Artrite idiopatica giovanile, dalle cause alle cure

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Artrite idiopatica giovanile, dalle cause alle cure

Un gruppo di esperti britannici ha pubblicato una revisione della letteratura che ha fatto il punto su tutti gli aspetti dell’artrite idiopatica giovanile. Oltre a riportare i progressi fatti nelle cure, è stata sottolineata la necessità di comprendere meglio i meccanismi della malattia, per trovare soluzioni per i malati che oggi non rispondono ai trattamenti.      

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Il termine artrite idiopatica giovanile si riferisce a tutte le forme di artrite cronica dell’infanzia che provoca alterazioni, non solo delle articolazioni, ma anche di strutture non articolari come occhi, pelle e organi interni. Come criterio generale per la diagnosi è stato stabilito quello della presenza di un’artrite da causa sconosciuta che sia comparsa prima del sedicesimo anno di età e duri per almeno 6 settimane. Nell’articolo si ricorda che l’artrite idiopatica giovanile si divide in diverse forme: oligoarticolare, cioè limitata a poche articolazioni, poliarticolare, sistemica e correlata ad entesite, cioè a un’infiammazione del punto di ancoraggio del tendine sull’osso. Ognuna di queste forme ha caratteristiche specifiche in termini di correlazione con i geni e di gravità dell’infiammazione articolare. D’altra parte, quello che accomuna tutti i tipi di artrite idiopatica giovanile è l’infiammazione dell’articolazione con danneggiamento di porzioni di tessuto. Tra i meccanismi alla base dei danni c’è l’alterazione della membrana sinoviale, quella che racchiude l’articolazione, che provoca una carenza di ossigeno al suo interno. Ad essa consegue il rilascio di mediatori che innescano i processi infiammatori e attivano una serie di circoli viziosi, che fanno evolvere la malattia con meccanismi di autoimmunità. Non è stata individuata un’unica causa dell’artrite idiopatica giovanile e si ritiene che il suo sviluppo dipenda da una concomitanza di fattori genetici predisponenti, di fattori ambientali e di componenti della storia del soggetto come stress, traumi e malattie infettive e di altro tipo. La diagnosi si basa sull’anamnesi, su esami di laboratorio e su indagini per immagine come l’ecografia e la risonanza magnetica. Gli autori della revisione hanno sottolineato che l’esame obiettivo è di fondamentale importanza e deve raccogliere sia i segni di artrite che le evidenze di alterazioni di altri organi e tessuti. Il trattamento dell’artrite idiopatica giovanile inizia con farmaci antiinfiammatori non steroidei seguiti da terapie modificanti la malattia e iniezioni di corticosteroidi nelle articolazioni. Etanercept e adalimumab sono stati tra i primi anticorpi monoclonali usati nella cura dell’artrite idiopatica giovanile e si sono aggiunti al metotrexato, già impiegato in precedenza. Nell’articolo sono stati riportati dati relativi anche alla ridotta risposta alle cure di alcune forme di artrite idiopatica giovanile e si suggeriscono soluzioni su come risolvere tale problema.

Nelle conclusioni gli autori hanno ribadito che la disponibilità sempre più ampia di terapie modificanti la malattia ha migliorato in maniera significativa la gestione dell’artrite idiopatica giovanile e la vita dei malati, ma hanno aggiunto che, per curare i casi che oggi non rispondono ai trattamenti, è necessario approfondire la conoscenza dei meccanismi alla base della patologia.                  

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