidive

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Neuromielite ottica: identificato un marcatore del rischio di recidive

Un gruppo di esperti giapponesi ha presentato, al Congresso dell’ECTRIMS i risultati di una ricerca che ha valutato diversi marcatori dell’andamento delle recidive della neuromielite ottica. I risultati hanno indicato che elevate concentrazioni di una molecola, denominata proteina gliale fibrillare acidica, sono associate a recidive più precoci.

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Come riportato nella scheda dedicata alla patologia, la neuromielite ottica non è considerata oggi un’unica malattia, ma piuttosto una serie di patologie che condividono un meccanismo di danno autoimmune e un risultato, di tale danno, consistente nella demielinizzazione di uno o di ambedue i nervi ottici e di altre strutture del sistema nervoso centrale. Per tale motivo, questo insieme di malattie si definisce disordini dello spettro della neuromielite ottica (in inglese Neuromyelitis Optica Spectrum Disorders: NMOSDs). In maniera simile alle forme più diffuse di sclerosi multipla, anche la neuromielite ottica ha un andamento che, nel tempo, alterna recidive a periodi di remissione. Per adattare le strategie di cura all’evoluzione nel tempo della malattia, sarebbe importante poter prevedere la comparsa delle recidive e, per questo, gli esperti sono alla ricerca di marcatori biologici della loro insorgenza. Al Congresso dell’ECTRIMS del 2020 Watanabe e colleghi hanno presentato i risultati di uno studio che ha valutato tale aspetto. Essi sono partiti dalla considerazione che i meccanismi autoimmuni caratteristici degli NMOSDs comportano alterazioni degli astrociti, cellule del sistema nervoso. Alcune ricerche hanno dimostrato, che nelle fasi acute degli NMOSDs, si rilevano concentrazioni elevate, nel liquido cefalorachidiano o nel sangue, di due molecole denominate, rispettivamente, proteina gliale fibrillare acidica (Glial Fibrillary Acidic Protein: GFAP) e S100B. Si tratta di due neurofilamenti a catena leggera caratteristici degli astrociti. I neurofilamenti a catena leggera hanno già dimostrato di essere indicativi della comparsa di recidive della sclerosi multipla, mentre non è stato chiarito se essi o le GFAP o le S100B abbiano lo stesso ruolo prognostico nella neuromielite ottica. Gli autori hanno quindi valutato tale aspetto calcolando le concentrazioni medie delle GFAP, S100B e dei neurofilamenti in 47 campioni di sangue di 18 persone con neuromielite ottica in remissione da almeno 6 mesi. Tali soggetti sono stati seguiti per periodi fino a 10 anni, stabilendo i seguenti limiti, per distinguere valori alti e bassi dei tre marcatori: 141.6 pg/ml per le GFAP, 8.6 pg/ml per le S100B e 33.9 pg/ml per i neurofilamenti. Sono stati applicati specifici metodi statistici per compensare i dati rispetto a età, sesso, tempo dall’ultima recidiva e cure assunte. Venticinque primi campioni raccolti dopo la recidiva dai 18 soggetti studiati, dei quali 11 hanno avuto una recidiva e 7 ne hanno avute due, sono stati selezionati per le analisi. Nelle persone del gruppo con le GFAP più alte le successive recidive si sono presentate più precocemente, rispetto a quelle del gruppo con le GFAP più basse. Il tempo di comparsa delle recidive è stato, nei due gruppi, rispettivamente di 922 e 3710 giorni, con una differenza statisticamente significativa: 0.0047. Per il primo gruppo, rispetto al secondo, è stato calcolato anche un rischio più elevato di recidive future: rapporto di rischio non compensato 5.6 (intervallo di confidenza al 95% 1.5-21.0; p=0.010) e rapporto di rischio compensato 9.5 (intervallo di confidenza al 95% 1.9-47.0; p=0.0061). Al contrario, concentrazioni elevate di S100B e neurofilamenti non hanno permesso di identificare il rischio di recidive.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che le GFAP nel loro studio hanno dimostrato di avere un valore prognostico di future recidive in persone con NMOSD stabili. Essi hanno anche proposto interpretazioni circa l’inadeguatezza degli altri due marcatori nel fornire lo stesso tipo di indicazione.            

Tommaso Sacco

Fonte: Ectrims