Eccessiva mobilità delle dita nella Sindrome di Ehlers-Danlos: il ruolo dell’ortosi

Notizia |
Fact checked
Eccessiva mobilità delle dita nella Sindrome di Ehlers-Danlos: il ruolo dell’ortosi

Un gruppo di esperti scandinavi ha valutato l’efficacia di dispositivi ortopedici per correggere l’eccessiva mobilità delle dita delle persone con la Sindrome di Ehlers-Danlos. I risultati hanno dimostrato che tali dispositivi sono in grado di determinare miglioramenti della funzione delle mani, che andranno confermati in ulteriori studi.

Potrebbe interessarti anche…

L’ipermobilità, o eccessiva mobilità delle articolazioni, consiste nella capacità delle articolazioni di muoversi in misura maggiore del normale. All’origine del problema c’è di solito una carenza di collagene. Quando tale alterazione si presenta in associazione con altri sintomi e influenza negativamente la vita del malato, si configura la Sindrome da ipermobilità delle articolazioni, che ha una frequenza di 2-3 casi su 100. La presenza di ipermobilità delle articolazioni associata alla Sindrome di Ehlers-Danlos costituisce una forma a sé stante. Dei diversi tipi di Sindrome di Ehlers-Danlos, quella caratterizzata dall’eccessiva mobilità delle articolazioni è la più frequente, insieme alla Sindrome di Ehlers-Danlos classica. Fra i sintomi associati più di frequente all’ipermobilità ci sono: astenia cronica, alterazioni del sonno, ansia, depressione e, nella maggior parte dei casi, dolore costante. Il 40% degli studenti con ipermobilità riferisce problemi della scrittura a mano e il 48% è considerato impacciato nei movimenti. I malati che hanno questi problemi riferiscono una carenza di percezione e controllo della posizione delle mani e dei piedi e la necessità di concentrarsi su queste funzioni si ripercuote sulla efficienza di funzioni cognitive come il mantenimento dell’attenzione. Tale problema può essere dovuto alla ridotta forza dei muscoli e a un inadeguato funzionamento del sistema propiocettivo, vale a dire di quell’insieme di stimoli diretti al cervello che permettono a quest’ultimo di definire in qualsiasi momento la posizione delle parti dell’organismo rispetto all’ambiente circostante. Jensen e colleghi hanno eseguito una ricerca che ha avuto lo scopo di valutare se l’ortosi applicata alle dita è in grado di ridurre i tempi di esecuzione di prove indicative della funzionalità delle mani. Per ortosi si intende l’impiego di dispositivi ortopedici che abbiano l’obiettivo di prevenire o di correggere alterazioni della funzione o della struttura di ossa e di articolazioni, per evitare movimenti pericolosi da parte dei portatori delle suddette alterazioni. Quattordici persone con Sindrome da ipermobilità delle articolazioni, Sindrome di Ehlers-Danlos con ipermobilità e Sindrome di Ehlers-Danlos classica sono state arruolate nella ricerca. Tutti hanno eseguito tre tipi differenti di prove di funzionalità della mano con il test del blocco e della scatola, quello della scrittura e quello consistente nel prendere in mano delle monete. Tali test sono stati eseguiti, con e senza dispositivi ortopedici, da soggetti nei quali è stata registrata l’attività di alcune aree del cervello. Il tempo necessario per completare ciascuna prova è stato registrato come indicatore dell’efficienza della funzionalità delle mani. Questa è migliorata significativamente (p<0.05) per tutti i test tranne uno, quello di prendere le monete con le mani, quando i malati hanno usato i dispositivi ortopedici. L’attività nella parte di corteccia del cervello denominata area prefrontale si è ridotta in maniera statisticamente significativa quando i malati hanno usato i dispositivi. I risultati delle altre prove non hanno indicato vantaggi significativi.

Gli autori hanno concluso che i risultati della loro ricerca pilota hanno dimostrato l’efficacia dell’ortosi per delle dita nel migliorare la funzione delle mani, ma non hanno permesso di confermare effetti positivi sulla capacità di mantenere l’attenzione. Hanno anche auspicato che studi futuri confermino queste evidenze su una casistica più ampia.                      

Fact checking

Fact checking disclaimer

ll team di Fondazione si impegna a fornire contenuti che aderiscono ai più alti standard editoriali di accuratezza, provenienza e analisi obiettiva. Ogni articolo è accuratamente controllato dai membri della nostra redazione. Inoltre, abbiamo una politica di tolleranza zero per quanto riguarda qualsiasi livello di plagio o intento malevolo da parte dei nostri scrittori e collaboratori.

Tutti gli articoli di Fondazione Merck Serono aderiscono ai seguenti standard:

  • Tutti gli studi e i documenti di ricerca di cui si fa riferimento provengono da riviste o associazioni accademiche di riconosciuto valore, autorevoli e rilevanti.
  • Tutti gli studi, le citazioni e le statistiche utilizzate in un articolo di notizie hanno link o riferimenti alla fonte originale.
  • Tutti gli articoli di notizie devono includere informazioni di base appropriate e il contesto per la condizione o l'argomento specifico.