MENU SEZIONE
MENU SEZIONE

Una malnutrizione può complicare la sclerodermia

Notizia

PUBBLICATO

Una malnutrizione può complicare la sclerodermia

Un gruppo di esperti britannici ha fatto il punto sui problemi nutrizionali associati alla sclerodermia. Nelle conclusioni che ne hanno tratto si sottolinea l’importanza di considerare con attenzione le conseguenze della malattia a carico di apparato gastroenterico e livello di nutrizione.

ISCRIVITI ALLA NEWSLETTER!
Rimani in contatto e sempre aggiornato sulle ultime notizie.

www.fondazioneserono.org/newsletter/

La sclerodermia è una malattia rara provocata da un alterato funzionamento del sistema immunitario, che determina un aumento dello spessore del tessuto connettivo. Il tessuto connettivo si trova in tutte le parti dell’organismo, quindi la sclerodermia può sviluppare le sue lesioni ovunque, ma, fra le localizzazioni più frequenti, c’è il tessuto sottocutaneo, vale a dire quello situato al di sotto della pelle, che presenta un caratteristico anomalo ispessimento. Forme di inadeguata nutrizione (malnutrizione) di varia gravità sono presenti nelle persone con sclerodermia: una delle pubblicazioni segnalate dagli autori ha quantificato in 18% la frequenza di vere e proprie malnutrizioni in soggetti con sclerodemia. Per questo, gli autori di questo articolo hanno passato in rivista la letteratura scientifica sull’argomento, allo scopo di fornire indicazioni sulla gestione di tali problemi.

La malnutrizione associata alla sclerodermia ha molte cause. Tutto l’intestino può essere colpito dalle lesioni tipiche della malattia e ciò provoca alterazioni della contrazione delle pareti (motilità) di esofago, stomaco e intestino tenue e crasso (colon e retto). Fra le conseguenze della localizzazione all’esofago c’è lo sviluppo di un reflusso del contenuto dello stomaco in esofago e più a monte verso la faringe, che richiede cure specifiche, ma non sembra correlarsi con malnutrizione. Quando invece la sclerodermia colpisce la parete dello stomaco, si determina una condizione definita gastroparesi, vale a dire paralisi dello stomaco, che comporta sintomi con senso precoce di sazietà, nausea e vomito e questi sintomi inducono malnutrizione con elevata frequenza. Se è il retto a essere interessato dalle lesioni, si può verificare una stipsi grave  e in qualche caso una pseudo-ostruzione. Questa condizione definisce un quadro caratterizzato da mancata progressione nel contenuto all’interno dell’intestino e da sintomi, come grave gonfiore, nausea e vomito, che possono impedire ai malati di alimentarsi regolarmente. Ma la sclerodermia può anche modificare il funzionamento di fegato e pancreas, con conseguenti alterazioni dell’assorbimento di sostanze nutritizie: grassi e vitamine, zuccheri e proteine. Ciò modifica, anche in modo grave, lo stato nutrizionale. Nell’articolo si citano altri fattori, come i meccanismi dell’infiammazione caratteristici della sclerodermia, che possono contribuire allo sviluppo della malnutrizione.

Nei malati di sclerodermia è importante una verifica dello stato nutrizionale, da ripetersi nel tempo, perché questo può ripercuotersi sulla sopravvivenza. Fra i fattori che aumentano la mortalità in chi è affetto a questa malattia ci sono bassi valori di indice di massa corporea. Nei casi nei quali venga accertato uno stato di malnutrizione, esiste un ampio ventaglio di soluzioni da applicare. Nei soggetti meno gravi e con una funzionalità adeguata degli organi dell’apparato gastroenterico, il primo approccio consiste in consigli dietetici personalizzati in mod da supplire alle carenze. Nelle persone con funzione più compromessa, si possono impiegare varie forme di nutrizione artificiale, da quella che attraverso una sonda porta alimenti specifici direttamente nello stomaco o nell’intestino tenue, alla nutrizione parenterale che consiste nella somministrazione di elementi nutritizi direttamente nel circolo sanguigno.

Nelle conclusioni dell’articolo, Harrison e colleghi raccomandano una maggiore attenzione ai problemi nutrizionali nelle persone con sclerodermia, sia nella pianificazione di ulteriori ricerche, che nella gestione clinica.

Tommaso Sacco

Fonte: Malnutrition in systemic sclerosis; Rheumatology (2012) 51 (10): 1747-1756.