Trattamento dell’artrite idiopatica giovanile

Trattamento dell’artrite idiopatica giovanile

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Il primo trattamento a essere somministrato dopo la diagnosi sono i farmaci antiinfiammatori non steroidei, dopo i quali si passa a farmaci modificanti la malattia specifici per le malattie reumatiche. In alternativa o in associazione a tali prodotti ,si eseguono iniezioni di corticosteroidi nelle articolazioni. Con il loro meccanismo d’azione, gli antiinfiammatori non steroidei sviluppano un doppio effetto, sia sul dolore che sull’infiammazione. La somministrazione di corticosteroidi nelle articolazioni ha un’azione diretta sull’infiammazione della sinovia, la membrana che le avvolge, e può essere la cura di prima scelta nelle forme di artrite idiopatica giovanile oligoarticolare, alla quale associare, eventualmente, i farmaci modificanti la malattia. La somministrazione per via sistemica di corticosteroidi è molto efficace, ma ha un effetto di breve durata, specie nelle forme diffuse a vari apparati dell’organismo, e non influenza l’evoluzione a lungo termine della malattia. Inoltre, l’impiego prolungato dei corticosteroidi in bambini e in adolescenti ha importanti effetti indesiderati come osteoporosi, soppressione dell’accrescimento, immunosoppressione e alterazioni del metabolismo. Alcune Società Scientifiche hanno raccomandato la somministrazione precoce di farmaci modificanti la malattia, come metotrexato, leflunomide e/o sulfasalazina. Ciascuno di questi immunosoppressori è indicato in maniera specifica in alcuni tipi di artrite idiopatica giovanile. Un ulteriore livello di trattamento è costituito dai farmaci cosiddetti biologici. I primi a essere indicati in questa malattia sono stati gli anticorpi monoclonali anti-TNFα come etanercept e adalimumab. Più di recente si è aggiunto l’abatacept, in particolare per le forme poliarticolari che non hanno risposto ad almeno un farmaco modificante la malattia o a un anti-TNFα. Per molti anni questo tipo di prodotto ha determinato un miglioramento degli esiti delle terapie in tutti i tipi di artrite idiopatica giovanile, tranne che in quella sistemica, nella quale c’è la necessità di bloccare i meccanismi attivati dalle interleukine 1β e 6. Il primo farmaco con questo meccanismo d’azione a essere registrato è stato il tocilizumab. Tra i farmaci valutati per un futuro impiego clinico nell’artrite idiopatica giovanile ci sono l’anakinra, il rituximab, il tadekinig alfa, l’emapalumab e una nuova classe di farmaci modificanti la malattia biologici cioè gli inibitori delle tirosinchinasi Janus-associate.                

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Evoluzione, qualità di vita e funzionalità fisica

I progressi rilevanti fatti negli ultimi trent’anni nella cura dell’artrite idiopatica giovanile hanno migliorato di molto il controllo della malattia, favorendo il mantenimento della remissione in molti casi. D’altra parte, in una quota importante di malati, tale obiettivo non viene raggiunto ed è necessario proseguire il trattamento in età adulta. In alcune casistiche la remissione completa si ottiene nel 20-25% dei casi, mentre il 50% richiede la continuazione del trattamento. L’impiego dei farmaci biologici ha ridotto il rischio di decesso dall’1-4% degli anni ’70 allo 0.3-1% nel 2016. Una manifestazione che si associa alle lesioni più caratteristiche dell’artrite idiopatica giovanile è l’uveite, e metà dei malati presenta questa patologia in età adulta. In generale, l’evoluzione a lungo termine dipende dal tipo di artrite idiopatica giovanile e da eventuali malattie associate e complicanze.        

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Ultime notizie sull’Artrite Idiopatica Giovanile

Fonti

  • LN Zaripova e coll. Juvenile idiopathic arthritis: from aetiopathogenesis to therapeutic approaches. Pediatric Rheumatology (2021) 19:135
  • SLN Clarcke e coll. Examining Health Outcomes in Juvenile Idiopathic Arthritis: A Genetic Epidemiology Study. ACR Open Rheumatology Vol. 0, No. 0, Month 2022, pp 1–8
  • SM Al-Mayouf e coll. Epidemiology and demographics of juvenile idiopathic arthritis in Africa and Middle East. Pediatric Rheumatology (2021) 19:166
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