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La gestione dell’idrosadenite suppurativa in presenza di malattie del metabolismo

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La gestione dell’idrosadenite suppurativa in presenza di malattie del metabolismo

L’idrosadenite suppurativa non si limita a sviluppare alterazioni a carico degli strati profondi della pelle, ma spesso si associa ad alterazioni del metabolismo che rientrano nella Sindrome Metabolica. Nell’ottica di una gestione più completa della malattia, è necessario tenere conto di questo aspetto per aiutare i malati, non solo con la terapia medica, ma anche incoraggiando quelle modifiche dello stile di vita in grado di migliorare il metabolismo.

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L’idrosadenite suppurativa è una malattia infiammatoria cronica della pelle che si associa ad alterazioni metaboliche quali la resistenza all’insulina, l’obesità, l’ipercolesterolemia e l’ipertensione arteriosa. Alcune di queste patologie o alterazioni metaboliche fanno parte della Sindrome Metabolica.

Che l’idrosadenite suppurativa non sia una malattia confinata esclusivamente alla pelle, è confermato dal rilievo ch, il tipo di dieta che favorisce lo sviluppo della Sindrome Metabolica, stimola anche un’eccessiva produzione di sebo, con il coinvolgimento degli ormoni androgeni, e favorisce un’abnorme crescita di alcune cellule del follicolo pilo-sebaceo. Il follicolo pilo-sebaceo è la struttura che comprende il pelo (follicolo pilifero) e la ghiandola sebacea, responsabile della produzione del sebo.

E’ noto che anche altre malattie infiammatorie sistemiche, cioè i cui effetti si diffondono in tutto l’organismo, quali l’artrite reumatoide e la psoriasi sono associate alla sindrome metabolica.

L’artrite reumatoide è un’infiammazione delle articolazioni che provoca dolori, gonfiori, rigidezza degli arti e difficoltà di movimento. È una malattia progressiva che tende a diventare cronica e colpisce le articolazioni mobili del corpo: mani (tranne le ultime falangi), piedi, polsi, gomiti, caviglie, spalle e anche colonna vertebrale (la giunzione delle prime tre vertebre). La psoriasi è una malattia infiammatoria, cronica e non contagiosa della pelle, caratterizzata dalla comparsa di chiazze di pelle ispessita, arrossata e infiammata, spesso coperte da scaglie di color argenteo.

Studi condotti su ampie popolazioni hanno rilevato che, nelle persone con idrosadenite suppurativa, rispetto a quelle non affette dalla malattia, il rischio che sia presente la Sindrome Metabolica è maggiore del 60%.

I medici stanno dando sempre maggiore importanza all’associazione tra idrosadenite suppurativa e Sindrome Metabolica, soprattutto poiché molti dei farmaci utilizzati per trattare la malattia possono modificare e spesso peggiorare alcune delle condizioni caratteristiche della Sindrome metabolica. Ad esempio l’acitretina può peggiorare i livelli nel sangue dei lipidi; gli anti-androgeni, un gruppo di sostanze in grado di prevenire o inibire gli effetti degli androgeni, possono provocare un notevole aumento di peso ed aumentare il rischio di trombosi. La trombosi è una alterazione caratterizzata dalla formazione di occlusioni (trombi) all’interno dei vasi sanguigni, siano questi arterie, vene o capillari. I tessuti irrorati dal sangue rimangono quindi senza ossigeno e nutrimento e sono danneggiati.

Tuttavia altri farmaci utilizzati nel trattamento dell’idrosadenite suppurativa possono invece avere effetti positivi sulla Sindrome Metabolica, riducendo i livelli delle sostanze che aumentano lo stato infiammatorio e normalizzando il rapporto tra colesterolo “buono” (definito colesterolo HDL) e colesterolo “cattivo” (colesterolo LDL). È il caso dei farmaci biologici, prodotti di nuova generazione studiati per agire su una singola molecola o struttura della cellula oppure della metformina, un farmaco che si usa per il trattamento del diabete di tipo 2, che migliora il controllo della glicemia e altri processi del metabolismo.

La prevenzione e la cura della Sindrome Metabolica, infine, non possono prescindere da modifiche delle abitudini di vita a rischio, che hanno effetti positivi anche sull’idrosadenite suppurativa. Diversi studi hanno infatti dimostrato che, dopo una consistente riduzione del peso, ottenuta cambiando la dieta o eseguendo interventi chirurgici specifici, si è verificata una risoluzione delle lesioni dell’idrosadenite suppurativa. Un’abitudine da eliminare è quella del fumo, poiché i fumatori affetti da idrosadenite suppurativa tendono ad avere manifestazioni più gravi della malattia, a causa dell’effetto negativo della nicotina, la principale sostanza assorbita fumando, sulle strutture del follicolo pilo-sebaceo. La cessazione del fumo, d’altro canto, rallenta anche lo sviluppo della Sindrome Metabolica, quindi una singola modifica delle abitudini, ottiene un doppio effetto positivo.

Testi a cura della redazione scientifica Editamed

Fonte: Management of Hidradenitis Suppurativa in Patients with Metabolic Comorbidities; Annals of Dermatology 2016 Apr; 28(2): 147–151.

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