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Le relazioni fra tumori e infertilità maschile

Parere degli esperti |time pubblicato il
Le relazioni fra tumori e infertilità maschile

Gli articoli della sezione "Il parere degli esperti" riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.


Un deficit di fertilità legato a un fattore maschile è presente, da solo o in associazione a causa femminile, in circa 50% delle coppie che non hanno ancora procreato dopo almeno un anno di rapporti regolari non protetti. È dunque una condizione frequente, e la sua incidenza nella popolazione generale è apparsa progressivamente in crescita negli ultimi decenni. Il dato statistico ormai accertato consiste in un abbassamento progressivo e generalizzato dei valori di fertilità nell’ambito della popolazione maschile, indipendente dall’età, ma significativamente correlato ad altri aspetti di salute generale, quali le malattie cardiovascolari, l’esposizione a inquinanti ambientali e le patologie tumorali. Sembrerebbe dunque che l’efficienza riproduttiva si coniughi, in linea generale, con una buona salute generale complessiva, e che l’infertilità maschile possa per questa ragione assumere il ruolo di “campanello d’allarme” di possibili patologie.

Affrontare quindi una condizione di infertilità maschile con una valutazione andrologica accurata, che consenta di stabilire le cause del problema, assume in questo caso il valore fondamentale di strumento di prevenzione secondaria, ossia di diagnosi precoce di patologie sottostanti al problema riproduttivo. Tra i problemi di salute che colpiscono la popolazione maschile infertile in misura superiore rispetto alla popolazione generale vanno ricordati i tumori del testicolo. Alcuni studi hanno addirittura rilevato negli uomini infertili un rischio tre volte superiore alla norma di sviluppare un tumore al testicolo [1]. Non si tratta solo di un dato statistico, ma di un’evidenza scientifica ricca di importanti implicazioni pratiche; basti pensare, alla luce di questo dato, a quanto importante sia, per un uomo con problemi di fertilità, sottoporsi a una visita andrologica che potrebbe svelare in tempo una iniziale patologia tumorale.

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Ma quali sono i legami fra tumore e infertilità? Esistono, in altre parole, fattori causali in grado di danneggiare la funzione riproduttiva maschile, favorendo al contempo lo sviluppo di alterazioni cellulari di tipo neoplastico? Gli studi clinici hanno evidenziato come il principale di questi fattori causali sia l’inquinamento ambientale. Le delicate strutture cellulari deputate alla produzione degli spermatozoi sono infatti estremamente sensibili all’azione dei contaminanti ambientali, sia di tipo chimico, quali i metalli pesanti e i pesticidi, sia di natura fisica, quali le radiazioni ionizzanti e i campi elettromagnetici. Alcune sostanze chimiche in particolare si caratterizzano per alcune somiglianze chimiche con gli ormoni, e si rivelano in grado di “ingannare” il nostro organismo, alterando profondamente i naturali processi fisiologici di sviluppo cellulare, danneggiandone le funzioni e avviando processi di trasformazione cellulare in senso tumorale. Sono i cosiddetti interferenti endocrini, sostanze contaminanti tanto pericolose quanto diffuse negli alimenti e negli oggetti di uso quotidiano. Una condizione tipica di associazione di infertilità maschile e rischio tumorale fu descritta da un ricercatore danese nel 2001, con il termine di sindrome disgenetica testicolare [2]. Si tratta di una alterazione dello sviluppo testicolare che si verifica già durante la vita intrauterina, ed è causata dall’esposizione materna agli interferenti endocrini a cui accennavamo, a volte contenuti in alimenti e acque contaminate, altre volte presenti in oggetti di uso abituale, quali materiali plastici, cosmetici, tinture per capelli eccetera. I danni prodotti da tali sostanze sui delicati assi ormonali del bambino inducono profonde trasformazioni a livello cellulare, che in parte si manifesteranno già alla nascita sotto forma di criptorchidismo (testicolo non disceso nella borsa scrotale alla nascita) o ipospadia (orifizio dell’uretra posto in posizione anomala per un incompleto sviluppo del canale uretrale). Altri danni invece si manifesteranno successivamente, in età adulta, allorché un insufficiente sviluppo delle cellule responsabili della produzione di spermatozoi si tradurrà in grave oligozoospermia (ridotto numero di spermatozoi), e talvolta in azoospermia (assenza di spermatozoi). In alcuni casi le trasformazioni cellulari realizzatesi a causa di una disgenesia testicolare potrebbero dar origine a carcinogenesi, ossia alla formazione di singole cellule neoplastiche destinate nel tempo a evolvere in tumori testicolari.

Nell’ambito delle cause comuni in grado di spiegare l’associazione fra infertilità maschile e tumori del testicolo, vanno infine ricordate le cause genetiche, ossia quelle mutazioni che possono accidentalmente verificarsi nell’ambito del DNA cellulare. Alcune di queste mutazioni sono tipicamente localizzate sul cromosoma Y, esclusivo del corredo cromosomico maschile, e sono in grado di alterare tanto i normali meccanismi di protezione dalla degenerazione cellulare in senso tumorale, quanto i processi di normale spermatogenesi, responsabili della funzione riproduttiva maschile [3].

In tutte queste condizioni l’attività di prevenzione è l’arma più efficace di cui disponiamo. Fare prevenzione primaria, ossia rimuovere le cause del problema, significherebbe allontanare dall’ambiente in cui viviamo tutti i possibili fattori contaminanti, un obiettivo fondamentale, ma purtroppo difficilmente realizzabile. Assai più concreto e realistico l’obiettivo di una prevenzione secondaria, fatta di regolari visite andrologiche di controllo nel corso della vita, riservando particolare attenzione ai soggetti con problemi di fertilità, per i quali la valutazione accurata dell’apparato genitale da parte dello specialista acquisisce il valore determinante di strumento di diagnosi precoce di patologie concomitanti.

Bruno Giammusso - Responsabile Unità di Andrologia, Policlinico Morgagni, Catania

Bibliografia

  1. Walsh TJ, Croughan MS, Schembri M, et al. Increased risk of testicular germ cell cancer among infertile men. Arch Intern Med 2009;169(4):351-6.
  2. Skakkebaek NE, Rajpert-De Meyts E, Main KM. Testicular dysgenesis syndrome: an increasingly common developmental disorder with environmental aspects. Hum Reprod 2001;16(5):972-8.
  3. Tvrda E, Agarwal A, Alkuhaimi N. Male reproductive cancers and infertility: a mutual relationship. Int J Mol Sci 2015;16(4):7230-60.