Sclerosi Laterale Amiotrofica

Sclerosi Laterale Amiotrofica

La sclerosi laterale amiotrofica, comunemente abbreviata in SLA, è chiamata anche: malattia del motoneurone, malattia di Charcot o Morbo di Lou Gehrig. Quest’ultima denominazione deriva dalla diagnosi formulata, negli anni 30’, a Lou Gehrig, un famoso giocatore di baseball statunitense. Avendo riguardato una persona così nota, la patologia fu associata al suo nome. D’altra parte, più di recente, la correttezza di quella diagnosi è stata messa in discussione. Si stima che ogni anno ci siano circa 3 nuovi casi di sclerosi laterale amiotrofica ogni 100.000 individui e la frequenza, nella popolazione generale dei paesi occidentali, è di 10 malati ogni 100.000. Mentre il primo dei due dati, l’incidenza, non ha mostrato variazioni importanti in tempi recenti, la prevalenza, cioè il numero di persone affette dalla malattia è aumentato progressivamente perché il miglioramento della gestione clinica e delle condizioni di vita dei malati ha prolungato la sopravvivenza dei malati.

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La maggior parte dei casi di sclerosi laterale amiotrofica è sporadica, cioè non si ripete in più membri di una stessa famiglia, e il 5-10% è familiare. Secondo l’Associazione Italiana Sclerosi Laterale Amiotrofica, le persone affette da questa malattia oggi in Italia sono circa 6.000. Sulla base di questi dati, la sclerosi laterale amiotrofica (SLA) è classificata dal Ministero della Salute fra le malattie rare con il codice RF0100. Di SLA ammalano sia i maschi che le femmine, anche se la sua frequenza è leggermente superiore nel sesso maschile e negli adulti. Infatti, il picco di frequenza del suo esordio è intorno ai 60-65 anni. La prevalenza varia fra le diverse aree geografiche, ma non è stato dimostrata alcuna relazione fra residenza in una determinata area e aumento del rischio di sviluppare la malattia.

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Tommaso Sacco

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