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La vaccinazione anti-HPV dell’uomo infertile

Parere degli esperti |time pubblicato il
La vaccinazione anti-HPV dell’uomo infertile

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Il Papilloma virus (HPV, Human Papilloma Virus) è responsabile di una delle infezioni sessualmente trasmesse più diffuse nel mondo. Secondo i dati pubblicati dal WHO (World Health Organization) nel 2016, infatti, le persone infettate dall’HPV sono state 219 milioni [1].

L’infezione è contratta attraverso il contatto con le mucose genitali e/o orali infette ed è spesso asintomatica, condizione che spiega l’ampia diffusione del virus tra gli individui sessualmente attivi. L’uso del profilattico è dunque fortemente consigliato, sebbene non elimini completamente il rischio di trasmissione dell’infezione poiché il Papilloma virus può comunque entrare in contatto con le mucose e la cute lasciate scoperte.

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In base al tipo di lesione cellulare che sono in grado di provocare i diversi ceppi di HPV sono distinti in genotipi a basso rischio e genotipi ad alto rischio. I genotipi a basso rischio oncogeno causano lesioni cellulari benigne (verruche, condilomi, papillomi) e l’infezione raramente è correlata allo sviluppo di tumori.  I genotipi ad alto rischio oncogeno invece possono provocare lesioni cellulari precancerose o cancerose.

Sebbene nella maggior parte dei casi l’infezione da Papilloma virus tenda a risolversi spontaneamente, infatti, in presenza di genotipi ad alto rischio oncogeno una piccola percentuale di queste infezioni può risultare persistente e predisporre il soggetto infetto allo sviluppo di lesioni cellulari di tipo neoplastico.

Il tumore al collo dell’utero è causato da infezioni persistenti di HPV e rappresenta la quarta patologia tumorale più frequente nelle donne.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità ogni anno si registrano nel mondo circa 500.000 nuovi casi di carcinoma alla cervice uterina e 270.000 decessi, tuttavia, l’infezione da Papilloma e lo sviluppo di tumori a essa correlati non sono solo un problema femminile [2]. Indipendentemente dal genere, infatti, l’HPV può essere responsabile del tumore dell’ano, della cavità orale (lingua, bocca e tonsille) e del tratto oro-faringeo.

Nell’uomo la prevalenza dell’infezione da Papilloma virus è in media del 20% e principalmente il virus è presente a livello della regione anale, perineale, scrotale e uretrale [3]. Recenti studi hanno inoltre evidenziato la presenza del Papilloma virus anche nel liquido seminale ipotizzando un suo possibile effetto negativo sulla fertilità maschile.

Nei soggetti infertili la prevalenza dell’infezione nel campione seminale è pari al 16% e numerosi studi hanno dimostrato che il Papilloma virus è in grado di legare sia gli spermatozoi sia le cellule epiteliali di sfaldamento del tratto genitale [4,5].

La presenza dell’HPV nel liquido seminale altera la qualità del campione riducendo sia la concentrazione sia la motilità degli spermatozoi.

Nei soggetti positivi per la presenza del Papilloma virus nel liquido seminale la ridotta motilità spermatica sembra inoltre essere correlata all’aumento della concentrazione degli anticorpi anti-spermatozoi (ASA, antisperm antibodies) che, prodotti dal sistema immunitario dell’individuo, sono capaci di legare la superficie delle cellule spermatiche rallentandone il movimento [6].

Sulla base dei risultati ottenuti in vitro utilizzando il modello animale è stato ipotizzato che gli spermatozoi infetti possano fungere da vettore dell’infezione all’interno dell’ovocita fecondato e influenzare negativamente lo sviluppo embrionario, con conseguente riduzione della capacità di impianto degli embrioni a livello uterino.

Se ciò trovasse conferma anche nell’uomo, riuscirebbe dunque a giustificare il minor tasso di gravidanza e la maggiore percentuale di aborto spontaneo che si osservano nelle coppie che, spontaneamente o ricorrendo a trattamenti di procreazione medicalmente assistita, ricercano la gravidanza e presentano l’HPV nel liquido semimale [7,8].

Negli ultimi anni sono stati sviluppati dei vaccini anti-HPV al fine di proteggere la popolazione dall’infezione e dalle patologie tumorali causate dal virus [9]. L’OMS consiglia la vaccinazione a tutti gli individui sia di sesso femminile sia di sesso maschile, preferibilmente prima del primo rapporto sessuale in quanto questo rappresenta il principale fattore di esposizione al Papilloma virus. Per questa ragione in Italia il Ministero della Salute ha organizzato un programma di prevenzione e di screening dell’infezione da HPV e dei tumori da esso causati che prevede la vaccinazione gratuita dei bambini e delle bambine di età compresa tra gli 11 e 12 anni.

I vaccini presenti in commercio, sviluppati mediante la tecnologia del DNA ricombinante, sono costituiti dalla proteina virale purificata del capside L1 in grado di indurre una risposta anticorpale specifica senza però provocare l’infezione.

Tra il 2006 e il 2007 sono state sviluppate due tipologie di vaccini anti-HPV: il vaccino bivalente che conferisce al soggetto uno stato di immunizzazione attiva contro i genotipi ad altro rischio oncogeno HPV 16 e HPV 18, e il vaccino quadrivalente che protegge il soggetto che si sottopone alla vaccinazione anche contro i genotipi a basso rischio oncogeno HPV 6 e HPV 11.

Attualmente nel programma di vaccinazione nazionale contro il Papilloma virus promosso dal Ministero della Salute il vaccino utilizzato è quello nonavalente che immunizza i soggetti vaccinati contro nove genotipi di HPV, sia ad alto rischio oncogeno (HPV 16, 18, 31, 33, 45, 52, 56) che a basso rischio oncogeno (HPV 6, 11).

Nell’uomo infertile, positivo per la presenza del virus nel liquido seminale, la somministrazione del vaccino anti-HPV potrebbe rappresentare una valida strategia di risoluzione dell’infezione, soprattutto nei casi in cui l’infertilità di coppia sia di tipo idiopatico o causata da un fattore maschile lieve.

I risultati sino a oggi presenti in letteratura, sebbene siano stati ottenuti somministrando il vaccino quadrivalente ai partner maschili di coppie infertili positivi per la presenza del virus nel campione seminale, evidenziano a dodici mesi dalla vaccinazione profilattica una prevalenza dell’infezione inferiore nel liquido seminale dei soggetti vaccinati rispetto ai soggetti non vaccinati e un miglioramento dei parametri seminali, in termini sia di aumento della motilità spermatica sia di riduzione della concentrazione degli anticorpi anti-spermatozoi [10].

La vaccinazione anti-HPV dell’uomo infertile sembrerebbe aumentare la probabilità di ottenere la gravidanza, riducendo il rischio di aborto [11].

Gli studi recentemente condotti rafforzerebbero, inoltre, l’ipotesi che gli spermatozoi leganti l’HPV siano in grado di fungere da vettore dell’infezione e influenzare negativamente lo sviluppo degli embrioni poiché nei campioni di liquido seminale dei soggetti che si sono sottoposti a vaccinazione e che hanno ottenuto la gravidanza il Papilloma virus non era legato agli spermatozoi o era presente solo a livello delle cellule epiteliali di sfaldamento.

Durante l’analisi anamnestica delle coppie infertili dovrebbe dunque essere dedicato maggiore spazio alla ricerca dell’HPV nel liquido seminale.

Sebbene sia stata evidenziata una prevalenza dell’infezione maggiore nel liquido seminale nei soggetti infertili e i dati presenti in letteratura sono concordi nel correlare la presenza del virus a un peggioramento dei parametri seminali e degli outcome riproduttivi a oggi però non esistono delle linee guida di gestione del maschio infertile HPV positivo.

Inoltre, le tecniche di lavaggio del liquido seminale attualmente impiegate nei laboratori di fecondazione assistita per la preparazione del campione non sono in grado di eliminare efficacemente il virus.

Alla luce dei risultati ottenuti, la vaccinazione anti-HPV dell’uomo infertile potrebbe dunque rappresentare una valida strategia di miglioramento dell’approccio clinico della coppia che si rivolge al Centro di procreazione medicalmente assistita per ottenere una gravidanza. Tuttavia, prima che la somministrazione del vaccino anti-Papilloma virus trovi applicazione nella pratica clinica di gestione dell’uomo infertile, sarà comunque necessario condurre ulteriori studi al fine di comprendere maggiormente la sua efficacia e l’effettivo miglioramento della qualità del liquido seminale infetto.

Dr.ssa Federica Zullo - Laboratorio FIVER, Ospedale Sant’Anna di Torino

Bibliografia

  1. WHO. Global health sector strategy on sexually transmitted infections 2016-2021.
  2. WHO. Immunization, Vaccines and Biologicals – Vaccines and disease - Human papillomavirus (HPV). Disponibile al sito: www.who.int/immunization/diseases/hpv/en/
  3. Dunne EF, Nielson CM, Stone KM, et al. Prevalence of HPV infection among men: A systematic review of the literature. J Infect Dis 2006;194(8):1044-57.
  4. Laprise C, Trottier H, Monnier P, et al. Prevalence of human papillomaviruses in semen: a systematic review and meta-analysis. Hum Reprod 2014;29(4):640-51.
  5. Foresta C, Patassini C, Bertoldo A, et al. Mechanism of Human Papillomavirus Binding to Human Spermatozoa and Fertilizing Ability of Infected Spermatozoa. PLoS One 2011 Mar 7;6(3):e15036.
  6. Garolla A, Pizzol D, Bertoldo A, et al. Association, prevalence, and clearance of human papilloma virus and antisperm antibodies in infected semen samples from infertile patients. Fertil Steril 2013;99(1):125-31.
  7. Garolla A, Engl B, Pizzol D, et al. Spontaneous fertility and in vitro fertilization outcome: new evidence of human papillomavirus sperm infection. Fertil Steril 2016;105(1):65-72.e1.
  8. Perino A, Giovannelli L, Schillaci R, et al. Human papillomavirus infection in couples undergoing in vitro fertilization procedures: Impact on reproductive outcomes. Fertil Steril 2011;95:1845-8.
  9. Epicentro. Infezioni da hpv e cervicocarcinoma: Vaccini disponibili contro l’Hpv. Disponibile al sito: www.epicentro.iss.it/hpv/Vaccini-Disponibili
  10. Foresta C, Garolla A, Parisi S, et al. HPV prophylactic vaccination in males improves the clearance of semen infection. EBioMedicine 2015;2(10):1487-93.
  11. Garolla A, De Toni L, Bottacin A, et al. Human Papillomavirus Prophylactic Vaccination improves reproductive outcome in infertile patients with HPV semen infection: a retrospective study. Sci Rep 2018;8(1):912.