Impiego di un esoscheletro nella sclerosi laterale amiotrofica

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Impiego di un esoscheletro nella sclerosi laterale amiotrofica

Uno studio eseguito in Giappone ha valutato l’efficacia di un esoscheletro nel migliorare la capacità di cammino di persone con sclerosi laterale amiotrofica. I risultati hanno suggerito che il dispositivo può essere efficace, sia nel preservare, sia nel migliorare la capacità di camminare.

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La sclerosi laterale amiotrofica è dovuta a danni a carico dei motoneuroni che portano ad alterazioni di tutte le funzioni nelle quali sono coinvolte tali cellule: dal mantenimento della posizione eretta al cammino, dalla respirazione alla deglutizione. Pur essendo state introdotte cure che possono ritardare l’evoluzione della malattia, a oggi la maggior parte dei trattamenti è mirata a migliorare i sintomi, impiegando: farmaci che rilassano i muscoli per contrastare la spasticità, specifici esercizi per ridurre la disfagia e riabilitazione convenzionale per limitare il dolore e la perdita di forza e di funzione dei muscoli. In passato l’esercizio fisico veniva evitato per preservare la forza muscolare. Oggi le evidenze raccolte suggeriscono di usare la riabilitazione per supportare i malati di sclerosi laterale amiotrofica nello svolgere le loro attività e per permettere loro di vivere al meglio la loro condizione. Vari autori hanno riportato miglioramenti della funzionalità delle persone affette dalla malattia dopo cicli di esercizio aerobico e di resistenza. Morioka e colleghi hanno valutato l’impiego di un esoscheletro robotico per assistere i malati di sclerosi laterale amiotrofica nel cammino. Tale dispositivo, denominato Hybrid Assistive Limb (abbreviato in HAL, traducibile in arto ausiliario ibrido), è in grado di “percepire” la volontarietà degli atti del movimento sulla base di deboli segnali bioelettrici dell’attività muscolare rilevabili sulla superficie della pelle. In un singolo Centro è stato eseguito uno studio osservazionale, che ha previsto sedute giornaliere di 20-40 minuti di impiego dell’esoscheletro HAL da parte di malati di sclerosi laterale amiotrofica. Tali sedute si sono susseguite per 9-10 giorni in un periodo di almeno 4 settimane. La capacità di camminare è stata valutata usando una prova del cammino di 2 minuti, un test del cammino di 10 metri senza l’uso del dispositivo e un indice specifico per misurare la capacità di svolgere le attività quotidiane. Durante il periodo di osservazione non ci sono stati abbandoni delle sedute né effetti indesiderati dell’uso dell’esoscheletro. La funzione del cammino è migliorata e la prova del cammino di 2 minuti è passata da una distanza coperta al basale di 73.87 metri a 89.90 metri dopo le sessioni di impiego dell’esoscheletro. Il miglioramento è stato statisticamente significativo: p=0.004. Il test del cammino di 10 metri ha evidenziato un sensibile aumento della frequenza dei passi, mentre la velocità del cammino, la lunghezza dei passi e le valutazioni relative alle attività quotidiane non hanno evidenziato cambiamenti statisticamente significativi. Nelle conclusioni gli autori, dopo aver ribadito che l’esoscheletro HAL non è curativo della sclerosi laterale amiotrofica, hanno evidenziato che i risultati del loro studio hanno suggerito la possibile efficacia del dispositivo nel preservare la capacità di cammino dei malati.   

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