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Tubercolosi ed infertilità

Parere degli esperti

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Tubercolosi ed infertilità
Gli articoli della sezione “Il parere degli esperti” riguardano alcuni fra gli argomenti più importanti e dibattuti delle rispettive aree cliniche. Dato il livello di approfondimento raggiunto, i testi possono contenere termini e concetti molto complessi. L’utilizzo del glossario potrà essere di aiuto nella comprensione di questi articoli e altri contenuti del sito, più divulgativi, contribuiranno a chiarire gli argomenti trattati.

La tubercolosi (Tb) è una malattia infettiva cronica, a prevalente localizzazione polmonare, causata dal Mycobatterium tubercolosis. L’infezione da parte dell’agente patogeno costituisce la condizione necessaria, ma non sufficiente allo sviluppo della malattia, che invece dipende dai rapporti che si determinano fra batterio e sistema immunitario dell’ospite. Il contagio può avvenire per trasmissione da un individuo malato, tramite saliva, starnuto o colpo di tosse. Per trasmettere l’infezione bastano pochissimi bacilli anche se non necessariamente tutte le persone contagiate dai batteri della Tb si ammalano al primo contatto. Pertanto, sia dal punto di vista epidemiologico, che clinico è opportuno tenere ben distinta la condizione di infezione tubercolare da quella di malattia tubercolare o tubercolosi. La prima corrisponde ad una condizione biologica “ipersensibilità tubercolotica” che consegue al contatto con il Mycobatterium tubercolosis ed all’insediamento dello stesso nell’organismo, in assenza di qualsiasi manifestazione clinica di patologia. La tubercolosi, invece, è una malattia vera e propria che consegue, dopo un lasso di tempo variabile, all’infezione e su sviluppa in una minoranza di soggetti infetti. Il sistema immunitario, infatti, può far fronte all’infezione e il batterio può rimanere quiescente per anni, pronto a sviluppare la malattia al primo abbassamento delle difese. Si calcola che solo il 10-15% delle persone infettate dal batterio sviluppi la malattia nel corso della propria vita. Un individuo malato, però, se non è sottoposto a cure adeguate, può infettare, nell’arco di un anno, una media di 10-15 persone.

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Nella seconda metà del secolo scorso si è assistito ad una progressiva riduzione della frequenza della tubercolosi nella popolazione italiana, e questo ha portato a sottostimare per alcuni anni il problema della TBC nell’ambito delle infezioni. La recente insorgenza di nuovi casi di tubercolosi ha ricondotto l'attenzione sulla malattia non solo in Italia, ma anche negli Stati Uniti ed in quasi tutti i paesi dell'Europa Occidentale. Si stima che si verifichino circa 8 milioni di nuovi casi di infezione da tubercolosi ogni anno nel mondo e che il 95% di questi colpisca popolazioni di paesi in via di sviluppo.

Attualmente la situazione epidemiologica della tubercolosi in Italia indica una bassa incidenza nella popolazione generale, con una maggiore frequenza di casi in alcuni gruppi a rischio e in alcune classi di età. Dal 1995 al 2007 si è registrata una riduzione dell'incidenza dell'infezione nel nostro paese del 19% circa. La forma di infezione riscontrata più frequente è ovviamente quella polmonare e prevale nei maschi, mentre la frequenza di quella extrapolmonare non sembra correlata al sesso. Gli anziani sono soggettiva categoria più colpita dalla malattia, anche se la frequenza sembra essere in aumento tra i giovani di età compresa tra i 15-24 aa.

L'Organizzazione Mondiale della Sanità negli anni novanta definì la tubercolosi come un'emergenza globale, per l'incremento degli immigrati provenienti dai paesi in via di sviluppo in paesi industrializzati, per il crescente numero di pazienti affetti dalla HIV e per l'emergere di problematiche sociali come la povertà e la condizione di senza tetto.