Fondazione Cesare Serono
FONDAZIONE CESARE SERONO

L'informazione è salute

Funzioni cognitive nei bambini con Sindrome di Prader-Willi in trattamento con ormone della crescita

Notizia|timepubblicato il
Funzioni cognitive nei bambini con Sindrome di Prader-Willi in trattamento con ormone della crescita

Un gruppo di ricercatori olandesi ha pubblicato i risultati di uno studio nel quale sono state valutate le funzioni cognitive di bambini con la Sindrome di Prader-Willi in cura con ormone della crescita. I risultati hanno indicato che la somministrazione del trattamento permette una normale evoluzione delle funzioni cognitive.

Potrebbe interessarti anche…

Vari autori hanno dimostrato che i bambini con la Sindrome di Prader-Willi, se non trattati correttamente, hanno un’alterazione delle funzioni cognitive che può essere da lieve a moderata. Studi a breve termine hanno osservato effetti positivi della somministrazione dell’ormone della crescita nel correggere tale alterazione. Donze e colleghi hanno esteso l’osservazione di tali effetti a un periodo di otto anni. Inoltre, è stato valutato il diverso impatto della somministrazione dell’ormome della crescita, a seconda che la sua somministrazione fosse iniziata nell’infanzia o in tempi successivi. Si è trattato quindi di un’osservazione longitudinale, eseguita su 43 bambini con Sindrome di Prader-Willi, che avevano iniziato ad assumere l’ormone della crescita a 8 anni in media. L’efficienza delle funzioni cognitive rilevata in questi soggetti è stata confrontata con quella di 22 bambini affetti dalla stessa Sindrome, ma che avevano iniziato la cura con ormone della crescita a un’età media di 1.4 anni. Le funzioni cognitive sono state misurate con la Scala pediatrica dell’intelligenza di Wechsler (in inglese Wechsler Intelligence Scale for Children). I sottoesami del test di Wechsler relativi a somiglianze, vocabolario e  disegno con i cubi (in inglese Block Design), mirati a valutare le specifiche funzioni cognitive, sono stati analizzati come deviazioni standard dei punteggi ed è stato misurato il quoziente di intelligenza. La media stimata delle deviazioni standard dei punteggi del sotto-esame del disegno con i cubi è passata da -2.2 (intervallo di confidenza al 95%: da -2.6 a -1.8) all’inizio della cura con l’ormone della crescita a -1.8 (intervallo di confidenza al 95%: da -2.2 a -1.4) dopo 8 anni di assunzione dell’ormone (p=0.18). Le deviazioni standard dei punteggi del sottoesame delle somiglianze sono andate da -1.5 (intervallo di confidenza al 95%: da -2.1 a -0.9) a -1.3 (intervallo di confidenza al 95%: da -1.9 a -0.7, p=0.66). Il quoziente intellettivo totale è passato da 66 (60;72) a 69 (63;75, p=0.57). Le deviazioni standard dei punteggi del sottoesame relativo al vocabolario sono rimasti simili, poiché erano -1.9 (-2.3;-1.4) all’inizio della cura con ormone della crescita e -1.9 (-2.4;-1.5) dopo 8 anni (p=0.85). Dopo gli 8 anni di trattamento, il punteggio del vocabolario e il quoziente di intelligenza totale sono risultati più alti nei bambini che hanno iniziato ad assumere il GH fin dall’infanzia, rispetto a quanto rilevato in quelli che hanno cominciato il trattamento in età successive (p<0.01, p=0.04).        

Nelle conclusioni, gli autori hanno segnalato che le funzioni cognitive dei bambini con Sindrome di Prader-Willi si sono mantenute simili durante la terapia a lungo termine con l’ormone della crescita e sono evolute con lo stesso andamento osservato in soggetti simili non affetti dalla malattia.

Tommaso Sacco

Fonte: Cognitive Functioning in Children With Prader-Willi Syndrome During 8 Years of Growth Hormone Treatment; European Journal of Endocrinology 2020; Jan 1