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Impiego di farmaci psicotropi nella Sindrome di Prader-Willi

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Impiego di farmaci psicotropi nella Sindrome di Prader-Willi

Un gruppo di esperti ha eseguito una revisione della letteratura sull’uso dei farmaci psicotropi nelle persone affette dalla Sindrome di Prader-Willi. Ne sono emerse indicazioni importanti per l’utilizzo selettivo di alcuni prodotti in base al tipo di problema psicologico o psichiatrico che si può presentare.

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La Sindrome di Prader-Willi si può manifestare con quadri complessi che possono comportare problemi metabolici, modificazione della struttura fisica, alterazioni dei comportamenti e disturbi mentali. In particolare, ci possono essere comportamenti auto-lesionistici, che fanno sì che le persone si provochino dei danni fisici, iperfagia, cioè assunzione di notevoli quantità di cibo, e psicosi. Per questo motivo i farmaci psicotropi, che si usano per trattare le psicosi, sono usati in questa indicazione. Bonnot e colleghi hanno passato in rivista, in maniera sistematica, gli articoli pubblicati sull’impiego dei farmaci psicotropi nella Sindrome di Prader-Willi. Hanno raccolto un totale di 241 pubblicazioni che, dopo un’accurata selezione, hanno permesso di individuare ricerche cliniche riguardanti, nell’insieme, 102 soggetti. I farmaci impiegati in tali studi sono stati: risperidone, fluoxetina, naltrexone, topiramato, fluvoxamina, mazindol, N-acetilcisteina, rimonabant e fenfluramina.

Dall’analisi eseguita è emerso che il topiramato può essere particolarmente utile nei casi di autolesionismo e comportamenti impulsivi e aggressivi, il risperidone è indicato invece in presenza di sintomi psicotici e la N-acetilcisteina per le forme di autolesionismo denominate dermatillomania. Queste consistono nel continuo strofinamento, graffiamento e pizzicamento della pelle. L’approccio con farmaci ad altre alterazioni del comportamento caratteristiche della Sindrome di Prader-Will è stato poco studiato e quindi necessita di future ricerche. Le informazioni raccolte da questa analisi della letteratura scientifica sono importanti perché i problemi psicologici e psichiatrici associati alla Sindrome possono essere molto difficili da gestire. D’altra parte, un uso mirato delle molecole disponibili è determinante perché esse hanno effetti collaterali, come l’aumento dell’appetito e del peso, che vanno attentamente considerati in un complessivo bilancio fra rischi e benefici.

Tommaso Sacco

Fonte: Psychotropic treatments in Prader-Willi syndrome: a critical review of published literature; European Journal of Pediatrics, 2016 Jan;175(1):9-18.