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Vitamina D e funzione riproduttiva

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Vitamina D e funzione riproduttiva

E’ stata eseguita una revisione della letteratura scientifica sugli effetti della vitamina D sulla funzione riproduttiva e sulla gravidanza. Gli autori hanno concluso che si dispone di alcune evidenze, ma molti aspetti devono essere ancora approfonditi.

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La vitamina D è nota soprattutto per il suo ruolo nel mantenere un corretto equilibrio del metabolismo del calcio e del fosforo e nel favorire una corretta deposizione di minerali nelle ossa. Evidenze più recenti suggeriscono che la vitamina D possa avere una serie di altri effetti, ad esempio sull’apparto cardiovascolare e sul sistema immunitario. Anche un corretto funzionamento dell’apparato riproduttivo sembra dipendere da una giusta concentrazione di vitamina D nel sangue. Nonostante questo, la carenza di vitamina D continua ad essere molto diffusa in tutto il mondo a causa di vari fattori. E’ sempre più limitata l’esposizione al sole della pelle, che permetterebbe all’organismo di produrre la quantità di vitamina D della quale ha bisogno. I motivi sono: la paura si sviluppare tumori della pelle e la diffusione di abitudini sempre più sedentarie e “casalinghe”. Un altro importante fattore che predispone alla carenza di vitamina D è l’apporto estremamente limitato di tale micronutriente con il cibo perché si mangiano sempre meno gli alimenti, come latte, burro e carni ovine, che ne contengono quantità significative. D’altra parte, non sono abbastanza diffusi i cibi nei quali la vitamina D viene aggiunta, come tipi di latte specifici, e i medici non prescrivono supplementi contenenti il micronutriente a tutte le persone che ne hanno bisogno. Mousa e colleghi hanno eseguito una revisione sistematica della letteratura sull’argomento per individuare le evidenze disponibili sulla relazione fra vitamina D da una parte e, dall’altra, fertilità, concepimento e gravidanza. Si è rilevato che la maggior parte delle informazioni disponibili deriva da studi eseguiti su modelli animali e su tessuti isolati e solo di recente è stato eseguito qualche studio nell’uomo, di tipo osservazionale. L’insieme dei dati disponibili indicherebbe che la carenza di vitamina D favorisca l’infertilità e peggiori gli esiti della gravidanza ma le evidenze delle quali si dispone non permettono di stabilire un rapporto fra causa ed effetto. Per questo, gli autori della revisione auspicano che studi futuri confermino gli effetti positivi della vitamina D sulla funzione riproduttiva, perché ciò potrebbe aggiungere un nuovo approccio per la gestione di alcuni quadri di infertilità.

Tommaso Sacco

Fonte: Vitamin D in Reproductive Health and Pregnancy. Seminars in Reproductive Medicine, 2016 Mar;34(2):e1-13.