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La sclerodermia può aumentare il rischio di infarto

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La sclerodermia può aumentare il rischio di infarto

Una ricerca, che ha coinvolto 1344 persone con sclerodermia e altrettanti individui non affetti da questa malattia, ma paragonabili per tutte le altre caratteristiche, ha dimostrato che la presenza della malattia si associava ad un significativo aumento di rischio di infarto miocardico e che la terapia con immunosoppressori non riduceva tale rischio.

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La sclerodermia è provocata da un alterato funzionamento del sistema immunitario, che determina un aumento dello spessore del tessuto connettivo. Il tessuto connettivo si trova in tutte le parti dell’organismo, quindi la sclerodermia può sviluppare le sue lesioni ovunque, anche a carico dei vasi sanguigni e delle strutture del cuore. Queste alterazioni, a loro volta, possono rendere più frequenti infarti del muscolo del cuore, il miocardio.

Con questo studio si è voluto ovviare alla penuria di dati che confermassero se la sclerodermia aumentasse realmente il rischio di infarto miocardico, e di quanto, rispetto ad una popolazione paragonabile, ma non affetta dalla malattia. Si sono valutati 1344 malati di sclerodermia, dei quali alcuni in cura con farmaci soppressori delle funzioni del sistema immunitario (immunosoppressori) e altri non trattati, confrontandoli con una popolazione che per età, sesso e altre caratteristiche era paragonabile.

I casi di infarto del miocardio sono stati 535 e 313, rispettivamente nelle persone con  sclerosi multipla e nei soggetti presi come gruppo di controllo, con una differenza di rischio statisticamente significativa: p <0.001. Ulteriori approfondimenti dell’analisi hanno dimostrato che la sclerodermia da sola aumentava di 2.5 volte il rischio di infarto e che altri fattori, che facevano crescere il rischio di circa due volte indipendentemente dalla presenza di sclerodermia, erano: aumentata pressione arteriosa e diabete. Di tutte le terapie immuno-soppressive somministrate, cortisonici (steroidi), penicillamina, ciclofosfamide, azatioprina, metotrexato e ciclosporina, nessuna ha mostrato di diminuire il rischio di infarto.

Questi dati sono interessanti e, sebbene necessitino di ulteriori conferme, suggerirebbero di seguire con attenzione le persone con sclerodermia per quanto riguarda la funzione di cuore e vasi e, possibilmente, di intervenire sui fattori modificabili che contribuiscono ad aumentare il rischio di infarto: abitudini di vita, peso, pressione arteriosa e diabete.

Tommaso Sacco

Fonte: Increased Risk of Acute Myocardial Infarction in Systemic Sclerosis: A Nationwide Population-based Study; American Journal of Medicine 2013; 126(11): 982-8.