Il varicocele: inquadramento clinico e strumentale

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Il varicocele: inquadramento clinico e strumentale

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il varicocele è una condizione abbastanza frequente: si ritiene possa essere presente in circa il 15-20% dei soggetti di sesso maschile.

Viene definito come una dilatazione (“ectasia”) patologica del plesso pampiniforme. Questo è il gruppo di vene che si trovano all’interno dello scroto (sacco cutaneo che contiene i testicoli), originanti dalla vena spermatica interna. La presenza dell’ectasia di per sé non è sufficiente alla diagnosi, ma deve essere presente un reflusso di sangue nel corso dell’aumento della pressione addominale (“manovra di Valsalva”).

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L’accertamento clinico del varicocele

Generalmente è una patologia dell’emiscroto di sinistra, in quanto il meccanismo che porta a formare il varicocele, per ragioni anatomiche, si verifica con frequenza molto maggiore a sinistra.

Il paziente portatore del varicocele spesso non è a conoscenza dell’effettiva presenza della condizione. La diagnosi è di tipo incidentale, in corso di visite eseguite “a scopo di screening” o per altri motivi. Infatti, molti degli studi epidemiologici sull’incidenza del varicocele fanno riferimento alla cosiddetta “visita di leva”.

In alcuni casi, invece, il paziente esegue la visita per la presenza di alcuni sintomi. Talvolta il paziente riferisce senso di peso a livello scrotale o un dolore “sordo”, mal definibile, inguino-scrotale. Questo è un quadro relativamente meno frequente, e comunque il legame tra i sintomi e la presenza del varicocele è dibattuto. Questi sintomi infatti spesso sono presenti anche in assenza di varicocele, mentre la correzione del varicocele spesso non risolve la sintomatologia, e inevitabilmente questo complica il quadro.

Infine, alcuni casi, più rari ma non eccezionali, presentano un’alterazione visibile a livello scrotale. La presenza di vene dilatate è nettamente visibile all’esterno, semplicemente per osservazione dello scroto. Sono questi i quadri di “varicocele clinico di III grado”. Un’ulteriore alterazione osservabile può essere la relativa ridotta dimensione del testicolo di sinistra.

Il sospetto di varicocele: gli accertamenti strumentali

Nel sospetto di varicocele (o in presenza di una diagnosi clinica anche piuttosto certa) è auspicabile che il paziente esegua un’ecografia scrotale. Questa deve essere eseguita in modo attento e comprendere:

  1. la valutazione del grado del varicocele, seguendo una classificazione che sia validata (e riferita nel referto);
  2. il volume testicolare bilaterale, in modo da poter confrontare l’impatto che la patologia (monolaterale) determina sul lato affetto.

È importante che l’ecografia venga svolta sia in clinostatismo sia in ortostatismo (da sdraiato e in piedi). Questo permette infatti di evidenziare il “reflusso patologico” che appunto è necessario per definire il quadro.

Alcuni esami in passato sono stati proposti per migliorare la diagnostica (ad es., la termografia), ma la mancanza di standardizzazione ha portato all’abbandono di tali tecniche. L’uso del mezzo di contrasto nel corso dell’ecografia può sembrare promettente, ma nel concreto i risvolti clinici sono ancora molto dubbi.

Lo spermiogramma è importante

Infine, l’inquadramento del varicocele non può prescindere dalla valutazione dello spermiogramma. In realtà sarebbe meglio fare riferimento a due spermiogrammi eseguiti a distanza di un tempo congruo (60-90 gg), in modo da confermare le eventuali alterazioni. L’esecuzione di due esami separati è considerato lo standard e di recente è entrato nelle linee guida proprio per escludere falsi positivi dovuti a situazioni ambientali transitorie.

Varicocele e infertilità

Il ruolo del varicocele nella genesi dell’infertilità è dibattuto. La presenza della condizione in effetti rappresenta un fattore di rischio per l’infertilità stessa, ma non vi è una correlazione certa e lineare.

Importante una corretta diagnosi del varicocele

Vi è dibattito sulla capacità della correzione chirurgica (indipendentemente dalla tecnica utilizzata).

Va però chiarito che proprio un inquadramento corretto ed eseguito da personale esperto permette di ridurre al minimo trattamenti non giustificati (“overtreatment”) o, al contrario, dilazioni pericolose.

Bibliografia di riferimento

  • EAU Guidelines on Sexual and Reproductive Health 2021, uroweb.org
  • NICE Guidelines od Infertility management 2017 nice.org.uk
  • Scott McDougal W, Kavoussi LR, Novick AC, et al. Campbell-Walsh – Urology, 10th edition, vol 1. Saunders, 2011.
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