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L’Agenzia Europea dei Farmaci ha autorizzato l’impiego clinico del pitolisant nella narcolessia

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L’Agenzia Europea dei Farmaci ha autorizzato l’impiego clinico del pitolisant nella narcolessia

L’Agenzia Europea dei Farmaci (in inglese European Medicines Agency: EMA) ha autorizzato l’impiego clinico del pitolisant nella cura della narcolessia con o senza cataplessia. Il pitolisant è la prima molecola sviluppata specificatamente per la terapia di questa malattia e riduce sia la sonnolenza diurna che la frequenza di attacchi di cataplessia.

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La narcolessia è caratterizzata da un’eccessiva sonnolenza durante il giorno, da alterazioni del sonno notturno e da momenti di perdita totale del tono dei muscoli, in occasione degli attacchi di cataplessia. Si tratta di una patologia rara, ma che comporta, nei casi più gravi, elevati livelli di disabilità. La malattia è dovuta alla perdita di cellule, normalmente presenti nel cervello, che producono un ormone denominato oressina o ipocretina. Ad oggi non esistono trattamenti che guariscano la narcolessia, ma solo farmaci che ne migliorano i sintomi. Prima dell’introduzione del pitolisant, le molecole più impiegate sono state il modafinil, efficace soprattutto sulla sonnolenza diurna, e il sodio oxibato, somministrato con l’obiettivo di migliorare il sonno e prevenire la cataplessia. Ambedue tali prodotti possono provocare effetti indesiderati anche gravi. Il pitolisant è la prima molecola messa a punto e sviluppata specificatamente per la narcolessia. Essa ha un meccanismo d’azione originale che ha, come effetto finale, l’attivazione di vie, che trasmettono stimoli nel cervello, denominate istaminergiche. Nei numerosi studi clinici, eseguiti in molti paesi europei, il farmaco ha dimostrato di essere altrettanto o più efficace dei prodotti finora disponibili e di comportare un rischio basso di effetti indesiderati. Per il momento ne è stato autorizzato l’impiego clinico nei soggetti adulti, ma sono in corso studi per confermarne l’efficacia e la sicurezza in bambini e in adolescenti.

Nonostante alcuni dei sintomi della narcolessia siano abbastanza caratteristici, questa malattia viene individuata, in Italia, in un numero di casi molto più basso di quello stimabile sulla base dei dati epidemiologici e con grande ritardo. La speranza è che la disponibilità di un nuovo efficace farmaco aumenti l’attenzione dei medici verso questa patologia evitando ritardi ed errori nella diagnosi.

Tommaso Sacco

Fonte: EMA