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I micobatteri hanno un ruolo nello sviluppo della Sindrome di Sjögren?

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I micobatteri hanno un ruolo nello sviluppo della Sindrome di Sjögren?

Un gruppo di esperti statunitensi ha passato in rivista le evidenze a supporto del ruolo dei micobatteri nello sviluppo della Sindrome di Sjögren. Tali evidenze sono abbastanza solide da suggerire l’opportunità di valutare l’efficacia di una cura diretta contro i micobatteri nel trattare la Sindrome di Sjögren.

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La Sindrome di Sjögren è una malattia autoimmune che finisce per coinvolgere tutto l’organismo, ma che inizialmente danneggia ghiandole esocrine, come quelle che producono la saliva e il liquido lacrimale, determinando secchezza della bocca, o xerostomia, e secchezza degli occhi. Altri sintomi con i quali si può manifestare la Sindrome sono infiammazione e dolore diffuso a diverse articolazioni, dolori ai muscoli, infiammazioni dei vasi della cute e di altri tessuti, alterazioni del tessuto interstiziale dei muscoli e altre manifestazioni ancora. I principali autoanticorpi caratteristici della Sindrome di Sjögren, il dosaggio dei quali contribuisce a confermare la diagnosi, sono denominati anti-Ro (SSA) e anti-La (SSB). Allo sviluppo della Sindrome di Sjögren, come a quello di altre malattie autoimmunitarie, si ritiene che contribuiscano una predisposizione genetica e fattori ambientali inducenti. Uno dei fattori genetici che predispongono a sviluppare la malattia è costituito dalle varianti del gene della proteina 3 inducibile dal fattore di necrosi tumorale alfa (in inglese tumor necrosis factor alpha inducible protein 3: TNFAIP3). Esso codifica una proteina chiamata anche A20. Se questa proteina è carente o non funziona bene perché è mutata, si altera la risposta infiammatoria dei macrofagi verso i micobatteri. I micobatteri costituiscono un genere di batteri che comprende sia elementi in grado di provocare malattie gravi come tubercolosi e lebbra, sia bacilli diffusi nell’ambiente e innocui per l’uomo. Il meccanismo attraverso il quale l’esposizione a micobatteri diversi da quello della tubercolosi contribuisca allo sviluppo della Sindrome di Sjögren sarebbe il seguente: la predisposizione genetica sopracitata favorirebbe un “errore” nella risposta immunitaria quando l’organismo viene a contatto con tali microrganismi e ciò porterebbe alla produzione di autoanticorpi che attivano l’infiammazione autoimmune. Fra i micobatteri ai quali si attribuisce questo ruolo ce n’è uno denominato Mycobacterium avium paratubercolosis. Esso è causa di una malattia degli animali ruminanti, la malattia di Johne, che consiste in un’infiammazione dell’intestino.Il Mycobacterium avium paratubercolosis gioca il ruolo di fattore inducente ambientale anche in altre malattie autoimmuni e, nella Sindrome di Sjögren, si è osservata una somiglianza fra una proteina del micobatterio e le proteine Ro e La nei confronti delle quali vengono prodotti gli autoanticorpi specifici. Se tale meccanismo sarà confermato, si potranno valutare, nella Sindrome di Sjögren, l’efficacia della vaccinazione con il bacillo di Calmette-Guerin, nota per proteggere dalle infezioni da micobatteri non tubercolari e in parte anche dalla tubercolosi, e quella dei farmaci diretti contro i micobatteri. A supporto di tale ipotesi sperimentale c’è l’efficacia della vaccinazione sopracitata nel diabete di tipo 1 e nella sclerosi multipla, due malattie autoimmunitarie.

Nelle conclusioni gli autori hanno sottolineato che confermare il ruolo dei micobatteri nella fisiopatologia della Sindrome di Sjögren può aprire nuovi orizzonti nella prevenzione e nella cura della Sindrome.           

Tommaso Sacco

Fonte: What is the evidence that mycobacteria are associated with the pathogenesis of Sjogren’s syndrome? Journal of Translational Autoimmunity 2021; 4: 100085