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Gestione dei problemi della fertilità negli adolescenti con Sindrome di Klinefelter

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Gestione dei problemi della fertilità negli adolescenti con Sindrome di Klinefelter

Due pubblicazioni hanno fatto il punto sugli approcci che si possono applicare per gestire i problemi di fertilità che si presentano nella Sindrome di Klinefelter. Ad oggi, i metodi di preservazione della fertilità impiegati in questa casistica variano molto e quindi sarebbe opportuno pubblicare delle Linee Guida sull’argomento.

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Zganjar e colleghi, nell’introduzione del loro articolo, hanno spiegato che si sono fatti molti progressi nella definizione dei problemi di infertilità che si possono presentare nelle persone con la Sindrome di Klinefelter, ma hanno aggiunto che mancano Linee Guida sul trattamento di questo aspetto della Sindrome. Per questo hanno passato in rivista gli attuali approcci applicati in tali soggetti. Per farlo hanno formulato un questionario che è stato sottoposto ai membri delle seguenti Società Scientifiche degli Stati Uniti: Società per lo Studio della Riproduzione Maschile, Società di Endocrinologia Pediatrica e Società di Endocrinologia. Il questionario conteneva domande relative all’esperienza e all’attività clinica dello specialista che lo compilava e ai trattamenti impiegati nella gestione dei problemi di fertilità della Sindrome di Klinefelter negli adolescenti. Infatti, alcuni degli approcci più efficaci vanno applicati proprio in questa fascia di età. Sono stati raccolti 232 questionari, 133 (57%) compilati da Endocrinologi degli adulti, 60 (26%) da Endocrinologi pediatri e 39 (17%) da Urologi. Il 69% dei compilatori lavorava in Centri Universitari, il 62% era in attività da più di 10 anni e il 65% aveva ricevuto un addestramento specifico per la gestione della Sindrome di Klinefelter. Tutti gli specialisti hanno dichiarato di consigliare la preservazione dello sperma nella fase avanzata della pubertà, mentre molti di essi erano in disaccordo con l’applicazione di questo approccio nella prima parte della pubertà. Il 78% ha concordato sulla necessità di proporre una biopsia del testicolo se nello sperma non si sono riscontrati spermatozoi e l’età migliore per eseguire tale procedura è variata, in maniera ampia, fra gli specialisti che hanno risposto al questionario. Tra i motivi dell’avvio della terapia con testosterone più citati ci sono stati: la presenza di sintomi di ipogonadismo (28%), il riscontro di valori aumentati di gonadotropine (15%) e il rilievo di concentrazioni elevate di testosterone (15%).

Nello stesso numero della rivista è stato pubblicato un commento all’articolo di Zganjar e colleghi nel quale sono stati forniti ulteriori dettagli sul quadro endocrinologico complesso che si può presentare nelle persone con Sindrome di Klinefelter. Ad esempio, si segnala che le concentrazioni di testosterone spesso rimangono stabili quando gli adolescenti affetti dalla Sindrome entrano nell’età adulta e, quindi, non c’è la necessità di somministrare il testosterone in tutti maschi con questa malattia. Dai risultati dell’indagine riportati nell’articolo risulta invece una tendenza prevalente a somministrare il testosterone anche negli adolescenti senza sintomi. Questa e altre problematiche dibattute suggerirebbero la necessità di proporre Linee Guida sull’argomento.        

Tommaso Sacco

Fonti